Dopo la morte del nonno, la diciassettenne Alice decide di restare a Montelupo da sola. Non ha nessuna intenzione di seguire la madre a Milano né di andare a stabilirsi dal padre che ormai vive con un'altra donna. Alice è una ragazza introversa, a scuola non ottiene risultati brillanti e se non fosse per l'aiuto del prof. Giorgio Tancredi, spesso si metterebbe a rischio di essere allontanata. Durante il suo solitario soggiorno, Alice conosce Roby, un ventenne che suona in un pub a Montelupo. Roby alza spesso il gomito, si comporta da ribelle ma esercita una forte fascino sulla ragazza. Alice pensa di esserne innamorata ma non è certa di essere ricambiata. Il prof. Tancredi, con cui la ragazza si confida, non approva quell'amicizia perché pensa che Roby abbia una cattiva influenza su di lei. Roby, infatti, trascina Alice in un grosso guaio. Alla fine la ragazza riuscirà ad uscirne fuori e sarà per lei il momento di seppellire alcuni mostri del suo passato e voltare pagina, guardando al futuro con occhi nuovi. Età di lettura: da 10 anni.
I was born in Naples (Italy) A journalist for several dailies and magazines I edited and presented cultural and current affairs programmes for TV and radio stations. I dealt with “youngsters at risk” conceiving a theatre and art workshop. I wrote and staged original theatre plays for primary and junior-high school children. I translated literary texts from French, Spanish and English. I also exhibited my paintings at regional and national level. I also published several books for adults and children’s novels including "Ragazzi di camorra", “I Bambini Invisibili” and “All but one”. You can read some of my books in the Public Library of New York.
Ho collaborato come giornalista per diversi quotidiani e periodici nazionali. Ho ideato e condotto servizi di attualità e culturali per emittenti radiofoniche e televisive. Attualmente collaboro con il quotidiano l’Avvenire con brevi racconti dedicati all’infanzia e all’adolescenza. Mi sono occupata dei “ragazzi a rischio” progettando e realizzando un laboratorio artistico e teatrale. Ho scritto e messo in scena lavori teatrali per ragazzi. Ho partecipato, come pittrice, a mostre e concorsi nazionali. Ho insegnato Scrittura Creativa presso la sede di Napoli della Fondazione Humaniter. Curo la rubrica “Pollicino: per non perdersi tra i libri” sul settimanale “ioCome”
- Ho ricevuto una copia di questo libro dalla casa editrice in cambio di un'onesta recensione -
Per la precisione: ★ 3½
«E la paura è solo un grumo duro, in fondo alla gola. Ogni tanto risale ma ce la sto mettendo tutta per ricacciarla nello stomaco.»
Tutto comincia come una sorta di vicenda d'amore, ma ben presto la storia cambia i suoi connotati assumendo talvolta lievi tratti da thriller psicologico. In qualche punto, sebbene per poco, mi sono anche chiesta: sarà così per davvero oppure è la mente della ragazza a immaginarsi tutto?
Gli eventi narrati sono visti attraverso la lente di una diciassettenne. Quindi, taluni eventi, magari minimi, sono acutizzati; altri, viceversa, passano sotto silenzio o basta poco a convincere della loro scarsa importanza. Insomma, direi che, sotto questo aspetto, la vicenda è credibile e ben intrecciata. Si tratta comunque di meccaniche semplici semplici, adatte a un pubblico giovane.
È un peccato, alla fine, non assistere alla conclusione di tutti i fili narrativi aperti, ma è giusto così: non sempre di una storia si può rivelare ogni più piccolo dettaglio ed è corretto che qualcosa venga lasciato alla libera interpretazione del lettore.
È scritto davvero molto bene e il linguaggio imita, in alcuni punti, la parlata di un adolescente senza scadere in sciattonerie o in cadute di stile. Questo aspetto è, infatti, ben reso e si bilancia abilmente tra il mantenere scorrevole lo stile e il rendere un linguaggio leggero, consono a un adolescente, senza, però, peccare per eccessiva semplicità rischiando di rovinare tutto.
Alice è una protagonista a tutto tondo; no, non perché è una ragazzina un po' in carne, ma perché oscilla tra una grande forza d'animo e un'ingenuità tipiche dell'adolescenza - periodo in cui pensi di essere padrone del mondo, ma l'assenso e la considerazione dei compagni e la costante ricerca di "qualcuno" da amare sono preoccupazioni insuperabili e vitali. Anche Robi, la controparte maschile, è il classico ragazzo ventenne scapestrato, strafottente e guascone (ok, usando questo termine, io faccio proprio la figura della vecchia antiquata)… insomma, ben rappresenta la sua categoria. Un po' sfuggente, di lui non si comprende quasi nulla, se non nelle battute finali. Questo non gli impedisce comunque d'aver un carattere e un modo di fare definiti e credibili. Ecco, l'unico personaggio che non ho molto apprezzato e che ho trovato un "aiutante" un po' troppo forzato è Tancredi… il professore di inglese... La recensione si conclude qui: http://thebooksblender.altervista.org...
