Pier Carlo Morello è un autistico severo. Non parla, ma in compenso riesce a scrivere, grazie a un percorso di Comunicazione Facilitata che gli ha permesso, tra tante altre cose, di concludere gli studi con una Laurea magistrale in Scienze umane e pedagogiche. L’argomento della sua tesi di laurea è lui perché, secondo le sue parole, «il mio sogno sarebbe ridestare il mondo scientifico da torpore di pregiudizio su ritardo mentale mio e nell’autismo». Questo libro è il contributo di Pier Carlo a quel risveglio, ed è stupendo – poiché desta stupore e meraviglia. È scritto in una lingua tanto più complessa e imperfetta quanto più sono vivide ed emozionanti le immagini che evoca; una lingua che sovrappone, impasta, torce e strappa la sintassi per restituire a chi legge contenuti di forte impatto emotivo. Ma soprattutto una lingua che incanta e contagia, che fa venire voglia di studiarla, di impararla, come se fosse un idioma straniero. Ogni parola è come ‘slogata’, staccata dall’uso convenzionale, riempita di significato per costruire un’opera di alta letteratura, un’opera d’arte unica. Questo libro in cui Pier Carlo racconta se stesso, sfondando il muro che lo separa dal nostro mondo e guidando il lettore alla scoperta del suo, è una sfida per tutti, non solo per gli addetti ai chi c’è dietro quel muro? La prima risposta è il «Molte volte ho pensato che non esiste Pier Carlo; esiste l’ombra misteriosa capitata per sbaglio in questo mondo. Macchia». Ma poi, pagina dopo pagina, si spalanca un orizzonte un’individualità fatta di ricordi e di impressioni, di sensazioni forti e sfumate; esperienze dolorosamente felici, malinconicamente liete. Un mondo fortemente poetico, che permette – a noi, a tutti – di riprendere contatto con la natura più comunicativa ma nello stesso tempo intima e misteriosa del linguaggio, spronandoci a fare altre domande, stavolta a noi stessi, a sondare il mistero del nostro stesso io.«Questo libro è un reportage sull’autismo raccontato dall’interno, da parte di un autistico che è diventato uno scienziato dell’autismo. È un libro naturalmente imperfetto, emozionante, che fa pensare e commuove, scritto in una lingua imperfetta, originale e quella dell’autismo. Questo libro varca le colonne d’Ercole di una impossibilità e realizza un l’autobiografia di un autistico».Dalla prefazione di Beppe Cottafavi
“Molte volte ho pensato che non esiste Pier Carlo; esiste l’ombra misteriosa capitata per sbaglio in questo mondo. Macchia. Allora caccio via da me saturi cerchi di ansie e resto vuoto. Stoppato”: così inizia il racconto di Pier Carlo Morelli, 36enne trevigiano da primato.
È infatti il primo soggetto autistico a essersi laureato in Italia, esattamente in Scienze umane e pedagogiche. Un percorso molto importante per la sua auto-realizzazione, culminato in una tesi dedicata proprio a sé stesso, al proprio caso. Infatti oggi è tempo che l’autismo sia descritto dagli stessi autistici, secondo la via inaugurata dalla scienziata statunitense Temple Grandin. Pier Carlo racconta così la propria vita, immergendoci come in un reportage nel mondo “come lo vede lui”.
È un’esperienza importante e, devo ammettere senza buonismo, anche affascinante: il racconto di Pier Carlo ricostruisce immagini più che pensieri, come una poesia. E smentisce clamorosamente il luogo comune che vedrebbe gli autistici come persone iper-razionali, quasi dei robottini guidati da schemi fissi e fisime.
Gioie, dolori e desideri (spesso frustrati) sono così il sale di questa inconsueta autobiografia che dovrebbe interessare un pubblico più vasto dei soli sensibili a un tema così complesso, resolo forse eccessivamente dal modo in cui è stato trattato in passato. Nella speranza che questo sia solo la prima di altre e meravigliose esperienze, oltreché di lettura, anche di scrittura.
“Solitudine è lago nero. Pensare è solida barca che naviga serena dentro mare di vita”
Un libro che fa fare un bel bagno di umiltà ai normodotati (quelli "gravi", purtroppo, credo che non lo leggeranno, o, se lo leggessero, temo si fermerebbero alla prima pagina per mancanza di piena comprensione). Non ho mai letto una prosa così poetica. Complimenti.