Sicile, printemps 1861. Au cœur de la tourmente qui secoue l'Italie, une jeune noble en habit d'homme, rejoint la bande de Spaziante, un ancien métayer de sa famille.La scène inaugurale, étonnamment froide, où Margherita enfonce une épingle à cheveux dans la gorge de son mari endormi, rejoint celle, paroxystique, où, moitié inconsciente, moitié provocatrice, elle accompagne les hommes dans un bordel de campagne. Le sang est partout, il donne sa pulsation au roman. Il lui confère cette atmosphère lourde, charnelle, comme tissée dans la toile d'araignée d'interdits, d'attirances et de répulsions qui tient prisonniers Margherita, Cosimo, Carmino et Antonia.Vingt ans plus tard, au fond du bagne où elle croupit, la « Briganta » entreprend le récit de sa vie : « Écrire ses Mémoires est chose audacieuse pour une femme, peut-être encore plus que d'aller mener une vie de brigand dans les montagnes. »
Maria Rosa Cutrufelli è nata a Messina, ha studiato a Bologna e attualmente vive a Roma. Ha pubblicato otto romanzi, tre libri di viaggio, un libro per ragazzi e numerosi saggi. Fra i romanzi ricordiamo: La donna che visse per un sogno (finalista al premio Strega nel 2004), Complice il dubbio (da cui è stato tratto il film Le complici) e Il giudice delle donne (tutti pubblicati da Frassinelli). Il suo ultimo saggio è Scrivere con l’inchiostro bianco (Iacobelli). Ha curato antologie di racconti, scritto radiodrammi, collaborato a riviste e quotidiani nazionali. Ha fatto parte della redazione di “Noi Donne”, fondato e diretto la rivista “Tuttestorie” e insegnato Scrittura creativa all’Università La Sapienza di Roma. I suoi libri hanno vinto diversi premi e sono stati tradotti in una ventina di lingue.
This is a very beautiful book on one of the least known chapters in the history of Italian Unification. Cutrufelli was actually a historian who wrote volumes on the history of the "sottosviluppo del sud" before turning the same portion of history into a historical novel. What struck her during her archival researches was that, throughout all the trial documents she read, briganti's male voices could be heard and read - but female ones (there were female brigantesse, after all) where nowhere to be found.
How does a woman move from holding high hopes for Garibaldi and his 'liberation' of the South to joining the 'reazione', i.e. the outlaws fighting against the newly founded Regno d'Italia? Cutrufelli does a great job at telling this story (retrospectively) from the point of view of an aristocratic woman who has joined the 'briganti' in a moment in which her life did not leave her much choice.
Their struggle and their clandestinity inevitably reminds us of the later anti-Fascist resistenza during WWII, although many would argue that these two phenomena ("briganti" e "partigiani") have nothing to do with each other. The problem is right there: there are more similarities than differences; yet we forget so much more easily the "resistance" the South opposed to the Piedmontese army and ideologues, because it goes against a story we are still part of today.
"Ommə se nasce, brigante se mmorə" termina la canzone popolare; ebbene, questo è un raro caso di "Donna si nasce, briganta si muore". Rivolgendosi alle pagine meno studiate della storia italiana, Maria Rosa Cutrufelli ricostruisce una vicenda di soprusi, ribellione e sconfitta doppi, poiché vissuti dalla parte di soggetti subalterni tanto donne quanto meridionali.
— [...] notai mescolate fra la folla due donne vestite di nero come me, con un fitto velo calato a nascondere il viso. mi sembrò in una di riconoscere le movenze un po' goffe della Bizzarra. fu un'allucinazione? o forse un'illusione ottica dovuta al velo distorcente delle lacrime che mi bagnavano gli occhi feriti dalla luce e dalla debolezza. [...] mentre tornavo in cella udii, chiara dentro di me, la voce della Bizzarra che rispondeva alle arguzie poco gradite di un capobanda: «sono briganta, io, non donna di brigante». e il ricordo di quelle parole mi dette forza e dignità.
Letto per la mia classe di italiano. La Cutrufelli offre una forte rappresentazione delle donne che avevano partecipato al fenomeno del brigantaggio. Il loro abbigliamento maschile, il loro posare a gambe divaricate è un chiaro insulto alla morale dell’epoca and we love them for that.