What do you think?


Viva più che mai
Dubbio è il soprannome che hanno dato a Ernesto Livera, e si addice bene alla sua indole un po’ tentennante. Di solito, infatti, l’Ernesto si lascia prendere dall’indecisione. Una certezza, però, l’ha molto chiara: dai carabinieri è meglio stare alla larga. Perché di «mestiere» fa il contrabbandiere. Avrebbe fatto altro nella vita, ma tant’è, ora campa traghettando stecche di sigarette dalla Svizzera, magari di notte, con una barchetta a motore, bep-bep-bep. E proprio stanotte, con la prua della barchetta, ha urtato il cadavere di una donna. L’ha tirato a riva, poi è andato a chiamare un suo cliente fidato, il medico di Bellano, il dottor Lonati, perché, appunto, lui dai carabinieri preferisce non presentarsi. Ma il mattino dopo, alla riva, il cadavere non si trova più. Eppure Ernesto l’ha visto bene, anche se adesso gli sorge il… dubbio di esserselo sognato. E il dottor Lonati lo sa che Ernesto soffre di questo tipo di allucinazioni fin da quando era un ragazzino. Forse dovrebbe cercarsi un lavoro più regolare. E magari una fidanzata. Il lago però non mente; nasconde segreti inconfessabili, e quando decide che è il momento di rivelarli, non ci sono dubbi che tengano. Viva più che mai racconta una storia sorprendente e misteriosa. Tra ganassate di paese, coincidenze impensabili e colpi di scena, Andrea Vitali scioglie una matassa che ingarbuglia il presente con il passato, la riva di qui con quella di là del lago di Como, fino a chiarire la verità dei fatti. Una verità che però…
548 pages, Hardcover
Published November 3, 2016
About the author
Andrea Vitali
121 books170 followersItalian writer and doctor. Andrea Vitali è nato nel 1956 a Bellano, sulla riva orientale del lago di Como, dove esercita la professione di medico di base. Ha pubblicato Il meccanico Landru (1992), A partire dai nomi (1994), L'ombra di Marinetti (1995, premio Piero Chiara), Aria del lago (2001) e, con Garzanti, Una finestra vistalago (2003, premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio letterario Bruno Gioffrè 2004), Un amore di zitella (2004), La signorina Tecla Manzi (2004, premio Dessì), La figlia del podestà (2005, premio Bancarella 2006), Il procuratore (2006, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990), Olive comprese (2006) e Il segreto di Ortelia (2007), La modista (2008, premio Ernest Hemingway) e Dopo lunga e penosa malattia (2008), Almeno il cappello (2009, premio Casanova; premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante; Premio Campiello selezione giuria dei letterati; finalista premio strega), Pianoforte vendesi (2009) e Mamma de sole (2010) . Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l'opera omnia.
Ratings & Reviews
Friends & Following
Create a free account to discover what your friends think of this book!
Community Reviews
Displaying 1 - 15 of 15 reviews
November 11, 2016
Storie di paese, alla solita maniera lieve di Vitali, che della sua Bellano ha fatto il centro di un’epica semplice e quotidiana. Sempre gradevole da leggere, pur negli indubbi limiti del genere. E scritto benissimo, come al solito.
June 16, 2021
"C'erano testimonianze che affermavano di aver visto quello stesso cadavere in piena salute la mattina seguente alla sua stessa morte, tanto in salute che era in partenza per Londra"
ALLORA LE BARZELLETTE SUI CARABINIERI ERANO TUTTE VERE...
In genere non sono una gran lettrice di storie noir e tendo anche ad evitare gli autori italiani, eppure i romanzi di Andrea Vitali sono la mia eccezione a queste regole; lungi dal definirli dei capolavori letterari, credo che i suoi libri siano però un ottimo mezzo di evasione: il tono leggero della narrazione, le storie di vita quotidiana e la placidità data dall'ambientazione nella seconda metà del secolo scorso contribuiscono a rendere molto scorrevoli queste letture che potremmo definire, senza alcun intento offensivo, "da ombrellone".
