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Europeiskt Skräp

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”Du blev ju nästan jur.kand., och nu är du chef för Det Europeiska Skräpet”, säger Fasse till sin bror, den lidelsefulle samlaren, som i sin lägenhet på Rönneholmsvägen i Malmö överblickar och katalogiserar både konst och livs visdom.

Ulf Peter Hallberg, samlarens son, gestaltar sin pappas värld i en roman som påminner om Tusen och en natt – med Baudelaire, Greta Garbo och andra europeiska gestalter som budbärare. Precis som sin faster, dvärgen, tar han inte hänsyn till verkligheten, utan berättar sina historier så konstfärdigt att vi överlever natten. Det är en bok full av underbara historier om den lilla människans storhet, konstens lyskraft och familjens värdighet i en tid av förfall. Faderns samling av konst, citat, fotografier, skulpturer och märkliga föremål framstår som ett storslaget försök att undgå samhällsutvecklingens förskingring. Historierna skildrar resor, städer, människor i exil; outsiders som liksom berättaren drivs av faderns hängivenhet mot konsten. Berättelserna flätas ihop med faderns öde; Europeiskt skräp visar sig vara kulturarvet – för många idag försumbart.

344 pages, Hardcover

First published January 1, 2009

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Ulf Peter Hallberg

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Profile Image for Domenico Fina.
296 reviews92 followers
October 17, 2017
Racconto in 14 capitoli fatto di divagazioni tra cinema, teatro, lettura, dialoghi inventati, viaggi, autobiografia. Non c'è trash nel libro, trash è ciò che intendeva suo padre (dell'autore) circa la sua mania di collezionare. La figura memorabile e centrale del libro è il padre. Un collezionista di tutto, quadri, ritagli di giornali, fotografie, oggetti, frasi. La mania di collezionare lo porta a vivere della sua ossessione, a lavorare pochissimo e a crescere la sua famiglia nell'indigenza. Eppure questa figura eccentrica, un Baudelaire vissuto cento anni dopo, con famiglia, responsabilità e pressioni moderne, è talmente poetica che suo figlio non può far altro che ringraziarla.
Quando da bambino sentivo il cuscino caldo, scrive Hallberg, mio padre andava nel frigo e faceva raffreddare il cuscino, potevo dormire con il guanciale fresco e leggere David Copperfield con la torcia elettrica sotto le coperte.
Il libro è zeppo di racconti, citazioni, aneddoti sul cinema, da Musil, Pessoa, Baudelaire, Balzac, Magris, Buchner, Casanova, Rossellini, Visconti, De Sica, Gina Lollobrigida, Ingrid Bergman. E città. C'è molta Italia. "Mia madre amava Roma perché vi si trova tutto quello che è essenziale". Ci sono frasi bellissime sull'arte, che non importano se siano da attribuire all'autore, al padre o ad altri.

"Ci domandavamo che cosa vi fosse di vero nell'arte e arrivammo alla conclusione che doveva essere il materiale passato per i nostri sensi e i nostri nervi".

"È con la sua dignità che la letteratura compensa tutta l'impudenza e la mancanza di principi della vita".
Tante piccole storie: "Mio padre andava ogni giovedì mattina a Copenaghen con il traghetto. E prima di cominciare ad andare a scuola avevo spesso il permesso di accompagnarlo. Portava sempre a casa un barattolo di Nescafè, perché dentro c'erano due biglietti omaggio. 'così viaggiamo gratis diceva'. 'Se bevi tutto quel caffè'. 'Balzac ne beveva sedici tazze al giorno', commentava mio padre. 'E funzionava?' domandai. 'Fu così che scrisse La commedia umana".
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