Può una donna da sola attraversare il continente Americano nella stessa direzione del traffico di droga? Può guidare dall'Argentina all'Alaska a cavallo della sua pesante moto da 240 kg? Quali pericoli attendono una donna? Quali insicurezze? Quali conquiste?
La protagonista ci immerge nel suo viaggio: accampiamo con lei in riva al mare, ci presenta il continente con i suoi spettacolari panorami e i suoi popoli, e, non paga, ci mostra le sue paure, le sue insicurezze e la sua evoluzione.
È il racconto di una storia vera.
Nulla è stato romanzato, se non a volte i nomi per proteggere i personaggi e se stessa.
Questo libro mi era stato regalato tantissimi anni fa, ma non l'avevo ancora letto. L'autrice è un'amica dell'amica che me l'ha regalato e ho anche una sua bella dedica. Miriam Orlandi nel 2009, a 38 anni, ha deciso di fare il giro delle Americhe in moto. Un giro durato ben 23 mesi!
Miriam di professione fa la fisioterapista e durante il suo viaggio ha messo le sue competenze a disposizione delle moltissime persone che l'hanno aiutata, oltre a fare volontariato in diversi posti. Ha conosciuto tantissima gente, soprattutto (ma non solo) grazie al suo blog e alla sua presenza in rete nei forum di motociclisti. Quando si dice il potere di internet!
In questo libro Miriam parla delle sue esperienze, quindi moltissimo delle persone che ha incontrato e delle cose che ha fatto e vissuto, e moltissimo anche della sua moto. Io non sono una motociclista, anzi non sono mai salita su una moto in vita mia, quindi non ho avuto modo di apprezzare le molte questioni tecniche; tuttavia questo non mi ha impedito di godermi il libro e di soffrire e gioire con l'autrice. Miriam è una viaggiatrice, non una turista, ma contrariamente ad altri viaggiatori che seguo o che ho letto qualche volta su internet, non si vergogna di far vedere anche le difficoltà (a volte enormi) e le sue fragilità. All'inizio del viaggio è poco più che una sprovveduta, come credo siano tutti quelli che si mettono in un simile viaggio per la prima volta, e contrariamente a tanti altri travel blogger non si fa problemi a farci vedere questa sua sprovvedutezza. Insomma, Miriam è una persona vera, e questo ha reso il libro ancora più interessante. Lo consiglio!