From its earliest beginnings in 1930s Europe, to the dramatic feats on Yosemite big walls in the 1970s, to the super human accomplishments of current climbers, The 9th Grade is a thrilling chronicle of a sport that pushes athletes to the far edges of their physical endurance and courage. Both aspiring and accomplished rock climbers as well as armchair thrill seekers will enjoy this comprehensive history of free climbing, a sport often done with no rope or protective gear to catch the climber who makes a mistake. They'll learn what the seminal climbs were, who did them, and how; outrageous accomplishments have built on each other to create ever more difficult climbs that no one thought were once possible. The stories bounce around the globe as climbers compete to do the toughest, most impossible routes, wherever that quest takes them. This is both a comprehensive and an exciting history of one of our most extreme sports.
Il nono grado è una breve storia dell’arrampicata mondiale – forse il primo nel suo genere. Corredata da un apparato iconografico d’eccezione, su carta patinata, parte a raccontare dai primi del Novecento per arrivare alle Olimpiadi. I capitoli sono brevi, massimo 4 pagine e la lettura scorre veloce, non solo per lo stile facilmente accessibile, ma anche per come ciascun rocciatore è ben scolpito con pochi tratti; infine la lettura scivola anche per le innumerevoli foto che aiutano a collegare un nome (uno dei tanti) con un volto. Questo infatti è uno degli obiettivi primari di questo libro - spiegare chi è chi – che nasce da una forte esigenza dell’autore (un francese) che ne sentì la necessità, quando trovatosi in falesia (non molto tempo fa) a parlare con dei ragazzi (francesi anche loro) di Patrick Edlinger (non solo un asso dell’arrampicata degli anni Ottanta, ma anche uno strafigo!!), quei giovani non avevano la più pallida idea di chi fosse costui. E David Chambre, l’autore, si disse che tale lacuna, che probabilmente non era solo di quei giovani, andava assolutamente colmata. Ottima idea! perché conoscere la nostra storia ci permette di apprezzare di più quello che facciamo. I vari capitoli sono poi inframmezzati da qualche dossier di approfondimento, di quella ventina di climber che hanno indiscutibilmente firmato la storia dell’alpinismo. La parte che si occupa dei tempi attuali (delle Olimpiadi, tanto per intenderci) è quella poi che ho trovato più interessante perché l’autore apre il dibattito su tanti aspetti dell’evoluzione dell’arrampicata, come per esempio il fatto che da base preparatoria per l’alpinismo sia diventata una disciplina a sé stante, oppure sul dibattito tra l’artificiale e la libera - disciplina quest’ultima che sfocia poi nell’arrampicata di “plaisir”, su pareti artificiali, in indoor (e poi nelle Olimpiadi). Cosa è cambiato? Si è ucciso la “scoperta” della libera ma si è acquistato un ampliamento della base dei climber che vede il numero delle donne crescere costantemente (anche se biologicamente faticano a fare i gradi alti, molto fisici e che di conseguenza, in percentuale, sono ancora poche ai vertici del climbing) così come quello dei più giovani, inclusi i bambini, ampliando lo spettro di praticanti e “democratizzandosi” perché non più appannaggio solo dei “maschi, giovani e forti”; inoltre altro grande cambiamento, il “solo” comincia a declinare perché è cresciuta l’attenzione (forse eccessiva?) alla sicurezza. Spero che trovi un editore perché a mio avviso ne vale proprio la pena!