«Un classico – scrive Italo Calvino nel 1981, quattro anni prima di morire – è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire». E anche l’opera che ci ha lasciato sembra non smettere mai di lo iniziamo a leggere a scuola, con Marcovaldo, o la trilogia dei Nostri antenati, piú avanti ci sorprende con libri tanto differenti tra loro, come Il sentiero dei nidi di ragno e Le Cosmicomiche, fino a quel best seller internazionale che fu Se una notte d’inverno un viaggiatore, composto di dieci inizi di romanzi diversi. Nato nel 1923, le prime cose che raccontò furono la guerra e la e lo fece in modi sorprendenti per l’epoca, inventandosi un neorealismo fiabesco che Pavese salutò come la migliore novità letteraria del dopoguerra. Poi vennero gli anni Cinquanta, con l’impegno tra politica e cultura, la collaborazione ai giornali e il lavoro alla casa editrice Einaudi. Calvino s’intestardiva a scrivere il grande romanzo realista, senza mai riuscirci; e nel frattempo maturava la sua piú esuberante vena creativa, quella fantastica. Dagli anni Sessanta in poi s’inoltra nella complicata nebulosa dei nuovi tempi, solitario e introverso, diventando uno dei narratori piú acuti e celebri della modernità. Questo ampio saggio di Francesca Serra ne ripercorre l’intera opera, dai primissimi racconti giovanili ai testi lasciati incompiuti alla morte, combinando le notizie in dettaglio sulle singole tappe con uno sguardo critico complessivo, che guida il lettore a tenere insieme i fili di una vocazione sempre rivolta al cambiamento. Ne risulta l’aggiornato e brillante ritratto di un autore tra i piú originali del Novecento, che restituisce un’immagine lontana da quella vulgata di scrittore tra i piú felici e risolti della nostra letteratura. Perché c’è sempre un altro Calvino dietro quello che si è già incontrato, un nuovo scrittore dietro quello che si crede di conoscere, secondo la regola che ne fa un vero non lasciarsi mai leggere una volta per tutte.
Critica e studiosa di letteratura italiana del Settecento e del Novecento, è nata e vive a Firenze. Ha pubblicato vari saggi, tra cui Calvino e il pulviscolo di Palomar (1996), Casanova autobiografo (2001), Galleria Palazzeschi (2005), Calvino (2006).
Anticipo che quello che segue è la mia personale opinione, e che io sono uno studente, quindi non un lettore di saggistica esperto.
Pregio. La professoressa Serra fa entrare il lettore nell'"officina" dell'autore: spiega dettagliatamente la genesi e la storia editoriale delle opere, dando l'idea di come il mestiere dello scrittore sia fatto non solo di opere finite e confezionate, ma di molti tentativi, ripensamenti, work-in-progress. Difetti. - Stile misto fra critichese e giornalismo: dà tutte le informazioni di base per scontate, alterna frasi densissime di concetti (in modo che risultano chiari) a una sovrabbondanza di punteggiatura forte, crea collegamenti arbitrari tra fatti solo per sorprendere il lettore, passa da un argomento all'altro per collegamenti analogici, privilegiando molto più l'estetica che l'ordine e la chiarezza (ma se io compro un saggio specialistico è perché ho bisogno di capire, non di giocare); è inoltre spesso anche ridondante: gli stessi concetti si sarebbero potuti esporre in maniera molto più sintetica senza perdere nulla. - Trattazione estremamente riduttiva: in 367 pagine la quantità di informazioni-chiave forse è minore che in 20 pagine di manuale scolastico. In più rispetto a un manuale fornisce l'idea del work-in-progress, informazioni su opere minori o non finite e l'evidenziazione di alcuni motivi tematici che percorrono tutta l'opera. Manca tuttavia tutto quello che, a mio parere, dà davvero significato allo studio di un autore, quello per cui la letteratura la dobbiamo studiare tutti e non solo chi sceglie di specializzarsi: mancano la contestualizzazione storico-culturale (se non minuscoli accenni), la contestualizzazione letteraria (correnti letterarie dell'epoca, autori contemporanei che trattano gli stessi temi ecc.), l'esplorazione dei temi delle opere (se non pochi motivi selezionati), le possibili interpretazioni del loro messaggio... Insomma tutti quegli aspetti dello studio della letteratura che stimolano il pensiero critico non solo sulla materia, ma sulla visione del mondo in generale.
Da un titolo così generico ("Calvino"), mi aspettavo una trattazione molto più ampia.