In achtunddreißig poetisch-zarten Miniaturen von A wie Amore bis Z wie Zoo spürt Andrea Bajani der Bedeutung und Wirkung von Wörtern nach und versucht, ein wenig Ordnung zu bringen in das Chaos des Lebens. Eine Kiste mit Holzbuchstaben wird zu einer Truhe voller Erinnerungen und magischer Momente, in denen ein Menschenleben eine andere Richtung nimmt. Katalogisieren lässt sich das Leben auf diese Weise nicht, doch mit den Buchstaben des
Scrittore e giornalista italiano. Autore di romanzi e racconti, ma anche di reportage, opere teatrali e traduzioni di opere dal francese e dall'inglese. Nel 2002 pubblica il suo primo romanzo, Morto un Papa. Nel 2008 vince il Premio Super Mondello, il Premio Recanati e il Premio Brancati con il romanzo Se consideri le colpe . Nel 2011 vince il Premio Bagutta con il romanzo Ogni promessa.
libretto furbo, e infatti ci sono cascata come una pera cotta. prima di tutto c’è un titolo sufficientemente curioso per gettare l'amo, ma che alla fine col libro non c'entra quasi nulla: giusto un raccontino carino (forse il migliore del libro) piazzato come prologo-introduzione, sul ruolo delle 21 lettere dell'alfabeto per costruire e disfare un mondo di emozioni. una cosuccia tirata tirata, per inanellare al seguito 38 storielle con una delle lettere piazzata sul frontespizio. si depenna l'alfabeto una lettera dopo l'altra, e il gioco finisce lì. il resto sono racconti minimi (in senso sia quantitativo che qualitativo) nessuno dei quali scritto in modo memorabile. in questo senso avrebbe dovuto mettermi sul chivalà l’illustrazione di copertina firmata da valerio berruti. cioè da un artista che mi è molto piaciuto, finché non mi sono stufata di vederlo replicare all’infinito gli stessi stilemi, portandoli alla banalità. perfettamente in linea coi racconti, dunque. in definitiva il primo incontro con andrea bajani è una lettura appena piacevole, che non si scosta in nulla dalla norma. (AB normal, aggiungerei, se il libro meritasse la citazione).
un pizzico di delusione per un libro che ho aspettato tanto di leggere ma poi... ..ma poi mi è sembrato un mero esercizio di scrittura creativa: pesca una lettera, pensa una parola che inizi con quella lettera e scrivi qualcosa. Quel qualcosa si concretizza in istantanee e, come si sa, alcune vengono bene, altre sfocate ed altre proprio da scartare. Comunque tra un libro e l'altro si fa leggere. Nulla toglie e, soprattutto -ahimé!- nulla aggiunge!
«Abbiamo solo ventuno lettere, ha detto il maestro. Con quelle dovremo fare tutto: ridere, piangere, consolare, amare, contraddirci. Dire quando siamo felici, non far capire quando non lo siamo piú, ingoiare una parola che potrebbe ferire, tenercene una tra le mani come una cosa fragilissima e preziosa».
3 ⭐️ 21 lettere che raccontano diverse storie, alcune più felici altre meno. Tutti vorremmo mettere la vita in ordine alfabetico ma, si sa, che non è possibile.
