Il futuro alle spalle L’Indagatore dell’Incubo è in bilico tra sogno e realtà, tra passato e futuro, tra tutte le infinite traiettorie possibili nelle quali la sua esistenza può diramarsi.
L’armonia del silenzio Un’ondata di efferatissimi crimini si abbatte su Londra. Ma qual è la sua origine? Per scoprirlo, l’Ispettore Bloch si rivolge all’Old Boy, già chiamato in causa, precedentemente, da una misteriosa ragazza incontrata in un parco, che gli si è rivolta con le sibilline parole: “L’orrore è qui”.
La festa dei mostri È il 31 ottobre, Halloween tiene banco nelle strade londinesi. Dylan investiga tra le maschere e i costumi, tra i trucchi e le beffe di una delle ricorrenze più popolari e più caratteristiche del mondo. Ma stavolta la morte miete vittime non soltanto per finzione e a colare copiosamente è autentico sangue umano.
Luigi Mignacco, nato a Genova nel 1960, vive e cresce a Cabella Ligure, in provincia di Alessandria. Dal 1981, comincia a collaborare con il settimanale Lanciostory, mentre l'anno dopo passa nello staff di Topolino, dove contribuisce per tre anni. Nel 1983, firma Il Detective Senza Nome, pubblicato dalla rivista Orient Express. Nel 1986 entra nello staff della Sergio Bonelli Editore, ove scrive tuttora per ben quattro serie: Martin Mystère, Dylan Dog, Dampyr e Zagor, oltre ad aver collaborato a Nick Raider. Tuttavia, il suo contributo più importante è stato nella serie di Mister No, ove ha esordito nel 1987 per permettere al creatore della serie Sergio Bonelli di dedicarsi interamente al proprio ruolo di editore. Ne è stato lo sceneggiatore principale fino al 1996, anno nel quale è stato affiancato da Michele Masiero, che diventerà il curatore della serie e scriverà con lui la maggior parte delle storie fino al 2009. Durante la sua carriera collabora con settimanale Il Giornalino, scrivendo tra l'altro un serial di fantascienza intitolato Due Cuori e un'Astronave, disegnato da Roberto Rinaldi. Successivamente, firma alcune storie per L'Intrepido, e realizza per Comic Art il fumetto Pam & Peter, assieme a Sergio Zaniboni. Nel 1990, scrive per la rivista L'Eternauta il serial Corsaro.
Pročitao sam i prijalo mi je u razumnoj meri. Istina, priče nisu najpametnije, u smislu da su posve budalaste, ali su mi bile blago zabavne. Sve tri epizode su po scenarijima Luiđija Minjaka - svaka na standardne 94 strane. Prvu epizodu je nacrtao Korado Roi - a „Budućnost iza leđa“ je, nećete verovati, svojevrsni postmoderni rimejk prve epizode „Dilana Doga“. Roi je nekoliko godina kasnije nacrtao još jedan rimejk „Zore živih mrtvaca“, a to su epizode 401 i 402 („Crna zora“ i „Crveni zalazak sunca“) koje su označile novi početak serijala. Ta prva priča je ujedno i najbolja. Ukupno: 3/5.
Gran bella versione alternativa de "L'alba dei morti viventi" disegnata da uno stratosferico Corrado Roi.
L’armonia del silenzio: 5 stelle
Una piccola gemma a base di zombie, guerra, amore e musica. Gran bella storia.
La festa dei mostri: 3 stelle
La storia a tema Halloween del volume é decisamente quella che mi é piaciuta di meno. Troppa carne al fuoco, colpo di scena finale "telefonato" e trama troppo sopra le righe per i miei gusti, ma vedere Kriminal tra le maschere per strada e Dylan che va a guardarsi al cinema per la 14esima volta "Quella casa nel bosco" non ha prezzo!
Se Spazio Profondo è la riuscita dichiarazione di intenti per il nuovo corso di Dylan Dog, Il futuro alle spalle, primo dei tre racconti di questo volume, è la non riuscita dichiarazione d'intenti per la formula Old Boy. Che di per sé parte col dare qualche dubbio: se si voleva rinunciare alla natura anti-orizzontale della trama di DD, se anzi la serie si voleva orientare verso una maggiore coesione dei volumi, suona strana questa marcia indietro che ricorda ai lettori dell'inquilino di Craven Road che avranno sempre un grosso diritto di veto sulla serie. Per carità, DD è un fumetto che aspira a essere venduto, ma di solito il coraggio paga, e la sua assenza preoccupa. In ogni caso: Il futuro alle spalle è una collezione di frecciatine al nuovo corso e meta riferimenti al vecchio corso. Nessuna delle due componenti è riuscita. Il racconto migliore del volume sta nel mezzo, e rinuncia a una qualsiasi struttura a la Sclavi in favore di una storia lineare, semplice e godibile. Nel terzo caso si ritorna alla voglia di sviare, per un racconto su Halloween nel quale i protagonisti non sono quello che sembrano e Dylan è, come troppo spesso di recente, spettatore di eventi più grandi di lui. Il totale è un volume non proprio eccezionale. Speriamo nel futuro.