IL PIANO DELLA P2 E LE RIFORME DI RENZI LA VERA STORIA DI UNA SOMIGLIANZA IMPRESSIONANTE
Licio Gelli, capo indiscusso della P2, la più potente e controversa loggia massonica italiana, non è stato semplicemente un grande cospiratore, appartenente a un’epoca ormai superata. Al contrario, le idee promosse dal «maestro venerabile» sono progressivamente confluite nella cultura politica dei partiti che avrebbero governo l’Italia dagli anni Ottanta in poi. In questo saggio-inchiesta, che ricostruisce la parabola della P2 al di là del mero piano giudiziario o cronachistico, si mettono a nudo – attraverso un’accurata analisi della sostanza del programma gelliano – i tanti elementi di continuità con la situazione attuale. Ne emerge un quadro il famigerato Piano di Rinascita Democratica, sequestrato nel 1985, appare oggi come una sorta di prontuario delle «riforme» che sarebbero state attuate nel trentennio successivo, e insieme un documento profetico in grado di descrivere i processi degenerativi avvenuti nello stesso periodo sul piano sociale, culturale e dell’informazione; una lenta e inesorabile discesa verso forme di autoritarismo «dolce», che dal piduismo (attraverso il lungo intermezzo dominato dalla figura di Silvio Berlusconi) conduce a Matteo Renzi e in particolare al suo disegno di riforma della Costituzione, lasciando presagire nuovi e infausti sviluppi.
Aldo Giannuli (1952) è un politologo, storico e saggista italiano. E' direttore del centro studi indipendente "Osservatorio Globalizzazione". E' stato docente di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano e consulente parlamentare nelle commissioni di inchiesta sulle stragi (dal 1994 al 2001) e sul caso Mitrokhin (dal 2003 al 2005). Fra il 1996 e il 2008, è stato consulente giudiziario in diversi processi. Ha collaborato con quotidiani e settimanali. Ha pubblicato i volumi “Come funzionano i servizi segreti” (2009), “2012 la grande crisi” (2010), “Come i servizi segreti usano i media” (2012), “Uscire dalla crisi è possibile” (2012), “Guerra all’Isis” (2016), “La strategia della tensione” (2018) e “Storia della “Strage di Stato”” (2019), "Mafia mondiale" (2019).
Da Gelli a Renzi si resta sempre in Toscana, ma passando per Arcore. Ovvero l’uomo della provvidenza (con la p minuscola) al comando (soprattutto se solo) piace sempre tanto (purché però ci lascia fare i nostri porci comodi). O anche, la Costituzione che richiede cittadini responsabili delle loro azioni, dotati di senso civico, ben consci dei loro diritti ma anche dei loro doveri, anche fiscali, dei cittadini liberi, razionali (almeno dotati di buon senso), informati e partecipativi, questa Costituzione non va bene. Deve essere cambiata, stravolta, abbruttita, meglio se riscritta da chi non se ne intende di diritto, di leggi e democrazia, ma crede che non si debba disturbare il manovratore. Il “Popolo” elegga pure il suo “unto”, che deve però essere libero di governare come meglio gli aggrada. Ci ha provato prima Gelli (un passato mai rinnegato di Repubblica di Salò), ma la voglia di presidenzialismo autoritario c’era già da prima; lui ha solo posto in essere una “machina” di cui voleva essere il deus. Ci ha provato anche l’ex cavaliere (“ragazzo, lasciami lavorare!”), tra una legge ad personam e un gioco di prestigio, ma meglio di tutti è riuscito a Renzi che era andato quasi in rete. Il libro di Giannuli si ferma all’attimo prima del referendum che ha stoppato la manovra. Ben fatto, nella parte finale il discorso diventa molto tecnico, affrontando temi e materie come la costituzione e la legge elettorale che richiedono al lettore un attento studio. Insomma, la democrazia non è data una volta per tutte (come ben si sa) e richiede cura, attenzione, vigilanza, partecipazione, serietà, responsabilità e amore. Sì, soprattutto amore.