La trama di "Viva più che mai" dovrebbe ruotare attorno al ritrovamento di un cadavere nelle acque del lago di Como, e utilizzo il condizionale perché questa vicenda principale viene talmente diluita nel testo e prevaricata da altri eventi che per circa trecento pagine ci si dimentica quasi del tutto l'indagine atta a svelare l'identità della vittima. Ad individuare in modo del tutto accidentale il corpo è Ernesto "Dubbio" Livera, un contrabbandiere improvvisato, la cui versione dei fatti viene messa subito in discussione quando il cadavere in questione scompare e la persona che lui riteneva essere la vittima si dimostra alquanto viva; il Dubbio dovrebbe anche essere il nostro protagonista, e di nuovo mi trovo a ricorrere al condizionale perché fosse per le sue azioni la trama rimarrebbe ferma a pagina uno, mentre è l'intervento di Tina, giovane donna piena di iniziativa e dedizione, a smuovere effettivamente la storia.
Oltre ai due protagonisti, dal cui punto di vista questo potrebbe anche intendersi come un romanzo di formazione, abbiamo un cast estremamente ricco di personaggi, dai nomi spesso bizzarri; ma non temete: identificarli risulta abbastanza semplice perché la caratterizzazione si limita a degli stereotipi collaudati, e se proprio non vi raccapezzate c'è sempre il pratico glossario a fine volume. Tutti questi personaggi vanno però a farcire il libro con un numero imbarazzante di sottotrame, che in alcuni casi non ottengono neppure una degna risoluzione nel finale; ad essere onesti neppure la vicenda principale è dipanata del tutto, perché se è molto chiaro quali dinamiche abbiano portato all'omicidio, non c'è il minimo tentativo di fare giustizia in nome della vittima da parte di chi svela l'intreccio.
Un altro aspetto non proprio riuscito è l'aver scelto di dare tanto spazio ai diversi carabinieri che compaiono nel libro e che, col procedere della narrazione, dimostrano sempre più chiaramente di essere soltanto dei comic relief: sia nella parte iniziale, quando cercano senza successo il Dubbio per ascoltare la sua versione, mentre il lettore sa benissimo dove si trovi, sia nei moltissimi siparietti dedicati al carabiniere Fantarini e al suo desiderio di partecipare ad una competizione di chioccolo. Dal momento che la storia ruota attorno ad un crimine ed affronta anche temi molto pesanti, mi sarei aspettata che questi personaggi ricoprissero un ruolo maggiormente serio, almeno in alcune scene.
Nonostante i suoi molti difetti, questo romanzo mi ha tenuta incollata alle pagine, merito soprattutto dello sviluppo dato a Tina ed alla passione con cui Vitali racconta l'ambientazione, trasmettendo in pieno il suo amore per il lago di Como. Approvo anche il tono informale, con l'utilizzo di onomatopee, storpiature e termini dialettali, perfettamente in linea con il tipo di storia raccontato.
Voto effettivo: due stelline e mezza
ALLORA LE BARZELLETTE SUI CARABINIERI ERANO TUTTE VERE...
In genere non sono una gran lettrice di storie noir e tendo anche ad evitare gli autori italiani, eppure i romanzi di Andrea Vitali sono la mia eccezione a queste regole; lungi dal definirli dei capolavori letterari, credo che i suoi libri siano però un ottimo mezzo di evasione: il tono leggero della narrazione, le storie di vita quotidiana e la placidità data dall'ambientazione nella seconda metà del secolo scorso contribuiscono a rendere molto scorrevoli queste letture che potremmo definire, senza alcun intento offensivo, "da ombrellone".
