Negli anni '80, la Corporate celebra la sua 60 anni di successi. J.B.Baker, nella sede del Connecticut prepara le strategie per affrontare il futuro. Investimenti, assunzioni, gloria.Al di qua dell'oceano, assunto nello stabilimento italiano appena inaugurato, Mario inizia la sua avventura. Lontano, dall'altra parte del mondo, nel degrado di una violenta favela brasiliana cresciuta ai margini di una piantagione abbandonata del frutto magico del guaranà, tra magie, superstizioni e speranze deluse, Oliver lotta per sopravvivere.Il tradimento degli anni '90 precipita la situazione. Gigante in agonia, la Corporate licenzia. R.J.Gardener, che ha preso la guida del colosso mondiale, lottando contro una struttura ostile e arroccata sull'antica eccellenza cerca di rimetterla in carreggiata. Mario, barchetta di carta in un mare agitato, affonda. E uno per uno scende gli scalini dell'emarginazione. La favela, Oliver e Padre Roberto, tentano assieme di realizzare il sogno di un riscatto impossibile.Una multinazionale, un bosco magico, la favela brasiliana e la periferia di Milano. I sogni e le frustrazioni della gente comune, umili eroi della vita di tutti i giorni. Può la storia ripetere gli stessi errori e riproporre sempre, le stesse vittime?
Milano 1947. Che inizio! Stesso anno di Paul Auster, Tom Clancy, Salman Rushdie, Stefano Benni, Paulo Coelho e Stephen King. Io però, ancora non avevo deciso cosa fare della mia vita. Nell’attesa, ho trascorso l’infanzia nella storica città delle ferriere di Sesto San Giovanni e mi son goduto la giovinezza tra i giardini e le villette di Cusano Milanino. La combriccola dei miei più famosi coetanei l’ho persa di vista quasi subito. Mentre loro già vendevano libri, trentasette anni in aziende multinazionali mi sono fatto. Nel frattempo ho letto. Ho letto tanto. Tra un libro e l’altro mi sono pure sposato e dopo un paio di anni vissuti in California, mi sono trasferito in Brianza dove vivo tuttora. Perché ci ho messo tanto? Ci sono andato con i piedi di piombo. Che sbagliare con i capelli già quasi bianchi ti prendi pure dello stupido. Ci ho speso una vita per raccogliere spunti, vivere in prima persona le emozioni e conoscere i personaggi che popolano adesso i miei racconti. Nelle storie che scrivo, cerco sempre di metterci e far trasparire il sapore sincero della testimonianza. Emozioni vissute e personaggi reali. Le grandi storie cambiano il mondo. Ma è con le piccole vicende di tutti i giorni che la gente si deve confrontare. Prendere l'iniziativa di raccontare. Prima o poi dovevo pur cominciare e mi pento di non averlo fatto prima.
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Milan 1947. What a start! Same year as Paul Auster, Tom Clancy, Salman Rushdie, Paulo Coelho and Stephen King. At the time, however, I still had not decided what to do with my life. I lost sight of my most famous peers almost immediately. While they already sold books, thirty-seven years in multinational companies, I did. In the meantime, I read. I read a lot. Between a book and the other I also get married and after a couple of years lived in California, I moved to Brianza where I still live. Why did it take me so long? I spent a lifetime to experience the emotions in person and know the characters that populate my stories now. In what I write, I always try to show the sincere taste of testimony. Great stories change the world. But it is with the small everyday events that people have to confront