Non ricordo bene dove l’ho detto ma sicuramente il mondo di L’attacco dei giganti ha delle ottime basi per raccontare tantissime storie. Questo mondo e gli ideali su cui si poggia possono essere un ottimo spunto per poter raccontare tante cose, di come la vita dentro le mura caratterizzi ogni aspetto della quotidianità e di come i valorosi che decidono di combattere i giganti sono guidati da sentimenti forti e precisi che li spingono a dare la vita, e tanto altro. Questa light novel non da nulla di tutto ciò per una cosa molto semplice: non si capisce in che punto è ambientata la vicenda. Insomma abbiamo la serie principale e il prequel Before the fall che narra del primo crollo delle mura e della creazione del dispositivo per la manovra tridimensionale: Segnale di contrattacco mischia i due mondi innanzitutto con personaggi che hanno nomi e caratteristiche di quelli che conosciamo, come Hange e Sasha, e che però hanno delle storie diverse e anche un’evoluzione non del tutto in linea con la storia originale. Insomma è Hange a scoprire il punto debole dei giganti e ad inventare il dispositivo e dopo alcuni anni (non ben precisati) aiuta nell’addestramento delle nuove reclute che devono usare questo nuovo apparecchio e tra loro c'è Sasha, amante delle patate che ha una mezza cotta per un certo Armin (manco nelle peggiori fan fiction). Ci sono anche dei personaggi "originali" ma vengono poco sfruttati e caratterizzati, a parte forse il personaggio di Izuru che essendo il migliore avrei preferito avesse più spazio nella parte centrale del romanzo. Diciamo che però il fatto di mischiare la linea temporale e di usare personaggi (o forse solo i nomi?) già amati e conosciuti ai fan della serie non favorisce la lettura e anzi confonde tantissimo. Si cerca (inutilmente) di trovare un collegamenti tra la storia già conosciuta e si cerca di incastrarci questa ma non funziona, il risultato non ha senso. Per questo motivo non si riesce a considerarla una storia extra, anche piacevole, come ad esempio il più ben riuscito The Harsh Mistress of the City, e quindi il lettore non si ritrova soddisfatto. Non mi è totalmente dispiaciuto, è breve e alquanto scorrevole, si leggerà in un oretta o poco più, però, per i motivi detti spiegati in precedenza, c’è molto WTF e poco WOW