Corte, Corsica. 1772. Not everything is as it appears. When Sebastiano kidnaps Cecilia from the carriage of Captain Picard, he believes her to be a traitor, and the mistress of a Frenchman. Hatred devours him, memories of a painful past haunt him, but it will be the truth that finally gives a new purpose to his life. A trip through the feelings of the human heart and through Corsica, a country conquered by the Kingdom of France, towards rediscovering happiness and oneself...
Patrizia Ines Roggero è autrice di Romance ed Erotici storici. Vive in Liguria con il marito e la figlia, è editor presso Eadon Servizi Editoriali ed è appassionata di storia americana, soprattutto per quanto riguarda l’epopea western e la cultura dei Nativi Americani. Collabora con il sito Farwest.it ed è tra le fondatrici del gruppo Facebook Io Leggo Il Romanzo Storico.
Grazie alle Reading Challenge che mi fanno scoprire autori nuovi! Bella storia d'amore ambientata alla fine del XVIII secolo in Corsica, un po' insolita in mezzo a questo oceano di Regency e per questo ancora più apprezzata. Mi piace lo stile di questa autrice: fluido e scorrevole, che non si perde in inutili digressioni, una buona caratterizzazione dei personaggi e, finalmente, un uso della lingua italiana decente. L'unica pecca, la protagonista: l'ho trovata un po' troppo lagnosa per una madre la cui figlia di due anni è tenuta in ostaggio. Mi sarei aspettata un po' più di combattività, ma va bene anche così. Promossa con la promessa di leggere altro di questa autrice (scusate il gioco di parole :D).
Il romanzo è ambientato in Corsica. Siamo nel 1772 e la Francia ha, da qualche anno, occupato la Corsica, in precedenza dominio genovese, ma già da tempo patrioti corsi ribelli lottavano per l’indipendenza dell’isola. Pasquale Paoli, politico, militare e generale guida i ribelli corsi nella lotta per l’indipendenza contro il dominio di Genova e nel 1755, dopo aver cacciato i genovesi dichiara l’indipendenza dell’isola. La giovane Repubblica, che individua come capitale Corte, fa appena in tempo a dotarsi di costituzione (la prima costituzione al mondo scritta secondo i principi dell’Illuminismo, che comprendeva la prima implementazione del suffragio femminile), esercito, amministrazione giudiziaria, università e zecca, che arrivano i francesi. Nel 1767 infatti i genovesi, ritenendo l’isola ingovernabile, la cedono alla Francia che immediatamente la occupa. Per due anni i patrioti corsi tentano di difendere l’indipendenza della Repubblica di Corsica dall’ingerenza francese: la resa dei conti arriva nel maggio del 1769 con la Battaglia di Ponte Nuovo dove i francesi, più numerosi, prevalgono, occupando in seguito tutta l’isola che nel 1770 diventa ufficialmente Provincia francese. L’aspirazione all’indipendenza, all’autodeterminazione e alla libertà dagli oppressori continua a prevalere sull’isola e molti patrioti non vogliono arrendersi. Sebastiano, il protagonista del libro, è un convinto patriota, un reduce e un sopravvisto della Battaglia di Ponte Nuovo. La sua rabbia e il suo odio verso gli invasori francesi lo fanno diventare un brigante, un ladro: un fuorilegge senza futuro che a capo di un piccolo gruppo, colpisce obiettivi francesi. Durante un assalto a un convoglio che avrebbe dovuto trasportare oro, incontra Cecilia che si trova a bordo di una carrozza. Sebastiano la crede una traditrice, una sleale e perfida donna che si vende ai francesi. Cecilia è in realtà una giovane sola e disperata, costretta a subire le attenzioni del Capitano Picard che tiene in ostaggio la sua piccola figlia. Sebastiano la rapisce e la porta con sé in un viaggio attraverso la Corsica alla ricerca di pace e giustizia, un viaggio metaforico all’interno di se stessi, nella speranza di tacitare ricordi dolorosi e ritrovare uno scopo di vita e magari la serenità e la felicità. Sarà un viaggio avventuroso nel quale i due protagonisti incontreranno ostacoli, difficoltà e molti problemi, inseguiti e braccati dalla loro nemesi, il Capitano Picard. Durante questo percorso