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Baby Boomers: Siamo la goccia che diventa mare

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Anni Venti del terzo millennio.

L’Italia è dominata dalla Fratellanza, un partito con pericolose tendenze assolutiste che ha ottenuto incredibili risultati elettorali. Vengono approvati provvedimenti iniqui, eppure popolari, come la legge che priva gli ultraottantenni del diritto di voto.

In questo clima autoritario e distopico, dove la corruzione è ormai pervasiva, c’è qualcuno che decide di ribellarsi. Si tratta dei Baby Boomers, sei affiatati vegliardi che decidono di sferrare un colpo al sistema di governo. Congegnando un piano minuzioso e audace, i rivoltosi organizzano un attacco terroristico contro il Nuovo Palazzo del Parlamento, centro nevralgico di un potere arrogante e insaziabile.

I Baby Boomers sono l’ultimo afflato di coraggio in una società assuefatta alla corruzione, l’emblema di una generazione che rischia tutto nel tentativo di risvegliare le coscienze, il gesto estremo e simbolico di un’età non avvezza al consenso: sono la goccia che diventa mare.

268 pages, Paperback

Published June 18, 2016

2 people are currently reading
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About the author

Mario Pacchiarotti

9 books33 followers
A volte penso di essere un gatto curioso imprigionato nel corpo di un cinquantenne. Credo ne siano convinti anche molti dei gatti con cui ho rapporti di amicizia. Di certo lo pensa mia moglie, altrimenti perché mi chiamerebbe micione?

Va bene, ora che la cosa più importante è chiara, passiamo ai dettagli.

Sono nato a Roma e ci ho vissuto fino a qualche anno dopo il matrimonio. Non mi sono allontanato di molto, vivo sulle pendici dell'antico vulcano che ha formato i Colli Albani.

Di mestiere sono informatico, le mie passioni sono molte, quella che domina questi anni della mia vita vede al centro i libri, da scrivere e da leggere. La mia specialità è scrivere cose che generano più domande che risposte.

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for dely.
498 reviews280 followers
March 4, 2017
Che dire...complimenti all'autore anche per questo libro. Avevo già letto altro di suo ma ogni volta è una piacevole sorpresa. Mi piace il suo stile, mi interessano i temi che tratta e mi piace come li affronta.
In questo libro il lettore segue una banda di arzilli vecchietti in un'Italia futuristica in cui la corruzione la fa da padrona e il popolo è costretto a subire in silenzio. Tutti i mali, i vizi e la mancanza di valori di cui soffre oggi l'Italia (e non solo) hanno avuto la meglio e furbi e menefreghisti sguazzano in questa situazione. I nostri Baby Boomers, stanchi di questa situazione, s'ingegnano e decidono di intervenire.
Non è un libro opprimente e l'autore non vuole fare la morale a nessuno, anzi. I temi, seppur seri, vengono affrontanti spesso con ironia ed è un piacere seguire questi arzilli vecchietti nelle loro peripezie. Il messaggio del libro è positivo e infonde speranza perché tutti possiamo essere goccia che diventa mare: ognuno di noi, nel suo piccolo, può dare un contributo al cambiamento, dipende soltanto da noi.
Profile Image for Giuseppe Monea.
Author 3 books6 followers
June 24, 2016
Ambientato tra il 2018 e il 2031, questo romanzo presenta alcuni tratti tipici della distopia. Siamo in un'epoca del futuro in cui al potere vi è di fatto una sola coalizione politica. Tuttavia, i riferimenti alla realtà attuale - inevitabili, in tutte le opere distopiche - sono facilmente intuibili. È proprio questo il proposito dell'autore, a mio avviso. Utilizzando un contesto temporale vicino al nostro, il lettore si trova catapultato in una serie di eventi plausibili e verificabili. Quello che si legge potrebbe realizzarsi senza troppa fatica nei prossimi giorni. Ma l'autore non ha voluto solo infondere timore o infoltire il libro di moralismi e raccomandazioni. C'è una sana storia d'intrattenimento, a metà tra thriller e avventura, un finale a sorpresa (più o meno), verosimile e credibile nel contesto della narrazione. Insomma, è un libro che sollazza il lettore, l'ironia è forte, ma, sopratutto, lascia qualcosa nella coscienza di chi legge. Se dovessi sintetizzare, è un libro che parla dei libri, o meglio, del potere dei libri. Assolutamente consigliato.
Profile Image for Giovanni Ranzo.
55 reviews5 followers
June 26, 2016
Un romanzo che mi ha appassionato fin dalle prime pagine.
Il tema e lo sfondo della storia sono quanto mai attuali: i baby boomers, gli "anziani", i "vecchi", ancora giovani nel corpo e nell'anima, ma a cui una società futura (ma non troppo...) non vuole concedere un posto di rilievo.
Ed è a questo punto che proprio un gruppo di questi "vecchi" mostra risorse ed iniziative inaspettate, che (forse) capovolgeranno la situazione.
Fantascienza, azione, umanità e sentimenti, in una storia che sembra distopica ma finisce per rivelare molti aspetti di una bellissima utopia, o quanto meno di una bellissima speranza.
Che la goccia diventi mare, appunto.
Al lettore l'appassionante compito di capire come la goccia riuscirà a diventare mare.
Profile Image for Amaranth Chevalier.
290 reviews8 followers
June 10, 2020
Da La Bella e il Cavaliere

