ROMANZO (249 pagine) - FANTASCIENZA - Dall'arrivo della Gente del Domani il mondo è cambiato. E per Nelson sta per cambiare ancora, quando accoglie a bordo una donna che porta con sé terribili segreti.
Corsari. O forse qualcosa di meno, perché l'Inghilterra ormai si cura ben poco di loro, di Claude Nelson e della sua sgangherata flotta che depreda le ricche navi spagnole e francesi nei mari americani. In madre patria, l'interesse per il Nuovo Mondo è scemato: ora le novità sono altre, sono quelle che portano i misteriosi viaggiatori che arrivano da altre epoche, dal futuro. Che portano cannocchiali che vedono più lontano, pipe che non si frantumano, radio per comunicare istantaneamente a molte leghe di distanza. Ma forse, anche per i viaggiatori le cose non vanno troppo bene. Forse c'è un motivo per cui ne arrivano tanti.
Editor e coach di scrittura, Giulia Abbate è cofondatrice di Studio83, agenzia di servizi editoriali specializzata nel sostegno agli autori esordienti. Ha esordito nel 2011 con "Lezioni sul domani", antologia di racconti di fantascienza. Ha pubblicato recensioni su portali di genere ("Continuum, MilanoNera, ThrillerCafé") e racconti apparsi in varie antologie ("Fuga da mondi incantati", "Crisis", "Canti d'abisso", "Terra promessa", "Occhi di Tenebra", "La cattiva strada", "Le Variazioni Gernsback" e altre). Nata a Roma nel 1983, dal 2004 vive a Milano. Ha due figlie.
Chi non è mai stato affascinato dalla figura dei corsari?
Pirati autorizzati dallo stato ad effettuare saccheggi e depredare le navi nemiche, con azioni veloci quanto lo permettevano le galere su cui viaggiavano; colpivano, rubavano e scappavano via, salpando i mari, quasi padroneggiandoli.
Beh a leggerla così sembrava proprio una bella vita, avventurosa e libera.
In Nelson, l’autrice ci ricorda anche le responsabilità di questa vita. Un capitano che è responsabile della vita dei suoi uomini, che deve conquistarsi la loro fiducia e guidarli nelle loro missioni, che deve prendere delle decisioni importanti a discapito a volte dell’amicizia o dei legami. Il lettore si ritrova però a vivere in un mondo passato letteralmente diverso dai suoi ricordi scolastici. Sebbene sia affettivamente il passato che si conosce, allo stesso tempo non avrà il futuro di cui siamo testimoni.
Un po’ difficile da comprendere?
No, tranquilli vi svelo un segreto. Nelson ha un’ambientazione fantascientifica, in cui sono possibili i viaggi del tempo. Si può dunque lasciare il futuro per un qualsiasi motivo, e nelle vesti della Gente del Domani tornare indietro per sperimentare il passato, per respirarlo, per apprezzarlo o odiarlo, o per rifugiarsi tra i suoi ricordi.
E si può compiere il viaggio nel senso opposto.
In questa atmosfera allettante, c’è chi invece resta e vive il suo tempo, con le sue contraddizioni, i problemi, le gioie.
E Nelson vive le sue avventure con il suo equipaggio. Tra un abbordaggio e un ammutinamento, l’autrice ci ammalierà facendoci vivere diverse avventure navali, descrivendone con maestria le varie fasi e dimostrando di essere una corsara provetta. Che ci nasconda qualcosa? Peccato che però si soffermi maggiormente sulla vita in mare, relegando i misteri dei viaggi nel tempo a semplici informazioni che spiegano solamente che siano possibili senza approfondirli. Elementi che avrebbero arricchito la storia.
Ma forse l’autrice ci regalerà un seguito per soddisfare tutta la nostra curiosità? Io sono qui ad attenderlo…
Teoricamente dovrebbe essere un romanzo di fantascienza dato che è stato pubblicato in una collana fantascientifica ma gli aspetti fantascientifici o ucronici sono estremamente marginali. Sullo sfondo ci sono questi viaggiatori che arrivano dal futuro e che stanno interferendo con l'evolversi della storia ma gran parte della narrazione non è minimamente influenzata da ciò. Il romanzo si incentra sulle vicende marinaresche e di guerra di un ammiraglio di una flotta corsara inglese del 1616 e qui non mi è piaciuto per nulla il fatto che il 1616 dipinto sia lontanissimo da quello vero, sembra più un fine 700 o addirittura 800. Il protagonista è anche travagliato da moltissimi dubbi interiori e naturalmente avvia una relazione tormentata con un prigioniera che arriva dal futuro. Insomma più un romanzo marinaresco o un romanzo rosa che fantascienza. Mi ha profondamente annoiato.
Libro abbandonato. Idea interessante: persone provenienti dal futuro che si ritrovano nell’Europa del periodo dei corsari. Ma onestamente non mi ha preso.
Chi ha letto Conrad conosce quell'aura inquieta che trasuda dalle sue righe, che proviene dal mare e al mare riconduce di continuo. Penso a 'La linea d'ombra' e non soltanto. Giulia Abbate pesca in questo mare a piene mani, e quando è lei a citare Conrad nella postfazione il cerchio si chiude. La bellezza di questo romanzo è che la fantascienza è uno sfondo permanente, mai dichiarato ma onnipresente, ridotto a pennellate tanto occasionali quanto determinanti, motivo dell'atmosfera di pericolo continuo che mai si palesa in forme prevedibili (se non quelle di ucronici apparecchi radio che quasi riecheggiano il telegrafo di Mark Twain nelle più bonarie scene di 'Un americano alla corte di Re Artu'), quasi a voler dare all'amara irrequietezza degli oceani dell'autore anglo-polacco una spiegazione e una causa fantascientifiche, per poi finire, proprio come lui, a intuirne l'origine nelle profondità dell'inconscio. Una graditissima sfida ai puristi del genere, con ambizioni letterarie a mio parere del tutto realizzate. Consigliatissimo.
Anche se vi è un aspetto fantascientifico all'interno della narrazione, il libro è molto più attirbuibile al genere romance. L'autrice scrive con proprietà ma la narrazione, a mio giudizio, non decolla mai e resta ancorata ai canoni del genere. Lentissimo.