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Green Italy. Perché ce la possiamo fare

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Possiamo battere la crisi? Non sarà facile, ma la risposta è sì. Se sapremo guardare l'Italia con occhi diversi da quelli delle agenzie di rating, con l'affetto e la curiosità necessari a cogliere i nostri tanti talenti. Ermete Realacci prova a farlo. Racconta, dal Nord al Sud, storie di un'alleanza tra imprese e comunità, tra ambiente e nuovi modi di vivere che possono traghettarci verso un paese più desiderabile e più competitivo. È Green Italy. Dove la green economy sposa le vocazioni nazionali, tiene insieme le tradizioni con l'elettronica e la meccanica di precisione. Punta su qualità, ricerca e conoscenza per produrre un'economia più sostenibile e innovativa. Si apre ai mercati globali e rinsalda i legami con il territorio, facendosi forte della coesione sociale e del capitale umano. È la via di un patriottismo dolce che può cambiare l'Italia. Un'idea di futuro per l'economia, la società, la politica.

315 pages, Paperback

Published February 23, 2012

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April 1, 2016
Un saggio che è solo un assaggio

Questo saggio di Ermete Realacci ha il pregio di fornire esempi di successo tutti all'italiana sulla via del risparmio energetico, delle energie rinnovabili, del rispetto dell'ambiente e della tradizione artigianale nostrani. Dopo Soft Economy, Green Italy vuole dimostrare che la ripresa economica è possibile, anche e soprattutto percorrendo strade nuove che affondano le radici nella storia e nella cultura del nostro paese.
L'introduzione, da sola, meriterebbe una menzione speciale: Realacci spiega in maniera inconfutabile che l'economia dell'avidità su cui si basano i sistemi capitalisti occidentali è ormai in una crisi profonda e irreversibile, la cui soluzione può essere trovata nel "saper fare" di cui l'Italia - culla di knowledge workers molto richiesti all'estero e poco apprezzati in patria - trabocca: è necessario un ritorno ai saperi produttivi e alle attività manuali per dare una spinta alla nostra economia e per competere con l'arte e la creatività ai prodotti massificati e standardizzati che hanno invaso i mercati internazionali.
Realacci parte da un assunto di fondo, già teorizzato da Leonardo Becchetti con il concetto di "voto nel portafoglio": i consumi, prima compulsivi e bulimici, si stanno spostando verso acquisti più consapevoli e unici, quali ad esempio il ricorso ai prodotti biologici, al commercio equo e solidale, alle azioni a chilometri zero, ai gruppi d'acquisto tipo i GAS, agli orti urbani e alla Coldiretti.
In Italia, afferma Realacci, ci sono molte imprese che hanno percorso questa strada e stanno riscuotendo un successo inarrestabile, nonostante le difficoltà iniziali. Green Italy vuole rendere conto di tutte queste situazioni di cui si parla poco, ma che ricevono il plauso di molti organismi internazionali.

Questo saggio si articola in sei parti:

PARTE 1. LA SFIDA DELLA SOSTENIBILITA'
- Angelantoni Industrie, Massa Martana, Umbria: utilizzo di energie pulite e realizzazione di simulatori ambientali e spaziali;
- Ecoplan, Gioia Tauro, Calabria: produzione di pannelli realizzati da scarti della lavorazione delle olive e della plastica;
- Comieco: consorzio per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosa in tutta Italia, fornisce anche consulenza per ridurre gli sprechi industriali legati al packaging;
- Revolution, Ancona, Marche: realizzazione di arredi e attrezzature in materiali riciclati per supermercati e negozi;
- Power One, Terranuova Bracciolini, Toscana: creazione di inverter fotovoltaici ed eolici.
PARTE 2. IL NUOVO MADE IN ITALY
- Valcucine, Pordenone, Friuli Venezia Giulia: progettazione di cucine a basso impatto ambientale;
- Gruppo Miroglio, Alba, Piemonte: produzione, confezione e stampa di tessuti e filati (tra i suoi marchi figurano Vestebene, Motivi, Oltre, Elena Mirò, Caractere e Diana Gallesi);
- Casalgrande Padana, Sassuolo, Emilia Romagna: realizzazione di piastrelle antibatteriche.
PARTE 3. LE FRONTIERE DELLA CONOSCENZA
- Novamont, Novara, Piemonte: produzione bioplastica (Mater-Bi);
- Mossi & Ghisolfi, Crescentino, Piemonte: lavorazione della canna gentile per ottenere un combustibile;
- Mandarin: operatore WiMAX siciliano;
- Laboratori nazionali del Gran Sasso: realizzazione del misuratore della velocità dei neutrini;
- Win, Pontedera, Toscana: progettazione di un apparecchio che controlla i parametri fisiologici del paziente e li trasmette al centro ospedaliero di riferimento.
PARTE 4. DALLA SOCIETA' ALL'ECONOMIA
- Terra Madre, Bra, Piemonte: meeting biennale di Slow Food che coordina i produttori di cibo sostenibile su piccola scala;
- Pollica, Campania: polo turistico di grande pregio e con una particolare ed unica attenzione all'ambiente;
- Fondazione Banco Alimentare: recupero delle eccedenze alimentari per aiutare gli indigenti, sul modello delle Food Bank inglesi e spagnole;
- AzzeroCO2, Roma, Lazio: operazioni di promozione del risparmio energetico e di compensazione delle emissioni di CO2.
PARTE 5. LE RADICI DEL FUTURO
- Consorzio per la tutela dell'olio toscano IGP;
- Salcheto, Montepulciano, Toscana: enologia "green";
- Edilana ed Edilatte, Guspini, Sardegna: lavorazione dei materiali di scarto, in particolare la lana grezza per ottenere isolanti per l'edilizia, e gli scarti caseari per la produzione di pitture, intonaci e coloranti;
- Sartoria Inglese, Ginosa, Puglia: realizzazione di camicie a mano, secondo modelli tradizionali.
PARTE 6 - LA QUALITA' PER COMPETERE
- Arti grafiche Boccia, Salerno, Campania: servizio internazionale grazie al web;
- Rainbow, Loreto, Marche: ideazione dei cartoni animati delle Winx, che spopolano in tutto il mondo;
- Editalia, Roma, Lazio: casa editrice a supporto del Gruppo Istituto poligrafico e zecca dello Stato, che realizza volumi celebrativi di pregio e riproduzioni di medaglie, sculture, smalti e codici antichi attraverso tecniche artigianali della tradizione;
- Cereria Evelino Terenzi, San Giovanni in Marignano, Emilia Romagna: produzione di candele di altissima qualità famose in tutto il mondo.

Ermete Realacci propone alcuni esempi di successo del fattore green tutto italiano, che affascinano ed incuriosiscono. Tuttavia questo libro è un mero elenco di casi di studio, ma fornisce pochi spunti e poche idee per il cambiamento, per invogliare altre imprese a seguire la stessa strada. Si legge con la stessa curiosità con cui si scorre un'indagine giornalistica, con attenzione, ma dimenticandone ben presto il contenuto.

La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/20...
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