Anni Venti del Duemila. In Italia le elezioni hanno confermato la maggioranza al partito della Fratellanza, nel cui programma rientra una legge fiscale che introduce aliquote differenziate in relazione al peso sociale delle persone nelle diverse fasce di età. La riforma prevede una tassazione più alta per giovani e anziani, che sono meno produttivi e hanno costi maggiori per la società.
In un articolo, inoltre, la legge toglie il diritto di voto agli ultraottantenni, le cui menti regredirebbero a causa dell'invecchiamento.
Su Ironearth i Baby Boomers, una delle gilde più famose, si ritrovano sempre più spesso a parlare e soprattutto a pianificare. Nati negli anni Sessanta, in quella fase economica che diede grande slancio alle nascite, i Baby Boomers non sembrano avere altri legami se non quelli instaurati su Ironearth.
Anche nell'analisi del commissario Marchetti, questo gruppo di anziani sembra al di sopra di ogni sospetto e la loro azione appare immotivata e vana.

Verrà spontaneo, leggendo la trama, pensare che Baby Boomers sia un romanzo distopico, ma onestamente trovo difficile inquadrarlo nel genere. In effetti, Pacchiarotti aveva spiegato in un'intervista condotta da Giuseppe Monea che l'ambientazione del suo romanzo è molto vicina alla realtà, troppo per essere considerata una vera distopia. Mi trovo d'accordo.
Non solo perché la classe politica italiana in Baby Boomers ricorda la nostra, con gli accordi non proprio limpidi, i voti comprati e, più in generale, un continuo affaccendarsi per curare gli interessi di pochi privilegiati ed eletti, ma anche perché gli anni Venti del Duemila, che sembrano così avveniristici, sono alle porte.
Tuttavia, nel romanzo, rimane fondamentale l'introduzione dell'assetto socio-politico e ancora di più la presentazione dei protagonisti, i Baby Boomers. Un gruppo di cinque settantenni diventati amici, come spesso accade, in una dimensione virtuale con grande riverbero sulla quotidianità più concreta.
Carla, ex-sociologa, Mario, che consegna pizze a domicilio, Antonio, ex-militare e galeotto, Luca, addetto allo spurgo delle fogne e poeta, Adele, steampunker e gattara, e Angelo, ex-ingegnere con una vita agiata, non potrebbero essere più diversi tra loro. E più inimmaginabili nei panni dei terroristi.
Scoprire cosa li avesse uniti, quale fosse il loro piano e quale fosse la motivazione che li ha spinti a idearlo è stato un po' il motore propulsore che mi ha spinto avanti nella lettura.
Ho letto il romanzo in un frangente particolare, presa com'ero dallo studio, ma ho sentito la mancanza di una scintilla, un tocco in più capace di dare un certo ritmo alla lettura che, per la prima parte del libro, è stata un po' lenta e scostante.
Eppure, riconosco l'importanza delle pagine in cui l'azione è subordinata alla necessità di descrivere e di rendere tangibili i sei Baby Boomers. Ripensandoci mi vengono in mente molti brani che, oltre a essere fondamentali per la caratterizzazione, ho trovato particolarmente belli e toccanti.

L'inizio dell'azione, invece, mi ha tenuta incollata al libro fino all'ultima pagina.

