Sconsigliatissimo.
A differenza del primo, questa volta è debole anche come giallo. Il collegamento finale tra le varie vicende è tiratissimo e anche le indagini sembrano andare a casaccio.
La scansione temporale è destabilizzante, accade tutto in pochi giorni, sotto natale, ma le reazioni dei personaggi appaiono a volte inappropriate. Oltre tutto, vanno e vengono e si prendono pure giorni di permesso...
Come nel primo, ho trovato INSOPPORTABILI i pipponi religiosi, psicologici e filosofici. Non c'è bisogno di dedicare tanto spazio ai vari concetti, non siamo a un convegno.
E' chiaro che l'autrice ha un problema con i giovani, in particolare gli adolescenti, e con la tecnologia. Ci faccia pace, perché il gap generazionale c'è sempre stato, solo che per ogni generazione si manifesta diversamente, in base al contesto.
Seguono SPOILER:
- il quaderno con il racconto delle persecuzioni subite? Sul serio? Io lo avevo trovato un artificio letterario fastidioso già nel primo romanzo. La scelta di intervallare il racconto della trama principale con questa voce fuori campo che racconta eventi che apparentemente non c'entrano niente non mi fa impazzire. E questo in generale, sono tanti gli autori che decidono di usare questo metodo. Io non lo apprezzo, ma soprattutto trovo assurdo il volerlo usare per due libri consecutivi e attribuirgli lo stesso significato. In entrambi i casi sono il motore delle azioni di un personaggio.
- la figlia del commissario ancora coinvolta in storie turpi? Stavolta non è coinvolta nel delitto, ma comunque ne combina una delle sue... non sempre repetita iuvant ...
- c'è un abuso di tutta una serie di espressioni o parole, per esempio "inquieto". Si sentono sempre tutti inquieti quando hanno la sensazione che qualcosa non quadri. Suggerisco l'uso del dizionario dei sinonimi. Ce ne sono altre espressioni e parole che si ripetono, ma adesso mi sfuggono.
- il finale è imbarazzante. Guarda caso Carla è stata rapita dal nonno di Igor, caso che gli Ispettori stanno seguendo senza un apparente motivo. E guarda caso, il nonno la rapisce proprio negli stessi giorni in cui Igor lo cerca per ucciderlo. No, vabbè, imbarazzante.
Se non si era capito, a me non è piaciuto proprio per niente e non credo che leggerò altro di questa autrice.