Alice ha 17 anni e tanta voglia di indipendenza. Dopo la morte dell'amato nonno decide di rimanere a vivere da sola a Montelupo, anche se la madre, più attenta al lavoro che a lei, vorrebbe riportarla nella grande metropoli. Alice con la scusa della scuola e degli amici riesce a spuntarla, anche se a scuola non è proprio una studentessa modello e ad amici non va meglio. C'è solo Robi, un ragazzo dal passato molto dubbio, che suona nel pub di paese. Ma la vita ad Alice non sembra concedere un attimo di tregua: Robi la butta in un guaio enorme, il suo passato torna a fare capolino e un misterioso visitatore continua a lasciare in giro per casa biglietti minacciosi. In appena 200 pagine Pina Varriale ci popone una storia complessa, profonda ma con quel tono di spensieratezza adatta al pubblico a cui si rivolge. Le tematiche affrontate sono tante, tantissime, forse un po' troppe: si va dai classici problemi adolescenziali, all'alcol, la vecchiaia, la solitudine, la paura dell'orco e dell'uomo nero, a quello che è un vero e proprio disturbo post traumatico dettato da un evento terribile avvenuto nell'infanzia di Alice. Sono tutte tematiche naturalmente importanti ma che a mio avviso vanno comunque dosate in un libro per ragazzi, non per nasconderle, ma per renderle più chiare e per poterne parlare con maggiore serenità. Detto questo devo dire che la lettura è stata molto piacevole e immediata. Pina Varriale scrive bene, in maniera chiara e appassionante, riesce a portarti nel cuore della protagonista, nelle sue speranze e nelle sue ansie. E' un libro per ragazzi, ma che risulta piacevole e affatto scontato anche per chi è già adulto perchè riesce a farti vedere questa ragazzina che lotta con le unghie e con i denti, che a volte sbaglia e si intestardisce ma che alla fine non puoi non apprezzare per la bontà di cuore. Quindi non solo un libro per i più giovani ma anche un libro per chi, da adulto, vuole guardare ad un nuovo modo di essere ragazzi.
Un’adolescente, nel mezzo di una bufera. Un padre assente, impegnato in una nuova vita, una madre lontana che fatica a tenere insieme i pezzi e un nonno, unico punto di riferimento, che viene a mancare. La decisione di rimanere a Montelupo, nella casa del nonno, anziché trasferirsi a Milano, con la madre e il nuovo compagno dà il via allo sviluppo narrativo di quello che si presenta come un“ romanzo di formazione”.
Alice è una ragazza che studia, con scarso successo, al classico e decide di vivere da sola, nel borgo di Montelupo. Un scelta azzardata, goffamente assecondata, da una madre indecisa che non vuole lasciare il suo lavoro, a Milano, e da un sentimento di inquietudine che vede la ragazza ancora legata a quel luogo. Ad un certo punto, entra in scena Robi, più grande di lei, musicista di scarsa fortuna, grande bevitore di birra, dal passato piuttosto ambiguo. L’innamoramento è inevitabile e porta Alice alla scoperta di alcuni aspetti della vita, ancora nuovi, ancora inesplorati. Si intrecciano, poi, con la storia dei due protagonisti, due vicende parallele che danno un sapore misterioso e intrigante al romanzo: Aldo, un anziano accolto in una casa di cura, dal passato sconosciuto e imprevedibile e il mistero di una serie di biglietti che la protagonista ritrova in casa e che diventano una forma di persecuzione, riportando minacce inquietanti e frasi sibilline. Continua su: http://www.lastambergadeilettori.com/...
Il romanzo breve di Pina Varriale racconta la storia di Alice, 17enne che dopo il divorzio dei genitori decide di trasferirsi a Montelupo, un piccolo paesino di provincia per accudire il nonno malato. Alla morte di quest'ultimo, riesce a convincere la madre a rimanervi, poiché, a suo dire, ha già fatto amicizia e vuole terminare la scuola senza ulteriori stravolgimenti. La madre si lascia convincere e Alice conoscerà Robi, un ragazzo di poco più grande di lei, ma che si rivelerà essere uno sbandato: a causa sua Alice vivrà delle brutte esperienze e l'unica persona che l'aiuterà a rimettersi sulla retta via sarà il suo professore, che sin da subito ha cercato di aiutarla e di esserne amico.
Il libro affronta molte tematiche importanti pur contando poco più di 200 pagine e forse, a mio avviso, ce ne sono un po' troppe. Il risultato è comunque una buona lettura, con bei personaggi e un'interessante sviluppo degli eventi, ma non particolarmente approfonditi e che lasciano curiosità nel lettore.
Alla fine è sicuramente un'ottima lettura per la fascia d'età indicata e non solo: la Varriale scrive una bella storia e pone il lettore in situazioni che lo portano, inevitabilmente, a riflettere, oltre che ad essere un buon romanzo di formazione per i giovani adolescenti.
ODIO LA PROTAGONISTA. E' SCEMA. Questa è precisamente la prima frase degli appunti presi durante la lettura, in vista della recensione. E, sicuramente voi capirete, farsi piacere un libro la cui protagonista, così, a pelle e dopo poche righe, si merita un simile giudizio (mai smentito), è davvero dura. Io non ci sono riuscita. Il punto è che la nostra Alice, la protagonista "dal cuore buio", fin dalle prime righe mostra di avere una mancanza di logica stupefacente. Non parlo di grandi ragionamenti filosofici, parlo della logica basilare di tutti i giorni, del più banale senso comune, e trovo ancora più sconcertante che l'autrice, Pina Varriale, possa aver costruito un simile personaggio per proporlo come protagonista di una storia diretta ai giovani.