Elia Contini sopravvive facendo l’investigatore privato, costretto a occuparsi per la maggior parte del tempo di piccoli furti e animali smarriti. Un giorno però viene assunto per ritrovare un imprenditore fuggito di casa, e la situazione diventa complessa. Mario Balmelli, proprietario di una ditta di arredamenti, vorrebbe lasciare tutto e seguire il suo sogno: suonare il sax, con la sua blue note che sa raccontare incertezze, solitudini, accensioni sentimentali, lunghi tramonti che sembrano prolungarsi all’infinito. Ma proprio quando trova il coraggio di provarci, tutto va a rotoli: la crisi economica che si inasprisce, una truffa ai danni dei lavoratori frontalieri tra la Svizzera e l’Italia, un pazzo omicida che si scaglia contro la sua famiglia con furia inaudita. Se nemmeno la polizia riesce a interrompere la catena dei delitti e a capirci qualcosa, come potrà farlo un piccolo detective? Mentre ci fa seguire le piste di un caso a ogni svolta più intricato, Andrea Fazioli indaga con delicatezza e umorismo una situazione esistenziale, quella del fallimento, che prima o poi tocca ognuno di noi. E insinua una domanda: non sarà che il vero fallimento è non fallire mai?
Andrea Fazioli (Bellinzona,1978) è uno scrittore, giornalista, docente e drammaturgo svizzero di lingua italiana. Nel 1998 ha vinto il Premio internazionale Chiara giovani. Nel 2004 si è laureato in Lingua e letteratura italiana e francese all’Università di Zurigo, con una tesi su Mario Luzi. Ha pubblicato diversi romanzi, tra i quali: Chi muore si rivede (Dadò, 2005), L’uomo senza casa (Guanda, 2008, vincitore premio Stresa e finalista premio Comisso), Come rapinare una banca svizzera (Guanda, 2009), La sparizione (Guanda, 2010), L'arte del fallimento (Guanda, 2016) e Gli svizzeri muoiono felici (2018). È stato cronista per un quotidiano ticinese, il «Giornale del popolo». Attualmente lavora come giornalista alla RSI (Radiotelevisione svizzera) e come insegnante.
Ottimo.Alcuni romanzi di questo autore(non tutti) hanno la valenza di quelli di Schneider e di Schlink: l'investigatore tipo bucolico , antieroe, che placidamente risolve l'indagine poliziesca.
Per gli appassionati di musica, “Fazioli” è una nota casa produttrice di pianoforti (tra l’altro, una delle eccellenze del mio Friuli – Venezia Giulia). Agli amanti delle tastiere bianconere, vorrei presentare anche Andrea Fazioli, autore svizzero di lingua italiana pubblicato da Guanda che ha comunque a che fare con la musicalità: il suo ultimo romanzo, “L’arte del fallimento”, è costruito su una partitura intrecciata con la cronaca economica contemporanea e – parallelamente – come una elegante sinfonia giallistica. Situazioni e casi investigativi si succedono e si intrecciano con proprietà, senza mai abbandonare il tema portante – direi la colonna sonora – del romanzo: una catena di delitti che gravitano intorno a un’azienda prossima alla chiusura, ai suo conti, alle sue abitudini fiscali e giuslavoristiche borderline.
Per gli appassionati cultori dell’arte vinicola, “Contini” è il nome di un’azienda sarda a cui dobbiamo alcuni dei migliori Cannonau della storia. Agli amici amanti di calici e bottiglie, vorrei raccontare di Elia Contini, investigatore nato dalla fantasia di Andrea Fazioli che con il vino isolano ha alcune caratteristiche in comune. Contini è solido ma mai scontato, porta in dote i profumi della sua montagna e ha il sapore caldo di una coperta invernale, anche quando si perde dietro a fantasie o piccole solitudini e sostituisce l’acume con cui guarda gli uomini con la curiosità dell’osservazione delle volpi.
Che vi piacciano la musica o i vini, Andrea Fazioli è un’ottima scelta. Se unite all’amore per le note e per il bere bene anche quello per la letteratura gialla, leggerlo è un obbligo morale.
P.S. Questo post non è stato sponsorizzato né da Andrea Fazioli, né dalla Fazioli Pianoforti né – ahimè! – dai vini della Contini.
Un po' fiacco questo romanzo con protagonista lo svizzero investigatore privato Contini. Fiacca la storia e disorganica un po' tutta la narrazione. Lo vediamo arrancare transfrontaliero tra Italia e Svizzera ma il libro eccede in divagazione e descrizioni accessorie poco fruibili dal lettore e poco funzionali alla storia.