Esta obra propone una auténtica «revolución copernicana» en psicoterapia. Surge de la fertilidad creadora y permanente innovación teórica y clínica de la escuela de Palo Alto (California), conocida por las interesantes obras de Paul Watzlawick. La aproximación estratégica a la psicoterapia, esto es, la moderna evolución de la terapia sistémica en simbiosis con la hipnoterapia de Milton Erickson, representa realmente un perspectiva revolucionaria respecto de las formas convencionales de intervención psicoterapéutica. Se trata de un nuevo modelo teórico y operativo para la solución, en un período de tiempo breve, de los problemas del individuo, de la pareja y de la familia, aplicable también a contextos interpersonales más amplios, y no sólo clínicos (angustias, miedos, fobias... que paralizan el rendimiento diario). Para ganar las «jugadas», se recurre a técnicas refinadas de sugestión, paradojas y estrategias comportamentales que sortean la resistencia al cambio del paciente, llevándolo a percibir la realidad de un modo nuevo y a obrar, en consecuencia, de una manera funcionalmente correcta. Paul Watzlawick es investigador asociado del Mental Research Institute de Palo Alto y está adscrito al Departamento de psiquiatría y ciencias de la conducta del Medical Center de la Stanford University. En la bibliografía de esta obra aparecen sus principales obras en castellano. Giorgio Nardone, doctor, se ha formado en terapia sistémica y estratégica en Palo Alto. Colabora con el Instituto de psicología de la Universidad de Siena y con el Centro de psicoterapia estratégica de Arezzo.
Giorgio Nardone (Arezzo, 23 settembre 1958) è uno psicologo e psicoterapeuta italiano. È il fondatore insieme a Paul Watzlawick del Centro di Terapia Strategica di Arezzo (ove svolge la sua attività di Psicoterapeuta e coach) ed è considerato la figura di maggior spicco della tradizione della scuola di Palo Alto. È autore di numerosi saggi tradotti in varie lingue e di libri di carattere divulgativo destinati al grande pubblico.
Ho voluto intraprendere questa lettura perché amo il mondo della psicologia e ho da poco scoperto dell'esistenza della Terapia Breve Strategica.
Giorgio Nardone, maestro italiano di questa terapia (dirigente della scuola di Arezzo), ha scritto a quattro mani questo libro che fa capire i principi della terapia è del perché funziona.
Addentrami in qualcosa di più specifico non è mia intenzione, l'unica cosa che posso dire è che a differenza della terapia "tradizionale" questa non si sofferma sul passato, non scava vecchie ferite, si concentra sul "qui e ora" per migliorare il futuro.
Escluse alcune parentesi un po' superflue, il libro è veramente molto interessante!! Ricco di spunti di riflessione, casi clinici e approcci innovativi.
Mi ha fatto estremamente piacere leggere qualcosa che sicuramente utilizzerò nel mio percorso lavorativo.
Parte iniziale un po' noiosa, in altre ci si dilunga un troppo, ma per il resto ben eseguito.
I am not a solid practitioner of the method, but while treating anxiety-related insomnia I utilised these strategies with very positive and lasting effect. Watzlawick and Nardone are real figures in the field of strategic therapy. In this book Nardone provides a short overview of the method's development, describes some of it's basic ideas and then provides a description of specific strategies and some examples. He also makes a nod to Bateson, Erickson and other influential persons, somehow involved in strategic therapy.
Throughout the book Nardone compares this therapy with a chess game. Therapist and client are playing against the problem, so either both win or both lose. The therapy has some pre-specified actions for the start, middle and ending, but they are always tailored to a specific situation of the patient. Nardone also points, that despite being short, this therapy has lasting effect in most cases. He even provides some statistical analysis, though very basic and only descriptive. This book also lacks a chapter with in-depth description of the strategic philosophy, however author openly states, that this was beyond the scope of his intention.