La trama di "Viva più che mai" dovrebbe ruotare attorno al ritrovamento di un cadavere nelle acque del lago di Como, e utilizzo il condizionale perché questa vicenda principale viene talmente diluita nel testo e prevaricata da altri eventi che per circa trecento pagine ci si dimentica quasi del tutto l'indagine atta a svelare l'identità della vittima. Ad individuare in modo del tutto accidentale il corpo è Ernesto "Dubbio" Livera, un contrabbandiere improvvisato, la cui versione dei fatti viene messa subito in discussione quando il cadavere in questione scompare e la persona che lui riteneva essere la vittima si dimostra alquanto viva; il Dubbio dovrebbe anche essere il nostro protagonista, e di nuovo mi trovo a ricorrere al condizionale perché fosse per le sue azioni la trama rimarrebbe ferma a pagina uno, mentre è l'intervento di Tina, giovane donna piena di iniziativa e dedizione, a smuovere effettivamente la storia.
Oltre ai due protagonisti, dal cui punto di vista questo potrebbe anche intendersi come un romanzo di formazione, abbiamo un cast estremamente ricco di personaggi, dai nomi spesso bizzarri; ma non temete: identificarli risulta abbastanza semplice perché la caratterizzazione si limita a degli stereotipi collaudati, e se proprio non vi raccapezzate c'è sempre il pratico glossario a fine volume. Tutti questi personaggi vanno però a farcire il libro con un numero imbarazzante di sottotrame, che in alcuni casi non ottengono neppure una degna risoluzione nel finale; ad essere onesti neppure la vicenda principale è dipanata del tutto, perché se è molto chiaro quali dinamiche abbiano portato all'omicidio, non c'è il minimo tentativo di fare giustizia in nome della vittima da parte di chi svela l'intreccio.
Un altro aspetto non proprio riuscito è l'aver scelto di dare tanto spazio ai diversi carabinieri che compaiono nel libro e che, col procedere della narrazione, dimostrano sempre più chiaramente di essere soltanto dei comic relief: sia nella parte iniziale, quando cercano senza successo il Dubbio per ascoltare la sua versione, mentre il lettore sa benissimo dove si trovi, sia nei moltissimi siparietti dedicati al carabiniere Fantarini e al suo desiderio di partecipare ad una competizione di chioccolo. Dal momento che la storia ruota attorno ad un crimine ed affronta anche temi molto pesanti, mi sarei aspettata che questi personaggi ricoprissero un ruolo maggiormente serio, almeno in alcune scene.
Nonostante i suoi molti difetti, questo romanzo mi ha tenuta incollata alle pagine, merito soprattutto dello sviluppo dato a Tina ed alla passione con cui Vitali racconta l'ambientazione, trasmettendo in pieno il suo amore per il lago di Como. Approvo anche il tono informale, con l'utilizzo di onomatopee, storpiature e termini dialettali, perfettamente in linea con il tipo di storia raccontato.
Voto effettivo: due stelline e mezza
October 23, 2023
Questo libro mi ha piacevolmente stupito. Anche se non è un libro che si può fare rientrare in un genere preciso, ha una trama intrigante e molto scorrevole, anche se non è quella la cosa più importante per l'autore. Mi è piaciuto lo stile "scherzoso" di Andrea Vitali, sia nello scegliere i nomi dei personaggi che nel dotarli di una personalità particolare. I personaggi sono tanti, così come i capitoli, molto brevi e che alternano diversi punti di vista. Piacevole anche il modo in cui vengono collegati i vari capitoli: l'inizio di uno sembra quasi sempre la continuazione di quello precedente, e invece non lo è. E questo oltre ad essere piacevole nella lettura denota anche una certa bravura nello scrivere, oltre che un modo di condividere espressioni, pensieri, ecc. fra i vari personaggi della storia.
Unica pecca secondo me i capitoli davvero troppo brevi, che contribuiscono a creare un po' di confusione con i personaggi. Non si fa in tempo a capire cosa sta succedendo a questo o quel personaggio che il capitolo finisce, e si continua con un altra parte della storia. Però alla fine tutto si ricollega e si chiarisce, per arrivare al finale che è la vera chiave di lettura del romanzo, tanto da lasciarti indeciso se farti una risata o restarci male.
