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L'uomo del futuro. Sulle strade di don Lorenzo Milani

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A quasi cinquant'anni dalla sua scomparsa don Lorenzo Milani, prete degli ultimi e straordinario italiano, tante volte rievocato ma spesso frainteso, non smette di interrogarci. Eraldo Affinati ne ha raccolto la sfida esistenziale, ancora aperta e drammaticamente incompiuta, ripercorrendo le strade della sua avventura breve e fulminante: Firenze, dove nacque da una ricca e colta famiglia con madre di origine ebraica, frequentò il seminario e morì fra le braccia dei suoi scolari; Milano, luogo della formazione e della fallita vocazione pittorica; Montespertoli, sullo sfondo della Gigliola, la prestigiosa villa padronale; Castiglioncello, sede delle mitiche vacanze estive; San Donato di Calenzano, che vide il giovane viceparroco in azione nella prima scuola popolare da lui fondata; Barbiana, "penitenziario ecclesiastico", in uno sperduto borgo dell'Appennino toscano, incredibile teatro della sua rivoluzione. Ma in questo libro, frutto di indagini e perlustrazioni appassionate, tese a legittimare la scrittura che ne consegue, non troveremo soltanto la storia dell'uomo con le testimonianze di chi lo frequentò. Affinati ha cercato l'eredità spirituale di don Lorenzo nelle contrade del pianeta dove alcuni educatori isolati, insieme ai loro alunni, senza sapere chi egli fosse, lo trasfigurano ogni giorno: dai maestri di villaggio, che pongono argini allo sfacelo dell'istruzione africana, ai teppisti berlinesi, frantumi della storia europea; dagli adolescenti arabi, frenetici e istintivi, agli italiani di Ellis Island, quando gli immigrati eravamo noi; dalle suore di Pechino e Benares, pronte ad accogliere i più sfortunati, ai piccoli rapinatori messicani, ai renitenti alla leva russi, ai ragazzi di Hiroshima, fino ai preti romani, che sembrano aver dimenticato, per fortuna non tutti, la severa lezione impartita dal priore.

180 pages, Paperback

First published February 2, 2016

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About the author

Eraldo Affinati

60 books9 followers
Eraldo Affinati (Roma, 1956) è uno scrittore italiano. Alla didattica e alla produzione letteraria affianca un’intensa attività di conferenziere e formatore. Nel 2008 insieme alla moglie, Anna Luce Lenzi, ha fondato la Scuola Penny Wirton per l’insegnamento gratuito della lingua italiana ai migranti.

