Fantascienza - romanzo (192 pagine) - Omaggio al fu una storia con scrittori perduti, cani fantasma e altra gente strana. PREMIO ODISSEA 2016 Abitare nella casa che era stata di Dino Buzzati non comportava particolari ti ci abitui. Abituarsi alla cugina Matilde, che era venuta a stare con me, portando le sue manie, le sue paure, le sue stranezze, era meno facile. Ma tutto era filato liscio finché non ci rendemmo conto, una sera, di quella zona del pavimento. Quella dove i nostri cani non passavano mai. Ma proprio mai. Giravano intorno, anche se apparentemente non c’era nulla. E fu quando Matilde, quasi per dispetto, ci saltò dentro, che si sentì quello strappo. E la nostra vita prese una piega a dir poco inquietante. Cresciuta al Cairo, milanese di adozione, Franci Conforti è un luogo d’incontro di più popoli. Ha sulle spalle alcuni fallimenti e qualche successo; nel cuore però tiene (al caldo) una usare gli uomini e le donne che ha conosciuto per dar vita alle sue storie fantastiche. È per queste persone che scrive, ma scrive anche, al buio, per chi non ha ancora incontrato. E cerca di dare a tutti qualcosa in cambio di quello che prende, pur sapendo che non sarà mai abbastanza. Spera comunque di offrire un sorriso, un gesto d’amicizia o una leva per risollevare la giornata. Laureata in biologia, giornalista professionista, docente all’Accademia di Belle Arti, Franci Co in questo libro si è presa l’impegno di non dimenticare gli animali che vivono al nostro fianco.
Oggi vi parlo del romanzo vincitore del Premio Odissea 2016. Identificare il protagonista della trama è un po’ complicato, perché tutto ruota attorno a una moltitudine di personaggi, quindi cercherò di riassumerla nel modo migliore. Tutto inizia con Greta (che è la voce narrate dell’intera storia, nonostante fisicamente sia presente solamente all’inizio e alla fine – idea originale, ma confesso che all’inizio mi ha lasciata un po’ perplessa) che abita a Milano e pochi giorni dopo l’Epifania riceve la proposta di lavorare negli Stati Uniti. Subito entusiasta accetta, il problema – o meglio i due problemini – è trovare qualcuno che si occupi di Thelma e Luisa, due cagnoline tipo yorkshire terrier praticamente identiche. In suo soccorso arriva Matilde, una cugina che cerca casa per sfuggire all’ennesima relazione amorosa finita male. Così Greta le affitta la casa… e per stare maggiormente sicura chiede alla sua amica – che abita al piano di sotto – Anastasia, russa DOC, di tenerla d’occhio. Greta parte e, anche se per un breve periodo, anche Anastasia è costretta a rientrare in Russia… lasciando la povera Matilde con i fantasmi! Ah... non vi ho detto cosa successe una sera quando erano ancora tutte e tre assieme nell’appartamento di Greta! Anastasia nota che le due cagnoline non passano mai in un punto del soggiorno e Greta afferma che non ci sono mai passate, dicendo che è solo un’abitudine. La russa fa diverse foto… quelle foto poi vengono analizzate da Matilde, la quale afferma di vederci qualcosa! Sola nell’appartamento Matilde ritorna in quel punto del soggiorno… e lì vede due macchie, come il respiro, che vanno e vengo. Convinta si tratti di un fantasma – e precisamente del vecchio proprietario della casa – informa le amiche. Per vari eventi riesce a mettersi davvero in contatto con, niente che meno, il fantasma del fu Dino Buzzati (il vecchio proprietario dell’appartamento), ma lui sostiene di trovarsi al Corriere… quindi chi c’è in casa con la Mati? E deve averne paura? Ad aiutarla uno su tutti sarà Carlo… e tutti saranno trascinati nel mondo dei fantasmi per scoprire l’anima in pena che abita nell’appartamento e per soccorrerla! Volete saperne di più? Allora che aspettate? Dovete assolutamente leggere questo romanzo. Un libro dalla trama che più originale – e per certi versi strampalata – di così non si può! Divertente, allegro e nonostante si parlino di fantasmi non mette di certo paura, perfino nella battaglia decisiva, quindi perfetto anche per i più paurosi e per chi vuole passare un pomeriggio in allegria. Nonostante sia un romanzo a tratti comico, è anche pieno di misteri: uno su tutti le due valige rosse che si porta dietro Matilde. Lo stile è molto fluido, ironico e tutto molto informale e diretto, che coinvolge da subito il lettore: all’inizio per capire chi sia il fantasma dell’appartamento, poi come aiutarlo… senza contare tutto quello che succede quando lo aiutano! Niente è scontato! I personaggi sono tutti meravigliosi, descritti semplicemente, ma quel che basta per immaginarseli e amarli. L’unica cosa che mi ha lasciata un po’ così alla fine sono alcune domande che non sono state chiarite, ad esempio il rapporto tra Anastasia e Carlo, soprattutto con l’intromissione di Sofia / Sonia; oppure che fine fa il fu Buzzati? In ogni caso è un romanzo che dovete davvero leggere, sia per l’originalità e sia per scoprire un mondo di fantasmi diverso dal solito.
"Su, non faccia così, lo sapevo sa? D’essere morto. Non deve sentirsi in colpa. È che con tutta questa frenesia del lavoro alla fine ci si dimentica delle cose importanti, ed è un bene, sa? Fa un gran bene lavorare e non perdersi dietro alla vita o alla morte, che tanto sono cose che non si possono cambiare".
È il fu Buzzati che parla alla cugina Matilde (cugina di Greta, la narratrice, non di Dino) attraverso la cornetta di un vecchio telefono a disco nella sua ex-casa, in una Milano sul confine tra la realtà e il regno d'ombra (e, forse, anche altri regni). "Spettri e altre vittime di mia cugina Matilde" (2016, Delos Digital, Premio Odissea 2000) di Franci Conforti parte lieve, da un'anomalia sul pavimento di casa che porta fino a Buzzati al Corriere. Da morto. Ma quella che pare una (più o meno) semplice missione di recupero sfocia presto un urban fantasy a tinte fosche, con oscuri predatori, Dame Nere e cani infernali. Tutti decisamente famelici. La cugina Matilde si rivela essere, nei fatti, un catalizzatore di entità estranee. E di problemi, naturalmente. A contorno, strani vivi e strani morti fanno la loro parte per arrivare a ripristinare una sorta di normalità (concetto da intendersi in modo elastico): "Vivi e morti assieme, in pace inquieta".
Premessa. Me lo ha prestato un amico e m'ha detto toh, prova questo, è una delle cose che ho letto più volentieri negli ultimi mesi. Non mi ispirava molto. È stata una vera sorpresa. È scritto in modo molto personale, la storia va avanti veloce, l'ho finito in poco più di due ore. Genere inclassificabile, un horror alla King ma soffuso di una dolcezza particolare. C'è molta attenzione alla struttura psicologia dei personaggi e alla trama. Originale pure. Finalmente qualcosa che non avevo ancora mai visto al cinema o in televisione. Attenzione però, pure essendo edito da un editore conosciuto sembra un auto-prodotto: nel testo ho trovato alcuni refusi, come se non fosse stato sistemato da un correttore. Per questo motivo stavo per dare tre o quattro stelle, ma poi non mi è sembrato giusto. Il libro è proprio bello.