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Una nuvola rossa

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«Il cervello viene offuscato - dice il Penalista -. Non vedi nient'altro. Vedi solo rosso. Rosso come il sangue».

Àgora è un paesino a 40 km a sud di Roma. In via della Fortuna gli antichi agoresi - mille anni prima che Romolo e Remo decidessero di nascere - praticavano sacrifici umani. Ora un padre, non vedendo tornare a casa la figlia alle sette e mezza di sera, si mette in giro per i vicoli con una scala di ferro lunga sei metri. Alla fine la trova. Morta. Insieme al fidanzatino. 124 coltellate lei e 60 lui. 17 e 23 anni. In via della Fortuna.
Menano le polizie italiane? Giacinto dice di sì. È un bravo ragazzo. È amico del prete. Studia da infermiere. Qualcuno dice che è frocio. Da bambino dava fuoco ai cani e seviziava le lucertole. Era il migliore amico delle vittime. Per il giudice istruttore è l'assassino. Per il paese no.
Pennacchi fa la storia delle indagini. Gli hanno chiesto di costruire un giallo, ma gli esce un "roman" di strabiliante fattura. Un anti-giallo in cui tutti mentono, pure quelli che credono di dire la verità. Ed è proprio il luogo elettivo della verità, il «verbale», ad essere oggetto, per tutto il libro, di una straordinaria rivisitazione letteraria: è la lingua dei carabinieri e dei giudici a costituire l'unica risorsa espressiva in grado di raccontare una realtà inafferrabile, inconclusa.

Naturalmente Àgora è un paese immaginario. Come tutta la vicenda. E ogni riferimento a persone o fatti è puramente casuale.

192 pages, Paperback

First published January 1, 1998

8 people want to read

About the author

Antonio Pennacchi

22 books55 followers
Scrittore italiano. Operaio presso l’Alcatel Cavi, si è dedicato alla politica dapprima nelle file del MSI e poi in quelle del Partito Comunista d'Italia marxista-leninista. A cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta ha aderito al PSI, alla CGIL e poi alla UIL. Nel 1983 ha deciso di sospendere l’attività di attivista e di sfruttare un periodo di cassa integrazione per laurearsi in lettere e filosofia, iniziando in seguito la carriera di scrittore.

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Chomsky.
196 reviews36 followers
September 23, 2017
“Una nuvola rossa” è un reportage romanzato che Antonio Pennacchi, non ancora noto alle cronache letterarie, scrisse nel 1998 sull’onda dell’emozione suscitata dall’efferato omicidio di due fidanzatini avvenuto a Cori, in provincia di Latina l’anno precedente. A Pennacchi importa poco scoprire il feroce assassino perché come scrive nell’incipit “Io questo libro non lo volevo fare. Non avevo nessunissima intenzione di impicciarmi con questa storia.” ma la vicenda gli dà la possibilità di scandagliare da par suo l’ambiente umano dell’Agro Pontino suo humus culturale e vitale. Prima de “Il Fasciocomunista” e di “Canale Mussolini” lo scrittore di Latina si cimenta in un saggio di bravura che sfiora con maestria storia, psicologia, cronaca nera, politica e attualità.
Il romanzo nasce dalla scoperta dei corpi martoriati di due giovani fidanzati e si dipana nella scansione degli alibi e dei moventi, mostrandoci uno squarcio allarmato ma realistico di una zona d’Italia che crediamo senza storia ma che invece ci sorprende per vitalità. Pennacchi cambia nomi, toponimi e date ma il riferimento alla realtà è costante e riconoscibilissimo. Chi volesse sapere quali furono i risultati delle indagini ufficiali può consultare http://archiviostorico.corriere.it/19...

Riporto qui la divertente avvertenza dell’editore posta in chiusura del libro, scritta con ogni evidenza da Antonio Pennacchi:
“Questo autore è un cialtrone. Solo al momento di andare in macchina ci siamo accorti che qualcosa non andava nelle sue citazioni: alcune sono vere, altre sono interpolate, altre ancora sono completamente false. Sant’Agostino, ad esempio, è vera. Ma con Tito Livio, a volte, ha fatto quello che gli pareva. Carne di porco. E così per tutto il resto. Testimonianze comprese.”
Profile Image for Anto_s1977.
804 reviews36 followers
January 23, 2019
In una notte di febbraio del 1995 Agora, un paese dell'Agro Pontino, è sconvolto da un evento eccezionale: due ragazzi sono stati accoltellati per ben 184 volte e abbandonati in una pozza di sangue. Si tratta della figlia di un ex maresciallo dei carabinieri e del suo fidanzatino.
Chi è il colpevole di un delitto così efferato? Qual è il movente?
Sono queste le domande a cui carabinieri e polizia cercano di rispondere attraverso gli interrogatori di amici e parenti.
L'autore cerca di contribuire alle indagini ricostruendo i fatti, passo passo, attraverso le deposizioni e le testimonianze raccolte.
Viene fuori un quadro confuso, perchè sono tante le incongruenze, le imprecisioni, le menzogne, le voci di paese...
Mi è piaciuta molto l'idea che sta alla base del libro, ma trovo che ci siano troppe divagazioni, troppi sfoggi di cultura fini a sé stessi!
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