A di Amore: per un bimbo che viene al mondo. B di Buio: la paura di tua figlia quando si spengono le luci in casa. C di Confessione: quella della vita di una signora sconosciuta, su un treno, con le lacrime agli occhi. D di Dominus: l’estrema unzione fatta a una donna che poi non è morta come diceva la campana del prete. E di Estasi: vedere tua sorella contenta per il nuovo acquisto, dei jeans che alzano il lato B. F di Filo: quello di un braccialetto, dei desideri rotto dopo anni nella doccia, e i desideri ormai, si spera, siano avverati. G di Grazie: detto da una paziente alla sua psicologa, dopo quattro anni di sedute. H di Habitat: quella bolla trasparente dove tenevi chiuso il fidanzato segreto. I di Imbarazzo: dopo anni rivedi la tua amica, insieme ai tuoi e suoi bambini, quell’amica che però era stata anche tua amante. L di Libeccio: un vento che arriva dal deserto, spiega il padre, che stacca le foglie che diventano barche per poter partire. M di Mattina: un papà che adora la mattina e spiega al suo piccolo che crescendo si dà peso ad altre questioni, ma in noi poi, si domanda, non rimane sempre quella parte un po’ fanciullesca?! N di Nostalgia: del tuo caro vecchio cane Yuri. O di Ordigno: quello che fa tic tac nella pancia di una bambina che ha appena ingurgitato il segreto che sua madre gli ha raccontato. P di Porte: quelle che si scagliano addosso madre e marito davanti al figlio inerme. Q di Quindici: i minuti che possono parlare a sere alterne marito e moglie, senza controbbatersi, buttanti fuori tutte le parole che hanno dentro. R di Rinascita: quella di una donna che, con l’ultimo respiro, fa nascere, senza un vagito, un’altra creatura. S di Senza: si impara a vivere in due fino a quando inizi la scuola e scopri che non hai un papà, ma ormai hai imparato a vivere senza. T di Terra: quella che trema sotto ai piedi durante un terremoto e puff non hai più nemmeno una casa. U di Uscita: quella che fa Isabel, ormai diventata grande, non avendo più paura del metal detector dell’aeroporto, allargando le braccia e volando verso i nonni. V di Vergogna: quella che prova una ragazza che corre per prendere il pullman, tenendosi il seno e provando vergogna di fronte ai ragazzi. Z di Zoo: una ragazza che va a vivere da sola in campagna circondata da cani, gatti, galline e sopratutto lontana dagli umani.
Citaat : Met zesentwintig letters - zei hij en pakte ze allemaal tegelijk op en hield ze ieder van ons voor - kun je de wereld opbouwen en en afbreken, geboren worden en sterven, liefhebben, lijden, dreigen, helpen, vragen, bevelen, smeken, troosten, lachen, vragen, je wreken, liefkozen. Review : Andrea Bajani (1975 in Rome) is een doorbrekend Italiaans schrijver die graag met taal en verhaaltrends experimenteert en daar verbluffende resultaten mee behaald. Wie houdt dan stand (Se consideri le colpe, 2007) en De belofte (Ogni promessa, 2010) zijn twee van zijn romans die ook in Nederlandse vertaling het nodig succes kenden. In La vita non è in ordine alfabetico, een werk dat in 2014 in Nederlandse vertaling verscheen onder de titel Het leven is niet alfabetisch, probeert hij het leven te duiden aan de hand van het alfabet – ook al weet hij dat het leven zich niet volgens het alfabet afspeelt.
Bajani schreef een veertigtal ultrakorte verhalen, die alfabetisch geordend een leven omspannen. Blijkens het nawoord gaat het om woorden die voor Bajani belangrijk zijn en samen een levensverhaal vormen dat zich ontrolt in consequent in de je-vorm geschreven miniatuurtjes over grote en kleine zaken die een mensenleven kunnen bepalen: familie- en liefdesrelaties, kinderen, jeugdherinneringen, zorg voor ouders, toevallige ontmoetingen enz. Het zijn sober geschreven teksten met fraaie observaties, die een zekere melancholie ademen.Het zijn verhalen die diepgaand zijn – en licht tegelijk.
De Nederlandse vertaling leverde wel een totaal ander boek op dan het Italiaanse. Omdat de vertaling de verhalen in een andere volgorde plaatst (in het Nederlands komt Jeugd vóór Liefde, in het Italiaans is dat andersom) ontstaat er een heel ander boek. Daar komt bij dat het Nederlands meer letters heeft dan het Italiaans. Speciaal voor de vertaling heeft Bajani daarom een aantal nieuwe verhalen geschreven. Ook voegt hij een nawoord toe waarin hij over deze nieuwe ontstaansgeschiedenis schrijft.