Voto: 3,5 stelle su 5
Unica pecca secondo me i capitoli davvero troppo brevi, che contribuiscono a creare un po' di confusione con i personaggi. Non si fa in tempo a capire cosa sta succedendo a questo o quel personaggio che il capitolo finisce, e si continua con un altra parte della storia. Però alla fine tutto si ricollega e si chiarisce, per arrivare al finale che è la vera chiave di lettura del romanzo, tanto da lasciarti indeciso se farti una risata o restarci male.
Voto: 3,5 stelle su 5
September 28, 2019
Amo molto le storie di Vitali e del piccolo universo di Bellano. Questo però, purtroppo, mi ha un po’ delusa nel finale che mi è parso non all’altezza del resto del romanzo. E infatti l’ho letto in maniera un po’ stiracchiata, mentre si solito resto incollata in attesa di vedere come vada a finire.
All’autore resta comunque un grande pregio: quello di sapere tratteggiare sempre tanti personaggi, tutti diversi tra loro, senza creare mai macchiette o cliché.
All’autore resta comunque un grande pregio: quello di sapere tratteggiare sempre tanti personaggi, tutti diversi tra loro, senza creare mai macchiette o cliché.
June 3, 2017
Scorrevole, nulla da dire. Come ogni altro libro di Vitali che ho letto. Ma annacquato in maniera spaventosa: trecento pagine di troppo ( e di poco o nullo interesse ). Sempre peggio, mi spiace per Bellano.
November 13, 2021
Leggere Vitali è sempre un piacere, come una ventata di aria fresca.
February 1, 2023
I always enjoy Mr. Vitali’s books. I’ve read many of his books, these are so witty and fun. He is a great storyteller, and this one didn’t disappoint. Loved it.
October 30, 2023
È mancato quello spunto di “emozione” per dare più stelle.
Interessante il modo di scrittura con tanti capitoli brevi che intrecciano tante storie.
Interessante il modo di scrittura con tanti capitoli brevi che intrecciano tante storie.
August 7, 2025
Personaggi simpatici e caratteristici, però manca un finale. E poi il Commenda che c'entra con la Dominetti?
This entire review has been hidden because of spoilers.
November 10, 2025
Non il Vitali al suo meglio, ma godibile.
August 30, 2026
trovo andrea vitali un intrattenimento intelligente, frizzante e originale. un uomo d’altri tempi.
February 13, 2017
Non è il miglior libro di Vitali, benché come i suoi soliti libri racconta la vita del paese di Bellano in maniera leggera e simpatica. Delude alla fine in quanto lascia un po' in sospeso le azioni che interessano al lettore. Ho trovato anche che abbia tergiversato troppo da metà libro in poi. Sembrava quasi che stesse cercando e non trovando in che modo concludere.
December 11, 2016
Andrea ti prego devi scrivere il seguito di questa storia perché io devo sapere :
Del negozio della Tina
Se il carabiniere Ferria decide di dire si al comandante
Come va a finire la storia del Dubbio con la Tina
Insomma manca ancora un pezzo a questo libro
Bellissimo e coinvolgente, rilassante e divertente. Grazie
Del negozio della Tina
Se il carabiniere Ferria decide di dire si al comandante
Come va a finire la storia del Dubbio con la Tina
Insomma manca ancora un pezzo a questo libro
Bellissimo e coinvolgente, rilassante e divertente. Grazie
This entire review has been hidden because of spoilers.
Want to Read
March 28, 2017Incipit
La luce della croce di Camaggiore........
Viva più che mai incipitmania
La luce della croce di Camaggiore........
Viva più che mai incipitmania
April 3, 2017
Un giallo originale sulle rive del lago di Como, ben scritto e costruito in maniera intelligente.
Displaying 1 - 15 of 15 reviews
















