Che corpo e mente si influenzino a vicenda è ormai accertato scientificamente. Disturbi, dolori, malattie non dipendono quindi solo da cause fisiologiche, ma possono essere – e spesso lo sono, conferma la medicina – originati da situazioni emotive difficili, stress, traumi. Marco Pacori, psicoterapeuta e autore bestseller, lavorando con centinaia di pazienti ha visto come in moltissimi casi la soluzione della problematica emotiva coincidesse con un miglioramento del disturbo fisico che nessun farmaco o terapia erano riusciti a risolvere. In questo libro illuminante e documentato ci spiega, con molti casi pratici ed esempi concreti, come possiamo riconoscere e risolvere i sintomi che derivano da conflitti, dispiaceri o delusioni. Spesso ogni emozione negativa ha un organo bersaglio preferito o una parte del corpo in cui si manifesta con più frequenza. Ma può accadere anche il contrario: cioè che malesseri e patologie incidano sulle funzioni nervose e cerebrali e quindi sul nostro umore e sulle nostre capacità mentali. Allora può capitare che il diabete indebolisca la memoria o l'attenzione, oppure che un fegato intossicato causi difficoltà cognitive o che un alto tasso di colesterolo ci renda più irascibili. Una lettura affascinante per imparare ad ascoltare il nostro corpo, capire meglio le nostre emozioni e prenderci cura di noi stessi in modo più efficace e risolutivo.
Ma...insomma, alcune cose sono note, ma il modo in cui vengono raccontate (semplicistico e sempliciotto) non fa che turbare lo psicoterapeuta che é in me. Magari fosse tutto cosí semplice, chiaro ed immediato. Una specie di Anthony Robbins della psiconeuroimmunologia.
L'ho trovato particolarmente insignificante. L'idea di fondo è che la maggior parte dei disturbi cronici e ricorrenti abbiano a che fare con la psiche, e sono d'accordo. Appurato ciò, mi aspettavo maggior approfondimento e soprattutto consigli utili. L'autore dedica un paragrafetto a ogni disturbo, spendendosi in spiegazioni mediche sul funzionamento e in infinite ricerche della mitica equipe di ricercatori inglesi. Ha aggiunto pochissimo a quello che già sapevo e anche quando ho scoperto qualcosa di nuovo, non è stato minimamente approfondito o esplorato. Per non parlare della solita mentalità che affligge la stragrande maggioranza degli specialisti in questo paese: la cultura grassofobica della medicina e quella sessista delle neuroscienze. Deludente.