Het vertaalwerk van Yond Boeke & Patty Krone is bijzonder knap en heefthet boek verrijkt.
Die Gestaltung dieses Büchleins sieht auf digitalen Bildern vielleicht recht unspektakulär aus. Sobald ich es aber in den Händen gehalten habe, habe ich erkannt, wie süß es gestaltet ist. Das Cover kommt mit nur vier Farben aus, von denen das Blau die dominierende ist, wie man auch im inneren des Buches sieht. Nimmt man den Schutzumschlag ab, so ist der Leineinband blau und das süße Zebra mit dem Apfel auf der Kruppe ist in weiß abgebildet - inklusive Apfel. Im Inneren dann sind wichtige Dinge, wie Anmerkungen oder die Kapitelüberschriften immer in blau gehalten. Da das italienische Alphabet nicht mit dem deutschen übereinstimmt, musste der Verlag sich was ausdenken und ihre Lösung gefällt mir sehr gut.
Wie ich schon oben geschrieben habe, finde ich dieses Buch wunderschön, auf seine eigene Art und Weise. Aber auch das Geschiebene hat mich vollkommen überzeugt. Ich habe Teile des Buches schon auf italienisch gelesen, wobei mir aber die deutsche Version sehr viel mehr gefällt.
In dem Buch sind 38 kurze Geschichten zu je einem Wort verfasst, die wirklich nur über zwei, drei Seiten gehen. Zuvor gibt es eine art Prolog, der dann am Ende des Buches in einem Epilog weitergeführt wird. Dabei geht es um etwas komplett anderes als im kompletten Buch, möchte man auf den ersten Blick sagen. Ganz stimmt das so aber nicht, es geht die ganze Zeit über um die Macht der Buchstaben, auch wenn das nicht ständig betont wird.
Mir gefällt die Idee des Autors und sein Denken, wie mächtig Buchstaben sind. Im Buch gibt es ein Zitat: "Mit Buchstaben kann man die Welt erbauen und zerstören, kann man geboren werden und sterben, lieben, leiden, drohen, helfen, bitten, befehlen, flehen, trösten, lachen, fragen, sich rächen, streicheln." (S.5)
Der Autor schreibt sehr poetisch, aber mit ganz alltäglichen Worten. Er schafft es, in jeder Kurzgeschichte eine gewisse Stimmung zu erzeugen, mit nur wenigen Worten und unkomplizierten Sätzen; kurz, der Schreibstil ist wunderbar zu lesen, einfach gehalten und doch poetisch und leicht zugleich.
Die Geschichten hier sind ganz anders als das, was man normalerweise so liest. In den meisten Büchern wird der Fokus auf Liebe gelegt, es passieren viele Dinge Schlag auf Schlag. Hier nicht. Hier wird sich Zeit genommen, auch für Dinge, die nicht elementar auf uns wirken. Hier hat man das Gefühl, man hat Zeit.
Meiner Meinung nach eignet sich das Buch auch sehr gut als Geschenk Sehr viel mehr kann ich auch nicht dazu schreiben, da ich sonst auch zu viel verraten würde; auf jeden Fall ist "Das Leben hält sich nicht ans Alphabet" ein wunderschönes Buch, das zusätzlich liebevoll gestaltet ist. Auf jeden Fall ein Geiheimtipp von mir! Ich vergebe volle fünf Sterne.
La vita non si dispone in nessun ordine, nemmeno quello alfabetico, tuttavia Bajani in una manciata di parole, due per ogni grafema -tranne H e Z per cui ne ha scritto solo uno ciascuno-, ci regala quaranta brevissimi scorci di vita, molto definiti e densi. All'interno di questi squarci di esistenza ci sono sentimenti, emozioni, gesti e piccoli incanti. Una lettura che riconcilia col mondo e che consiglio caldamente, forte anche della scrittura di Bajani che è delicata e tenera, deliziosa nella sua prosa fluida e allo stesso tempo potente: a volte basta anche solo una frase per vedersi aprire un mondo davanti agli occhi.
