Il libro scorre via veloce, le parole sono scelte con cura e nell’insieme è divertente. Qua e là fa proprio ridere, come nella scena del pastore maremmano. Però che cavolo, è come se… non so, sembra un esercizio di stile: desiderare di piacere a tutti, e a tutti i costi. O almeno, è quel che percepisco io, per cui potrebbe anche essere completamente sbagliato, ma il dubbio rimane. Pesco da un’intervista di Foster Wallace: mostrare al lettore che si è brillanti, spiritosi, pieni di talento e così via, cercare di piacere, sono cose che anche lasciando da parte la questione dell’onestà, non hanno abbastanza calorie motivazionali per sostenere uno scrittore molto a lungo. Devi disciplinarti e imparare a dar voce solo alla parte di te che ama le cose che scrivi, che ama il testo a cui stai lavorando. Che ama e basta, forse.