RACCONTO (22 pagine) - FANTASCIENZA - Un nuovo inedito di Robert Silverberg che ci racconta del confronto di due culture nella storia di un tipico americano medio trasportato nel lontano futuro.
"Questa è un'altra delle storie che ho scritto nel giugno del 1955 e che vorrei riesumare, sia perché è un'opera interessante, sia per la luce che getta sui lavori posteriori. Di nuovo, come con "The Silent Colony", cercavo di imitare i maestri: stavolta mi avventuravo oltre il territorio di Robert Sheckley, arrivando addirittura dalle parti di William Faulkner. Quando studiavo alla Columbia University nel 1954 avevo letto con meraviglia, nel corso di un'intera nottata, il suo romanzo "Mentre Morivo". L'utilizzo non solo di molteplici punti di vista, ma addirittura di narratori diversi mi parve una trovata tecnica sconvolgente ed entusiasmante, e con la fretta della gioventù mi cimentai in "I canti dell'estate". Dato che già quasi padroneggiavo — o così mi pareva — la tecnica convenzionale con punto di vista singolo, all'età di vent'anni ero pronto a sperimentare forme più ambiziose di narrativa (e anche alcuni temi, come quello della mente collettiva, che avrebbero fatto ritorno più volte negli anni seguenti)." Così racconta Robert Silverberg nella presentazione a quest'opera. Il racconto narra di un americano medio della cultura consumistica che si ritrova, per una casualità spazio-temporale non ben definita, nel lontano futuro e alle prese con una civiltà di tipo pastorale. Scritto già nello stile limpido e al tempo stesso complesso e sofisticato di questo grande autore, "I canti dell'estate" è uno studio sociale delle caratteristiche dell'essere umano occidentale, e ci mostra in nuce le capacità tecnico-narrative che Silverberg avrebbe poi sviluppato nei capolavori successivi.
Robert Silverberg è unanimemente riconosciuto come uno dei massimi autori della fantascienza contemporanea. Nato a Brooklyn (New York) il 15 gennaio del 1935, iniziò a scrivere SF d'avventura negli anni '50, diventando ben presto uno degli autori più famosi e prolifici e ottenendo il premio Hugo come autore più promettente del 1956. Durante la metà degli anni sessanta però, spinto dal desiderio di dimostrare a se stesso e agli altri le sue capacità di vero scrittore, e di essere in grado di realizzare anche opere di qualità, Silverberg impresse una svolta decisiva allo stile dei suoi romanzi, iniziando a produrre opere di maggiore impegno umano e letterario. Tra gli scritti più importanti di questo secondo periodo ricordiamo "Ali della notte" (con cui vinse anche un premio Hugo), "Brivido crudele", "Torre di cristallo", forse la sua opera più completa e riuscita, "Vertice di immortali", "Paradosso dei passato", e "Mutazione", che si inserisce in quel gruppo di romanzi dedicati da Silverberg alla descrizione e all'esplorazione dell'esperienza mistica della trascendenza.
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Robert Silverberg is a highly celebrated American science fiction author and editor known for his prolific output and literary range. Over a career spanning decades, he has won multiple Hugo and Nebula Awards and was named a Grand Master by the Science Fiction and Fantasy Writers of America in 2004. Inducted into the Science Fiction and Fantasy Hall of Fame in 1999, Silverberg is recognized for both his immense productivity and his contributions to the genre's evolution. Born in Brooklyn, he began writing in his teens and won his first Hugo Award in 1956 as the best new writer. Throughout the 1950s, he produced vast amounts of fiction, often under pseudonyms, and was known for writing up to a million words a year. When the market declined, he diversified into other genres, including historical nonfiction and erotica. Silverberg’s return to science fiction in the 1960s marked a shift toward deeper psychological and literary themes, contributing significantly to the New Wave movement. Acclaimed works from this period include Downward to the Earth, Dying Inside, Nightwings, and The World Inside. In the 1980s, he launched the Majipoor series with Lord Valentine’s Castle, creating one of the most imaginative planetary settings in science fiction. Though he announced his retirement from writing in the mid-1970s, Silverberg returned with renewed vigor and continued to publish acclaimed fiction into the 1990s. He received further recognition with the Nebula-winning Sailing to Byzantium and the Hugo-winning Gilgamesh in the Outback. Silverberg has also played a significant role as an editor and anthologist, shaping science fiction literature through both his own work and his influence on others. He lives in the San Francisco Bay Area with his wife, author Karen Haber.