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A un passo dalla forca. Atrocità e infamie dell'occupazione italiana della Libia nelle memorie del patriota Mohamed Fekini

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La conquista italiana della quarta sponda è costata alle popolazioni della Libia, nell'arco di vent'anni, centomila morti. Un numero enorme di vittime, se si pensa che il Paese contava, al momento dell'invasione, appena ottocentomila abitanti. Dunque un libico su otto ha perso la vita - nei combattimenti, nei lager infernali della Sirtica, nei penitenziari italiani, o appeso alla forca - nel tentativo disperato di difendere la propria patria. Sinora si conosceva il dramma del popolo libico essenzialmente da libri redatti in base a documenti di fonte italiana ed europea, a volte incompleti e spesso poco imparziali. Nel 2006 Angelo Del Boca ha avuto l'opportunità di poter consultare un documento di cui si ignorava l'esistenza: le memorie di Mohamed Fekini, capo della tribù dei Rogebàn, uno dei più irriducibili oppositori della dominazione italiana. A uno storico italiano si prospettava così l'occasione di studiare il pensiero, i sentimenti, le strategie politiche e le trame degli altri e, nello stesso tempo, di mettere a confronto le due versioni dei fatti.

291 pages, Hardcover

First published December 14, 2010

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Angelo Del Boca

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Profile Image for Ivan.
361 reviews52 followers
March 24, 2018
Quando i "nazi" fummo noi! La storia della "conquista" della Libia, lo "scatolone di sabbia" che per forza doveva divenire nostra colonia e nostra America, vista con gli occhi e letta con le parole di un patriota e partigiano libico: Mohamed Fekini, le cui memorie sono state utilizzate per questo libro di Angelo Del Boca. Fa veramente impressione la violenza, la doppiezza, il tradimento, l'assoluta mancanza di pietà, di Mussolini, Graziani e non solo, verso le popolazioni libiche, deportate infine per far terra bruciata attorno ai resistenti libici. E ancora, per non parlare delle atrocità messe in atto contro i combattenti, la mancanza assoluta di rispetto verso una cultura diversa dalla nostra. Allora eravamo fascisti, va bene, ma la spocchia purtroppo c'è rimasta. Se si studiasse un po' di più la storia, la geografia, la letteratura, anche la religione degli altri, quelli così detti "inferiori", si scoprirebbe che non ci sono "inferiori", ma uomini, donne, bambini, culture, tradizioni altre da noi, ma di pari dignità...
Da leggere, anche oggi, 2018 visto il casino in cui noi occidentali abbiamo precipitato la Lybia.
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