ROMANZO BREVE (58 pagine) - FANTASCIENZA - Giusto o sbagliato che sia, ha avuto la sua vendetta. E il sapore che gli rimane in bocca, simile a quello gustato in seguito alla disfatta di Clemente, è davvero buono.
Le mura della città di Desperata sono imponenti, ma in quanto a solidità lasciano parecchio a desiderare, se non altro all'apparenza. Profonde smagliature di ruggine ne percorrono la superficie opaca simili a strade e sentieri tracciati su una mappa. Un tempo l'acciaio deve aver brillato per chilometri e chilometri di distanza, ma ormai ha perduto ogni residuo di lucentezza. Più che di trascuratezza, comunicano un senso di dimenticanza. Dall'interno della cinta muraria si riversano in cielo immense volute di fumo bruno e grida di disperazione così intense da far accapponare la pelle. Avvicinandosi Fenrir si sente come in procinto di commettere un errore, ma è consapevole di non avere scelta: la tempesta incalza con i suoi lampi e le sue urla feroci, e se non entra in città al più presto se la dovrà vedere da solo contro un'intera banda di predoni famelici. Ricomincia a prudergli nella nuca la solita sensazione invadente: quella di essere osservato. Resiste alla tentazione di girarsi un'altra volta a controllare che nessuno lo stia spiando. Si dice che entrando in città se la lascerà definitivamente alle spalle. Ma non si tratta di una semplice sensazione, e la verità è che tra le mura arrugginite di Desperata non si libererà affatto dei suoi inseguitori. Anzi. Solo che ancora non può saperlo...
Quarto capitolo ambientato nelle Terre Malate immaginate da De Boni. La serie è composta da 6 episodi che insieme vanno a formare un romanzo di media lunghezza. Avendo passato la metà posso fare qualche considerazione in più. La serie è uno Young Adult con tutti i pregi e difetti del genere. Prosa veloce e scorrevole, parecchia azione, pochi spunti originali. In particolare, speravo di leggere qualcosa di più dei soliti cliché del genere che ormai sono davvero troppo inflazionati. Inoltre, già lo avevo notato nei capitoli precedenti, l'autore fa un uso a volte eccessivo della similitudine e questo, alla lunga, tende a stancare anche perché, mentre alcuni paragoni sono efficaci, altri suonano un po' come delle forzature stilistiche. In ogni caso la lettura resta nel complesso piacevole, continuerò con i due ultimi capitoli sperando in un finale originale e non il solito "finale" aperto di molti YA che nulla dice e lascia tutto in sospeso per un eventuale seguito. Il mio voto: 2,5 stelle.