"Ogni tanto qualcuno, nel tempo, ti ha fatto notare questo braccialetto stinto e ormai ridotto a un filo. Tu tutte le volte hai risposto che prima o poi si sarebbe finalmente rotto. Poi di colpo, un martedì mattina, sotto la doccia, si è staccato. Senza nemmeno uno strappo. E a te, che l'hai visto precipitare, ti si sono spalancati gli occhi. E ti sei inginocchiata, sotto l'acqua, e la tua era una specie di supplica - sgomenta - che quei desideri di allora - che ormai non ricordavi più e che però ora andavano a esaudirsi dentro il buco nero dello scarico - fossero gli stessi di oggi, e non una bomba che tra poco, finita la doccia, asciugati i capelli, aperta la porta, avrebbe fatto saltare tutto in aria."
Avete presente una di quelle scatole di cioccolatini assortiti? Di quelle che solo a guardarle fanno venire un' indigestione? Ecco, il libro di Bajani è così. Freni la tentazione di divorare tutti i cioccolatini e ti metti lì, davanti alla scatola, quasi in adorazione, solo ogni tanto. Magari ti ritagli un momento tutto per te dopo il lavoro, o approfitti di un attimo di nervosismo o di un istante di felicità. Ti siedi sul divano, poggi la scatola sul tavolino, e sollevi il coperchio dorato. Dai un'occhiata generale e..taaac..prendi quello a forma di stella. Il tuo preferito: nocciolato. Un minuto di estasi, felicità allo stato puro. Sorridi, anzi, un po' ti vergogni ad ammetterlo, ma a volte ti viene perfino da ridere. Poi ti dici: "Va bé, dai, un altro..che mai mi potrà fare?" Sfreghi le mani, peschi quello a forma di conchiglia, con la glassa bianca. Ed eccola lì, la delusione: il ripieno all'arancia. Nooo, proprio ora... non ci voleva.
Un libro che non mi ha lasciato niente. Carino solo l'espediente iniziale, ma poi tutto diventa un mero esercizio di scrittura. Nessun racconto è, a mio avviso, degno di nota. La brevità può contenere interi mondi, ma non è certo questo il caso.
due volte due pagine per ogni lettera dell'alfabeto, salvo l'acca in formato ridotto. le due pagine sono dei flash, ma non abbagliano. la luce è morbida, spesso un po' malinconica, riposante.
arrivata al 62% mi sono fermata e ho saltato direttamente alla mezza pagina di epilogo giusto per capire come finiva perché la lettura non era più sostenibile. un ammasso di racconti poco sensati talmente brevi che quasi non hanno senso e che sicuramente ti lasciano ben poco. i racconti non sono collegati tra loro e non sono collegati al prologo ed epilogo (i quali sono collegati tra loro), cosa completamente senza senso. l’epilogo non l’ho neanche capito, finisce proprio a caso. non vedo quale sia il collegamento con l’alfabeto dato che viene utilizzato solo perché ogni racconto ruota intorno ad una parola che ovviamente inizia con una lettera, nessun altro collegamento. l’unica parte rilevante di tutto il libro sono le ultime righe del prologo (letterlamente una frase). non capisco davvero perché sia così famoso, lo avevo in lista da tantissimo e mi incuriosiva parecchio ma potevo benissimo risparmiarmelo.
Un piccolo libro prezioso, Bajani non mente. Nel senso che non si smentisce, i suoi scritti - ormai ho imparato - sono piccoli ceselli pressoché perfetti. E nel senso, anche, che sono sinceri, mettono a nudo - ma con estremo pudore - ogni spicchio di umanità ci possa essere al fondo di ciascuno di noi. Giocare con le parole, che bel gioco: lo scrittore immagina di essere un maestro e di spiegare agli allievi come in fondo le 21 lettere di cui dispone l'alfabeto siano ben poca cosa, tuttavia permettano una ricchezza di combinazioni da consentirci di esprimere qualunque atto, qualunque sentimento, buono o cattivo che sia. Sforna, così, 38 parole, una per ogni anno che aveva quando ha scritto il libro: ma va da sé che la faccenda non finisce qui...
