Steamwood non è un regno da favola. È immerso nel vapore e le sue esalazioni nascondono le stelle, lasciando intravedere nel cielo soltanto una cupa vastità illuminata da due lune gemelle. In un’ambientazione a tratti vittoriana e a tratti steampunk, si muovono i protagonisti delle novelle della serie, incontrandosi – e scontrandosi – sullo sfondo di un universo in bilico tra l’incanto e una minacciosa profezia circa l’arrivo della Stagione dell’Insomnia. Il Narratante, una figura misteriosa senza volto né voce, farà da collante alle varie storie, manifestandosi in modi sorprendenti. Ogni racconto è la rivisitazione di una fiaba classica, ben conosciuta dai lettori, ma che si rivelerà ai loro occhi con nuove sfumature.
Ornella Calcagnile, diplomata all’Istituto d’Arte e laureata in Scienze della Comunicazione, apprezza la creatività in tutte le sue forme.
Nel 2008 ha iniziato a dedicarsi alla scrittura con un blog di racconti e lavorando come copywriter.
Nel 2012 ha fondato il blog letterario Peccati di Penna. Ama libri, serie TV e il buon caffè, rigorosamente espresso.
Il suo genere favorito è il fantasy e negli anni ha pubblicato con Ute Libri (2013), Lettere Animate (2015), Dunwich Edizioni (2015-2021), Nativi Digitali Edizioni (2020), Sága Edizioni e Winter Edizioni.
Il suo sogno è trasmettere emozioni e creare avventure in cui il lettore possa perdersi.
Personalmente, vado pazza per i retellings, specialmente per quelli pieni zeppi di colpi di scena e dotati di una scrittura sublime. Questa, in breve, l'essenza di "Rosa meccanica" e "Vincolo di sangue", il terzo e il quarto romanzo della serie "Once upon a steam". Essi, oltre ad avermi lasciato letteralmente a bocca aperta, mi hanno coinvolta attraverso un intreccio estremamente avventuroso e soddisfatta con dei personaggi delineati in maniera ineccepibile, persino quelli minori. Anche le storie d'amore, di conseguenza, hanno beneficiato di questa caratterizzazione magistrale, facendo sì che shippassi come se non ci fosse un domani amassi le coppie principali.
Mi ha colpita positivamente anche "Petali di luna", il secondo libro. Ancora una volta, gli elementi innovativi si amalgamano alla perfezione con i riferimenti alla fiaba tradizionale, producendo un risultato veramente impressionante. Leggermente deludente, invece, il finale: per quanto possa essere appropriato e commovente, esso è comunque poco appagante perché molto simile ad un vero e proprio cliffhanger.
Un simile problema si riscontra in "Un cuore per un cuore", il cui epilogo non solo è insoddisfacente ma addirittura inaccettabile, in quanto mette in discussione l'intero svolgimento dei fatti. Un vero peccato, se si considera quanto fosse promettente la trama e molto riusciti i personaggi.
Infine, "Sortilegio di tenebra" che, con le sue lacune, la sua scarsità di eventi, i protagonisti abbozzati e il finale approssimato, avrebbe potuto benissimo essere evitato.
Una cosa è certa: in casa Dunwich le buone idee non mancano. La buona idea di questo inizio 2016 è stata senza dubbio Once upon a steam, rivisitazione in chiave steampunk delle fiabe tradizionali. Ma accontentarsi di questa definizione sarebbe riduttivo perché i cinque volumi della saga, rielaborando vecchie storie, ne scrivono di nuove: presentano personaggi inediti, intrecciano trame e creano un vero e proprio mondo. È il mondo di Steamwood, che lega i cinque episodi e tutti i protagonisti in un’ambientazione fatta di meccanica e magia.