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1 star
6 (12%)
Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Tina Coppola.
84 reviews5 followers
August 9, 2017
Ritrovare Don Lorenzo Milani nelle letture e nelle esperienze di un docente delicato e tenace come Eraldo Affinati, per sentirsi meno soli nella pratica sociale dell'insegnamento. "Ciò che davvero contava per lui, quando dava tutto ai poveri, era far nascere in chi fosse stato favorito, dalla sorte o dalla propria intraprendenza, la consapevolezza del vantaggio di cui godeva".
Profile Image for Teresa.
367 reviews46 followers
December 23, 2025
Tanti spunti, tante suggestioni sul mestiere di insegnare, che restano però in superficie senza scalfire la scorza del personaggio. Capisco che l'intenzione dell'autore non era una biografia classica ma una riproposizione delle "risonanze" che la figura di don Milani gli ha suscitato; forse dà anche per scontata una maggiore conoscenza pregressa del personaggio e delle sue idee. L'effetto però è un po' confusionario e di scarso approfondimento.
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews631 followers
July 7, 2016
Belle le citazioni di don Milani.
Mi sembra però che a questo libro manchi qualcosa.
Un po' come se parlando di don Milani, Affinati si sia dimenticato per strada la sua anima.
Profile Image for Antonio.
199 reviews
September 17, 2019
Sono pochissimi i libri scritti in seconda persona (singolare) e devo dire che le ragioni, un poco, sono comprensibili. Ci disorienta. Nella scrittura di Affinati, poi, farcita di citazioni e riferimenti non sempre palesi e riconoscibili, aggiungono una ulteriore difficoltà prospettica. Che a volte, francamente, irrita. Qualche tempo fa, in una recensione video, ho seguito una lettrice molto informata ed acuta lamentare il fatto che non si tratta di una biografia scientificamente attendibile e che Affinati avrebbe dovuto ben precisare d'aver voluto descrivere un Don Milani "secondo lui" - io su questo non entro perché non conosco molto la vita e le opere del priore di Barbiana (materiale comunque ce n'è ed è anche ben reperibile; consiglio anche di navigare un poco sul web) - tuttavia, vorrei far presente che è dall'intera narrazione che si evince non trattarsi di una biografia, e che queste non erano le intenzioni, ma trattasi d'una profonda riflessione sull'istruzione, pubblica e non, dopo Don Milani, oggi. E c'è di più, con le ultime pagine (in prima persona): l'amara, amarissima, constatazione che proprio nel nostro tempo, con un'informazione praticamente a 360 gradi, nel nostro paese, e con un Santo Padre rivoluzionario quanti altri mai nella storia della Chiesa, siamo ancora alle solite: non si fa, non si vuol fare niente per cambiare lo stato delle cose. Proprio in virtù di questa denuncia, di questo nostro stato "di mutazione" oramai conclamata, accettata e garantita dai più, non vedo perché si debba considerare narcisistica l'operazione dell'insegnante-scrittore Affinati. E' uno che ci mette la faccia. Francamente mi sembra anche abbastanza equidistante nelle ragioni politiche. Quindi: se può rappresentare un escamotage per rileggere le opere di Don Milani, perché no? se invita ad una riflessione (c'è una interessante bibliografia, a fine volume) sullo stato presente delle nostre ed altrui scuole, perché no
225 reviews
July 18, 2023
Biografia di don Lorenzo Milani (1923-67), di cui l’anno prossimo si commemorerà il cinquantenario della morte. Soprannominato “il prete dei poveri”, egli fu il protagonista quasi misconosciuto di una delle fasi più intense della storia italiana, punto di riferimento per chi credeva in una Chiesa alternativa, più aperta al mondo e solidale di quanto non fosse (almeno, nella percezione comune) quella ‘ufficiale’ del tempo. Più rivoluzionario di papa Francesco, più vicino ai giovani di quanto non fosse Wojtyla; quest’ultimo li vedeva ogni tanto, mentre il prete fiorentino fu per loro guida non solo spirituale, ma anche civile – laddove molti cercano le medesime cose, in gerarchia inversa.

Giocando sullo stesso campo della sinistra, egli si batté infatti per l’uguaglianza fra cittadini e per le pari opportunità, che ne fungono da necessario complemento: per lui non ci sarebbe stato progresso senza che a ogni ragazzo non venisse garantito il diritto allo studio e alla propria realizzazione. Da qui il mito di Milani come profeta del Sessantotto, che gli procurerà molte simpatie ma ancor più sospetti. Soprattutto fra i suoi colleghi.

Il libro del romano Eraldo Affinati non si limita comunque a raccontare le vicende biografiche di Milani. Rappresenta anche una sorta di bilancio di “quel che resta” del suo esempio e dei suoi sogni, in un’Italia che lentamente sta scivolando verso un mondo di diseguaglianze e ingiustizie sociali. E infine è anche un memorandum, valido per i cattolici come per i laici, di cosa significhi essere ‘davvero’ controcorrente.

