Lakon e Karan sono divisi. Karan, con l'amata Luthien, si trova a sud nell'esotica e rigogliosa Gargan mentre, Il Mastro di Forgia, prosegue la sua ricerca nelle remote lande boreali. Pur così lontani i nostri protagonisti vedranno intrecciarsi nuovamente le loro storie sullo sfondo di una guerra civile dove, la furia cieca dell’uomo, scatena il potere di nuove e terribili armi. Contro queste barbarie, la cavalleria coloniale, è costretta ad evolversi crescendo e diventando qualcosa di diverso e migliore. Tra intrighi e lotte interne, la Falange, potrà trovare la forza di levarsi sopra le bassezze e i tradimenti del nemico solo grazie a Lakon e alla sua arcana sapienza che la porteranno su in alto fino a solcare i cieli di Muareb.
NEL PRIMO TOMO...
Karan, maniscalco della cavalleria di Dragan, s'incarica di istruire Lakon, un nuovo e misterioso schiavo delle officine, capace di interfacciarsi con i mezzi dei cavalieri, gli zodion, in una modo mai visto. In virtù di queste capacità, Lakon è subito nominato Mastro di Forgia e cavaliere ed, insieme al suo amico, parte alla ricerca di ulteriori reliquie tecnologiche necessarie al tanto atteso risveglio dello spirito del Pagan. Sopravvissuti al tradimento nella terribile battaglia nucleare di Bastian, che inaugura la guerra civile, giungono fin nella capitale della Falange, Higgs, solo per scoprirla profondamente corrotta dagli interessi dei gordiani, acerimi nemici dei popoli dei calanchi. Proprio per sviare le trame gordiane, Karan e Lakon decidono allora di dividersi. Il Mastro di Forgia decide di proseguire la "cerca" dirigendosi verso il polo nord, mentre Karan s'impegna a indagare sulle antiche forge ancora esistenti nella colonia meridionale di Gargan, là dove lo porta anche il suo cuore innamorato, al fianco della bellissima dama Luthien.
Nato a Roma nel 1975, appassionato di fantascienza ma anche dei classici della letteratura, come i romanzi del ciclo bretone e cavallereschi in generale; laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha sviluppato uno spiccato interesse per le convulse vicende che dall'evo moderno alla contemporaneità hanno visto le evoluzioni, gli incontri e gli scontri tra i popoli e le culture. Ha esordito nel 2015 pubblicando il primo volume della saga fantascientifica "Arma Infero" con la Inspired Digital Publishing che a oggi conta tutti i quattro romanzi pubblicati: Il Mastro di Forgia nel 2015, I Cieli di Muareb nel 2016, Il Risveglio del Pagan nel 2018 e Delenda Gordia nel 2019. “Per la Delos Digital ha scritto a quattro mani un racconto lungo intitolato "Megalomachia". Ha avuto inoltre l'onore di partecipare con diverse, importanti firme della fantascienza italiana – tra cui Dario Tonani, il pluripremiato autore di Cronache di Mondo9 – all'iniziativa "Penny Steampunk" del 2016 da cui è nato un volume di racconti fantastico–weird a tema steampunk a cura di Roberto Cera (ed. Vaporosamente). Infine ha pubblicato nel 2017 il romanzo cyberpunk "Ambrose, recentemente pubblicato in una nuova edizione digitale dalla Delos Digital (2021).
Il libro si apre subito con l’azione: Karan e gli altri personaggi sono gettati in una serie di eventi che riflettono i problemi che la maggior parte delle persone dovrebbe affrontare in un mondo piccolo e violento, in preda a forze schiaccianti della politica senza scrupoli , conflitti culturali e risorse limitate. In questo volume l’autore non ha la necessità di spiegarci il mondo di Muareb e da subito ci catapulta nell’azione e nel vivo del libro rendendo difficile staccarsi.
Ritornano i toni cupi del primo libro: l'inizio della fine per il pianeta. Anche i temi trattati sono sulla stessa lunghezza d’onda: la violenza insita nell' uomo ed in ogni società fino ai più personali struggimenti.
Vengono descritte immagini forti, vivide, che disegnano una descrizione dura, cruda, portata agli eccessi (ovviamente) ma dalla quale non si può non trovare un parallelo con ciò che accade realmente all’uomo e al pianeta. Non è una lettura molto semplice, lo stile di scrittura richiede uno sforzo, attenzione.
Il romanzo intreccia una vasta gamma di temi: dalle problematiche filosofiche e dilemmi scientifici, ad una prosa lirica, una trama impreziosita da intrecci vari e sempre interessanti tutti insieme.
Come nel libro precedente emerge la bravura dell’autore nel descrivere e creare popolazioni, costumi e usanze. Dando vita ad una lettura avvincente e dinamica, che coinvolge il lettore e lo spinge a voler conoscere sempre di più.
Super consigliato agli amanti della fantascienza e dei distopici!
Anche in questo si confermano i toni cupi del primo libro, con l'inizio della fine per il pianeta.
Interessanti i temi, pessimisti, affrontati: dalla violenza insita nell' uomo ed in ogni società fino ai più personali struggimenti di ognuno.
Rimane comunque una tendenza ad inserire delle spiegazioni tecniche in mezzo alla narrazione che ne spezzano davvero il ritmo, fornire informazioni va bene ma in questo caso si armonizzano poco con il resto del libro.