Tra gli altri personaggi, non potendo per ovvie ragioni soffermarmi su tutti, credo che meriti una menzione Pallavicini che ha un notevole spessore all'interno della storia e, pur venendo presentato negli aspetti più negativi, è uno dei miei preferiti.
Lo stile di Pacchiarotti è scorrevole e piacevole, soprattutto nella suggestione creata da alcune immagini e frasi più delicate e poetiche. Non manca di incisività e gusto ironico, ma la struttura narrativa, capace di sorprendere il lettore pur senza colpi di scena davvero eclatanti, è una particolarità stilistica del romanzo.
Ho un debole per i romanzi che spingono a riflettere, che ispirano: Baby Boomers ha il potenziale per trasmettere fiducia verso l'umanità. La gang dei vegliardi rivoluzionari messa assieme da Pacchiarotti è davvero capace di infondere la speranza di un cambiamento.

Eppure, se la strada per la rivoluzione sembra tanto semplice da sembrar scontata, purtroppo mi è rimasto il sapore dolceamaro di una visione bella, ma utopistica. Qualcosa in cui credere, qualcosa a cui aspirare, ma ancora troppo lontana.
Profile Image for Laura Costantini.
Author 48 books96 followers
January 16, 2019
Una sorpresa del tutto inattesa. Questo romanzo ha una grande originalità e riesce a volgere uno sguardo insieme disincantato, ironico e pieno di speranza al futuro prossimo. Sono stata incuriosita dal titolo, visto che sono una baby boomer proprio come l'autore. E di noi nati negli anni '60 si parla. Tanti, troppi pensionati. Un peso per la società. Cui un governo, che l'autore ha preannunciato con una capacità di prevedere quanto succede e succederà impressionante, rende ben chiaro di volersene lavare le mani. Eppure questo manipolo di eroi in età avanzata ha delle capacità e nutre speranze. Non voglio spoilerare. Mi soffermo sulla struttura del romanzo, un vero e proprio thriller, con ritmo, divertimento e spazio per la riflessione. Sarebbe uno splendido film. Ma senza voler volare alto, è un'ottima lettura che evidenzia una situazione che stiamo già vivendo e che fa venir voglia di dire: se tutto va bene, siamo rovinati. Soprattutto noi baby boomer. Da leggere!
Profile Image for Stefano Zorba.
Author 1 book18 followers
September 28, 2016
Baby Boomers è uno strano romanzo distopico di un autore che si è autopubblicato, Mario Pacchiarotti. Continuo a ritenere incredibile che delle case editrici si lascino scappare queste storie, che meriterebbero di essere pubblicate e diffuse in un mercato molto più ampio di quello che può essere garantito dal self-publishing.

Siamo nell’Italia nel 2031, al governo ormai da diverse legislature c’è “La Fratellanza” un partito che ha creato il vuoto politico intorno a sé attraverso l’approvazione di leggi inique, come una legge elettorale con un premio di maggioranza enorme e quella che priva del diritto di voto gli ultra-ottantenni.

La generazione dei settantenni, quella nata negli anni Sessanta durante il boom economico (i Baby Boomers, appunto) si vede privata della pensione e cerca di sopravvivere in un mondo del lavoro sempre più precario e difficile. Un gruppetto di settantenni, all’interno del mondo virtuale di Ironhearth, una sorta di gioco online alla World of Warcraft, escogita un piano per cercare di cambiare le cose, assaltando il Nuovo Palazzo del Parlamento nel disperato tentativo di cambiare un sistema corrotto e senza via d’uscita.

Questo romanzo è scritto benissimo e in maniera del tutto credibile: credibili sono i personaggi, che in un mondo che li vede esclusi fanno lavori assurdi per mantenersi e si ribellano ad un sistema che si regge sull’indifferenza; credibile è il contesto distopico, che sembra una naturale evoluzione dei governi italiani degli ultimi anni, fatti di corruzione e accordi tra le parti politiche nella sistematica distruzione della costituzione e dei valori su cui si è fondata, almeno nominalmente, la nostra Repubblica; credibile è il piano che i sei Baby Boomers escogitano per assaltare il Nuovo Palazzo del Parlamento, un bunker di calcestruzzo inaccessibile dal quale La Fratellanza governa con una sorta di dittatura ombra la vita dei cittadini italiani.

La storia si legge tutta d’un fiato, è scorrevole e piacevole, e dal momento in cui i protagonisti entrano nel Nuovo Palazzo del Parlamento non si vorrebbe mai smettere di leggere.