“Quando uno liberamente regala la sua libertà è più libero di uno che è costretto a tenersela”
Profile Image for L'Ape Ubriaca.
172 reviews1 follower
March 24, 2020
"L'uomo del futuro" è un viaggio interiore ed esteriore allo stesso tempo, che attraversa i luoghi di don Milani ma spazia anche nelle Barbiane di tutto il mondo in cui si è imbattuto l'autore. Il suo stile dà l'impressione di stare leggendo un diario di viaggio, un taccuino per gli appunti fugaci che si prendono per via. Attraversa paesi, persone, tempi, ma tutto gira attorno ad un incontro - incorporeo - fondamentale: quello di Eraldo Affinati con Lorenzo Milani.
Profile Image for Andrea.
1,139 reviews54 followers
November 15, 2023
Don Milani e l'attualità del suo pensiero. L'autore, che mostra un chiaro transfer nei confronti del biografato, non ne descrive in modo sufficientemente chiaro il percorso di vita, il pensiero, la pratica, l'importanza della figura e l'impatto culturale sui contemporanei. Un'occasione persa.
Profile Image for Padmin.
991 reviews57 followers
May 31, 2023
Sommario editoriale
A quasi cinquant'anni dalla sua scomparsa don Lorenzo Milani, prete degli ultimi e straordinario italiano, tante volte rievocato ma spesso frainteso, non smette di interrogarci. Eraldo Affinati ne ha raccolto la sfida esistenziale, ancora aperta e drammaticamente incompiuta, ripercorrendo le strade della sua avventura breve e fulminante: Firenze, dove nacque da una ricca e colta famiglia con madre di origine ebraica, frequentò il seminario e morì fra le braccia dei suoi scolari; Milano, luogo della formazione e della fallita vocazione pittorica; Montespertoli, sullo sfondo della Gigliola, la prestigiosa villa padronale; Castiglioncello, sede delle mitiche vacanze estive; San Donato di Calenzano, che vide il giovane viceparroco in azione nella prima scuola popolare da lui fondata; Barbiana, "penitenziario ecclesiastico", in uno sperduto borgo dell'Appennino toscano, incredibile teatro della sua rivoluzione.
Ma in questo libro, frutto di indagini e perlustrazioni appassionate, tese a legittimare la scrittura che ne consegue, non troveremo soltanto la storia dell'uomo con le testimonianze di chi lo frequentò. Affinati ha cercato l'eredità spirituale di don Lorenzo nelle contrade del pianeta dove alcuni educatori isolati, insieme ai loro alunni, senza sapere chi egli fosse, lo trasfigurano ogni giorno: dai maestri di villaggio, che pongono argini allo sfacelo dell'istruzione africana, ai teppisti berlinesi, frantumi della storia europea; dagli adolescenti arabi, frenetici e istintivi, agli italiani di Ellis Island, quando gli immigrati eravamo noi; dalle suore di Pechino e Benares, pronte ad accogliere i più sfortunati, ai piccoli rapinatori messicani, ai renitenti alla leva russi, ai ragazzi di Hiroshima, fino ai preti romani, che sembrano aver dimenticato, per fortuna non tutti, la severa lezione impartita dal priore.
117 pages, Kindle Edition
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Finalista al premio Strega e vincitore del Bancarella.
Non mi è piaciuto
A quasi cinquant'anni dalla scomparsa di don Lorenzo Milani, prete degli ultimi e straordinario italiano, tante volte rievocato ma spesso frainteso, a Eraldo Affinati è venuta voglia di parlare di se stesso. La biografia di don Milani sembra insomma una scusa per raccontare (anche e soprattutto) altro. Con qualche sonora scivolata. All'inizio si legge:
"Osservando la foto di don Lorenzo Milani sulla lapide, venne spontaneo chiederci cosa avrebbe detto lui".
Ebbene, sulla tomba del priore di Barbiana non c'è nessuna foto. Ci sono stata. E ci sono stati anche papa Francesco e, pochi giorni fa, anche Sergio Mattarella. Di questi ci sono davvero le foto.
Profile Image for Elena.
