Durante una traversata notturna due uomini che non si conoscono, ma che hanno in comune una donna amata in tempi diversi della loro vita, si incontrano nel salone di una nave e uno racconta all'altro una lunga storia, o forse "una lunga bugia": quella di Alberto, Don Giovanni di provincia: gran beffatore e affabulatore, gran libertino, gran bugiardo, è insieme figura tragica e comica, umanamente sfaccettata. Gioioso, intelligente, cinico, superbo, sfrontato, sleale, ma capace anche di grandi gesti, "allegro e atroce", Alberto usa le persone come marionette. Nel suo catalogo figurano donne di ogni tipo, perché la sua voglia di vita lo proietta sempre verso l'altrove. In una gerarchia ideale figurerebbe ai primi posti Nichi, la donna amata dai due viaggiatori, ragazzina ingenua che Alberto svezza crudelmente alla vita. E poi le tante donne che telefonano alla sua trasmissione radiofonica dei "Cuori infranti": Alberto ne approfitta senza riguardi, e si intrufola turbinosamente in esistenze già segnate dal dolore. Ma Alberto sa approfittare anche degli uomini: primo fra tutti Farci, il suo segretario, che è poi l'uomo che racconta la storia. Farci ha tollerato ogni sorta di umiliazioni, soggiogato. E, come vuole il suo ruolo di servitore, ha tradito il suo padrone con dolore, seguendo un impulso segreto: forse - per vie misteriose - salvandolo.