io trovo che Bajani scriva divinamente. Capisco che il libro possa risultare ostico perché i racconti sono davvero brevi e non sono delle storie ma delle istantanee che riprendono un singolo frammento di una vita molto più estesa e complessa di cui non conosciamo nella se non la forma e l'emozione di quel presente inteso come momento specifico che l'autore descrive a mio parere con metafore e dettagli così ricercati che risultano comprensibili solo a chi riesce a mettere a fuoco l'emozione precisa che si descrive in ogni brevissimo capitolo. L'ho trovato un bellissimo esercizio di stile piuttosto che una raccolta di storie interessanti.
Questo piccolo scrigno di storie di vita quotidiana mi ha tenuto compagnia in quattro giorni di andirivieni dal lavoro in metro, riuscendo a leggere due o tre storie prima di scendere alla mia fermata, per poi portarmele dietro tutto il giorno. Le parole di Bajani sono in grado di entrarti dentro e di rimanerci: sono fragili, vere più che mai e ti si attaccano sotto pelle, procurandoti a tratti prurito, oppure a volte la voglia di farti una carezza.
“È così che, di colpo, il bambino conosce la nostalgia delle cose che non sono mai state.”
Abbiamo solo ventuno lettere, ha detto il maestro. Con quelle dovremo fare tutto: ridere, piangere, consolare, amare, contraddirci. Dire quando siamo felici, non far capire quando non lo sia- mo piú, ingoiare una parola che potrebbe ferire, tenercene una tra le mani come una cosa fragilissima e preziosa». Bel libro, ma trovo l'autore molto repetitivo, i argomenti, personaggi sono a volte un po' noiosi. Però l'incipit e la fine sono creative e proffonde.
un titolo originale per un libro originale. Avverbi, sostantivi, verbi: 2 per ogni lettera dell'alfabeto, utilizzati per narrare mini storie che potrebbero essere vissute da ognuno di noi e che in "ordine" non sono. Senza: "...sente la malinconia di quando ci si rende conto che si è smesso di cercare una cosa, di quando ci si accorge che tra le tante cose imparate, si è imparato a vivere senza.."
Un libro davvero molto particolare Decisamente fuori dalla mia confort zone È molto profondo in certi punti e mi ha fatto appassionare facilmente ad ogni epifania proposta Semplice e veloce ma anche pieno di riflessioni importanti
Come sempre, lo stile di scrittura è quello che mi è piaciuto di più. L'idea di base che collega tutti i racconti è interessante e l'infanzia è un tema ricorrente di molti racconti. Tra i racconti che mi sono piaciuti di più c'è filo, senza, ordigno e quindici. Momenti catturati della vita che vengono dischiusi in poche, ma incisive righe...
Ho emulato la prima pagina del libro , perché a settembre ho iniziato la prima elementare...e ho letto prima e ultima pagina alla prima riunione di interclasse delle prime, proprio per augurare un buon anno a bambini e colleghi. Poi ho proseguito il mio viaggio nel godimento di questi straordinari brevi racconti di coriandoli di vita....davvero intensi!!
"Hai cercato la mano di tuo padre e ci hai infilato dentro la tua. Le parole hanno fatto quello che fanno ogni volta che senti paura: si rintanano dentro la bocca, cercano un punto protetto, e non escono più."
Serie di racconti brevi partendo da una parola. Almeno un racconto per ogni lettera dell'alfabeto. Vite quotidiane raccontate con i loro piccoli colpi di scena, le sorprese, le tristezze. Non so dire se mi è piaciuto o no.
Un'idea carina, quella di scrivere storie brevissime, una/due per ogni lettera dell'alfabeto. Molto bravo l'autore a costruire intere storie in appena due pagine. E' proprio vero che con 21 lettere si può costruire il mondo.