121 reviews
July 21, 2016
Don Milani è una di quelle figure che non si dimenticano: o si amano o si odiano tenacemente, spesso senza averne una reale conoscenza. E' quindi necessario un libro come questo, che racconta la storia di uno straordinario educatore, inserendola nel contesto - sociale e ideologico - del suo tempo. Così si comprende, ad esempio, il messaggio autentico della "Lettera a una professoressa", che non è per nulla un invito a promuovere anche chi non lo merita, ma a tenere presente il 'gap' culturale che "Gianni", lo studente svantaggiato, porta con sé.
Affinati parla anche dei "Gianni" di oggi, quelli che ha incontrato nei suoi viaggi per il mondo, in un libero contrappunto alla narrazione principale. Affinati diventa quindi un personaggio del libro, che è un colloquio a se stesso in seconda persona, e don Milani una sorta di suo "alter ego", più che un modello o una fonte di ispirazione.
Affinati è docente di un istituto professionale. Se lo incontrassi lo abbraccerei, perché quello che fa con gli studenti, in modo tenace e intelligente, è da ammirare. Ma gli direi anche che il suo libro non mi ha entusiasmato. Malgrado tutto, mi ha lasciato l'impressione di una certa freddezza da intellettuale, che parla ai "Pierini" e i "Gianni" li ama, ma sempre un po' come Manzoni: dall'alto di un filantropismo illuminato - e lontano.
Profile Image for Francesca Maccani.
215 reviews38 followers
June 1, 2016
Un saggio. Pesantino. Alterna notizie biografiche su Don Milani ( in stile enciclopedia) a racconti di persone esemplari che hanno insegnato in luoghi e modalità difficili.
Nel complesso poco scorrevole e poco originale
Profile Image for Alberto Lavecchia.
33 reviews2 followers
September 18, 2016
Voto basso non per i contenuti, che avvicinano in maniera originale alla figura di don Milani, ma per la mia personale difficoltà a seguire la narrazione in seconda persona dell'autore, ho faticato un po'.
Profile Image for Alfredo Scognamiglio.
87 reviews7 followers
Read
April 22, 2017
Finalista al Premio Strega di quest'anno, il libro di Affinati è un omaggio a Don Milani. L'ennesimo libro? Si e no. Perché questo non è precisamente un racconto dell'esperienza di don Lorenzo, ne un saggio sulla pedagogia o sulla scelta preferenziale per gli ultimi e i più poveri, perché giustamente tanto si è già scritto su tutto questo. Affinati, che evidentemente ama Milani come tanti di noi, ha voluto stare un po' con lui per qualche mese mentre scriveva il libro e allora è andato a trovarlo nei luoghi che lo hanno visto passare crescere e morire. Certo a cominciare da Barbiana e da Calenzano, ma anche dalla casa di famiglia a Firenze o nella Milano dei suoi studi artistici e nella casa di vacanze a Castiglioncello, quasi che un "genius loci" potesse restituirci in qualche modo la presenza del Priore di Barbiana.
Il sottotitolo recita: "Sulle strade di Don Lorenzo Milani" ed è proprio una specie di "On the road" questo racconto che mostra l'estrema attualità del pensiero e della prassi del Prete toscano.
Brani notissimi come la lettera al compagno Pipetta, o le lettera ai cappellani militari e ai giudici del processo che ne scaturì sono qui riverberati dall'autore con stralci e ricordi che si può sperare spingano chi non li conosce a cercarli e leggerli.
Don Milani è stato profeta scomodo del novecento, e il suo insegnamento deve ancora essere assimilato e rivissuto. Ma come lui stesso ci ha insegnato non rifacendo Barbiana, ma attualizzandone e rivivendone il messaggio.
Affinati riesce a suggerirci pensieri belli con questo suo libro, vincerà lo Strega ? Pur non conoscendo gli altri finalisti farò il tifo per lui e per Don Milani. Ci sentiamo l'8 luglio allora.
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