Mario Pacchiarotti costruisce una distopia che è talmente probabile da essere la naturale evoluzione del nostro governo e dell’indifferenza dei cittadini italiani che cercano di sopravvivere senza mai ribellarsi, adattandosi a muoversi nella zona d’ombra lasciate dall’aggirare la legge e dalla mentalità da “furbetti del quartierino”.

Un romanzo da leggere, perché l’Italia di dopodomani sta arrivando. E la domanda che ci costringe a porci è: noi cosa possiamo fare? Avremo il coraggio di essere la goccia che diventa mare?

Recensione completa su http://www.aforismidiunpazzo.org/radi....
Profile Image for *artemide*.
31 reviews
November 7, 2016
[Ho ricevuto questo libro in regalo, tramite la sezione Giveaways di Goodreads]

In un'Italia in cui la democrazia sembra non esistere più, in cui la corruzione domina ogni strato della società e in cui giovani ed anziani vengono continuamente ostacolati da tasse esagerate e soppressione del diritto di voto, un gruppo di amici decide di ribellarsi allo strapotere della classe dirigente, lanciandosi in un significativo atto terroristico. È una rivoluzione che parte dal basso, da persone comuni che hanno vissuto vite normali, adeguandosi ad una società che, piano piano, continuava a cambiare. Il loro non è un gesto dettato dalla disperazione, quanto, al contrario, dalla speranza per un Paese differente, migliore, più sincero.

Inizialmente la narrazione è più lenta e meno coinvolgente, a causa del susseguirsi dei cambi di punti di vista e delle diverse ambientazioni necessarie ad inquadrare la situazione e a familiarizzare con i personaggi, per capire i loro pensieri, la loro vita, i loro ideali.
Poi, con l'inizio dell'azione vera e propria, il ritmo si fa teso ed incalzante, tanto da non riuscire a staccarsi dalla lettura per poter continuare a seguire le vicende del gruppo dei Baby Boomers e degli altri attori in gioco.
Il risultato è una storia davvero appassionante, studiata e architettata alla perfezione dall'autore, che ha saputo creare un mondo verosimile, per quanto spaventoso nel suo essere distopico.
Profile Image for Antonella Sacco.
Author 20 books34 followers
June 29, 2016
Leggere una storia di Mario Pacchiarotti è sempre un'esperienza emozionante: nel vero senso della parola i suoi scritti suscitano (almeno in me) sempre delle emozioni, delle belle emozioni. Con garbo, lucidità e, spesso, ironia, Mario racconta della realtà, anche la peggiore, per offrire una speranza.
Nel romanzo Baby Boomers, siamo la goccia che diventa mare Mario ci propone una possibile risposta alla domanda “questa realtà e questo mondo non mi piacciono, li considero ingiusti: posso fare come singolo qualcosa per cambiarli?” E la risposta è che ciascuno di noi può essere, semplicemente, la goccia che diventa mare.
Non dovete però temere che il romanzo sia filosofico o noioso o moralistico. Tutt'altro. C'è azione, una dose di ironia, sostenute da una buona scrittura. I personaggi sono molto umani e i protagonisti sono insoliti, dei settantenni pieni di energia, ideali e idee.
La vicenda si svolge in un'Italia futura (2030), distopica ma molto realistica, e anche in un mondo virtuale, quello di un gioco giocato da moltissime persone; le avventure del gruppo dei Baby Boomers in questo mondo virtuale fanno da specchio e integrano quanto viene da essi vissuto nella realtà.
Insomma, il testo di Mario è dunque assolutamente moderno e originale e ne consiglio la lettura.
Profile Image for Diego Tonini.
Author 17 books37 followers
February 26, 2018
Questo libro mi ha colpito. Per la storia, che si incastra molto bene, per l’originalità, per il coraggio di scegliere come protagonisti dei vecchi. Mi ha colpito per l’analisi lucida che fa della società italiana, per la critica feroce verso noi tutti, scritta però in modo lieve, perfino dolce, senza urlare, senza sgomitare ma con un tono che invita a fermarsi e pensare, non a indignarsi o arrabbiarsi, a pensare. Mi ha colpito perché nel buio fa vedere una lucina di ottimismo, ti dice che anche tu puoi fare qualcosa per migliorare il mondo e che quel piccolo atto non sarà mai inutile, perché tante gocce fanno un mare.
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