incontreranno però anche persone generose, alcune di loro si presenteranno con la divisa del nemico, come il generale Ernesto Dubois, che con animo imparziale e giusto fornirà un aiuto determinate in un momento di grande difficoltà della coppia. Il libro mi è piaciuto molto, mi ha incuriosito e mi ha stimolato nella ricerca di informazioni su fatti e momenti storici che non conoscevo. Cosa che ho fatto in quanto appassionata di storia indipendentemente dalla scrittura della recensione. I personaggi sono molto interessanti e ben inseriti nel contesto storico e ambientale in cui agiscono. Sebastiano e i suoi amici briganti, Cecilia ci accompagnano nella descrizione della società, della vita reale e delle difficoltà della popolazione, persone semplici che tentano di sopravvivere in quegli anni difficili dell’occupazione francese, una occupazione che represse con forza e ferocia qualsiasi tentativo di sollevazione. Il Capitano Picard, nemico acerrimo dei protagonisti incarna perfettamente l’idea del feroce e violento conquistatore, che però ha un contraltare nel comandante Dubois, un ufficiale francese onesto e giusto, che mettendo a rischio la propria carriera, aiuta un nemico che riconosce trattato ingiustamente. Nella vita non tutto è completamente bianco o nero, ci sono anche delle scale di grigio, e forse una seconda occasione, un’altra possibilità può essere data per riparare a dei torti subiti.
La Roggero ci lascia intuire di aver studiato bene il periodo storico in cui è ambientato il romanzo. Ha scelto la Corsica di quasi fine settecento, finalmente libera dall’egemonia genovese, ma la pace dura poco e un nuovo grande nemico giunge all’orizzonte: i francesi. Ho apprezzato l’inserimento della citazione di Pasquale Paoli, rende a pieno lo spirito del romanzo, la voglia di sentirsi italiani sempre e comunque anche sotto un altro dominio. I protagonisti nonostante siano molto giovani sono dovuti crescere in fretta a causa delle sofferenze infertegli dal conflitto. Ognuno di loro ha perso qualcosa di caro ma nonostante tutto tengono duro. L’unica cosa che ho trovato poco realistica con quel tempo è stata la situazione sentimentale di Sebastiano. A quei tempi sarebbe stato inconcepibile avere un figlio da un uomo che non fosse il marito e vivere da fidanzati. Il personaggio che mi ha coinvolto di più è stato quello di Cecilia, una piccola eroina di altri tempi che sopporta ogni genere di tortura per un bene superiore: l’incolumità di sua figlia. Non sono pratica di storici ma secondo la mia opinione, ci tengo a sottolinearlo, forse avrei dato un po’ più spazio a cenni storici, così da respirare a pieno l’atmosfera di quel tempo giacché così la mia attenzione si è concentrata solamente sull’amore travolgente tra Sebastiano e Cecilia. Un buon libro nel complesso, scorrevole e scritto con attenzione con un finale sofferto ma finalmente sereno.
Sono rimasta molto colpita dalla scrittura dell'autrice e dalla sua capacità di rendere tridimensionali i suoi personaggi, li ha inseriti in un contesto storico reale, non ha lesinato sulle emozioni né a raccontare l'aspetto duro della guerra. A tutto ciò si aggiunge la crudeltà degli uomini, ma per fortuna anche il rispetto e l'amicizia. In un luogo e in un tempo dove l'amore sembra impossibile è riuscita a fare germogliare questo sentimento puro che alla fine diverrà la salvezza reale. Complimenti vivissimi. Ne consiglio la lettura.
Per Sebastiano Colonna diventare un brigante era stata una necessità alimentata dalla sete di vendetta. Quando perdi tutto ciò che hai, non riesci nemmeno più a dare un senso alla tua vita, riesci solo a covare una rabbia tale, capace di annientare tutto il buono che c'è in te e Sebastiano aveva il cuore distrutto dalla sconfitta e dal dolore; la guerra lo aveva privato di ogni cosa persino della dignità. L' incontro in cui niente è ciò che sembra farà in modo che cambino le sue vedute e lo porterà a ricordare, amare e proteggere la donna che prenderà in ostaggio. Bella la copertina e belli i luoghi descritti nel testo.