À Calcara, village de la Sicile intérieure, la vie remue à peine. Sur la place les silhouettes noires vont et viennent, lentes et furtives. Elles évitent Cosimo, censé jeter des sorts. Quelques hommes pourtant s’intéressent à lui. Modeste, maigre et triste comme il est, ils le trouvent parfait. Sa mère aussi le guette, de l’oeil et du geste.
Dans cette immobilité parfaite, Cosimo, lui, attend. Seul, inquiétant de passivité, sous une lumière dantesque merveilleusement rendue par une écriture au couteau ; il ignore qu’il va bientôt entrer en scène.
Andrea Camilleri a salué son cadet de ces mots : «Cette farce noire est une splendide métaphore de la condition humaine.»
Giornalista professionista, dal 1988 è assunto al TG3 Sicilia della RAI e collabora con diverse testate nazionali. Dal 2012 è nella redazione della rubrica "Mediterraneo". Il suo primo romanzo pubblicato è stato nel 1986 Una serata con Wagner. Sue opere sono tradotte in inglese, francese, olandese, spagnolo e tedesco. Con il romanzo Cuore di madre è secondo classificato al premio Strega e premio Selezione Campiello, premio Verga, premio Palmi. È stato docente a contratto di Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Palermo e consigliere d'amministrazione del teatro Stabile di Palermo. Con Notizia del disastro ha vinto il Premio Mondello e con il libro L'arte di annacarsi ha vinto il Premio letterario Antonio Aniante.
Suoi racconti sono stati pubblicati nelle antologie La porta del sole (Novecento, 1986), Luna Nuova (Argo, 1997), Raccontare Trieste (Cartaegrafica, 1998), Sicilia Fantastica (Argo, 2000), Strada Colonna (Mondello, 2000), Il Volo del Falco (Aragno, 2003), Racconti d'amore (L'ancora del mediterraneo, 2003) Inoltre ha scritto il libretto dell'opera Ellis Island, con musiche di Giovanni Sollima (Palermo, Teatro Massimo, 2002). Il suo romanzo "È stato il figlio" è stato trasposto, nel 2012, in un omonimo film per la regia di Daniele Ciprì, con Toni Servillo come interprete protagonista.
Was macht ein 40jähriger Sizilianer, der eine kaum frequentierte Fahrradwerkstatt in einem kleinen Nest im Hinterland führt und weder die Löcher in Autoreifen noch die in der Haushaltskasse stopfen kann? Natürlich, er nimmt ein Kind bei sich auf, das eine ungenannt bleibende Gruppe - offenbar die Mafia, Cosa Nostra - entführt hat. Neben die sozial isolierte Misanthropie des Mannes tritt schnell das zweite Problem: Die Mamma, von der sich unser Protagonist Cosimo noch immer nicht emanzipieren konnte und die ihn weiterhin mit Essen und Lebensratschlägen versorgt. Und weil auch das entführte Kind ein wahrlich schlechter Esser ist, fühlt sich die Mutter bald herausgefordert, zwei Kinder durchzufüttern...
Der schräge Humor dieses schmalen Buchs hat mich sofort eingenommen. Mit einer reinigenden Portion schwarzem Humor und augenzwinkernd zusammengesteckter Stereotype baut Alajmo ein Kammerspiel auf, das irgendwo zwischen Becketts Endspiel und Loriots Sketchen angesiedelt ist. Cosimo selbst habe ich mir als Bruder von Bjarne Mädels Figur im Tatortreiniger vorgestellt. Laut auflachen musste ich, als Cosimo in unbedachter, gutgemeinter, aber total übergriffiger Art das Kind trösten will, dabei aber natürlich alles noch viel schlimmer macht. Das ist sicherlich bitterböse Szenenkomik, mir gefiel es aber gut. Auch das wiederholte Entsetzen der Mutter, ihr Sohn habe womöglich zu wenig gegessen, sorgte anfänglich für einige Lacher. Tatsächlich habe ich mir auch manches Rezept der sizilianischen Küche herausgeschrieben und werde mich daran versuchen.
Doch nach den ersten 100 Seiten läuft sich das Buch bald tot. Es scheint fast so, als hätte Alajmo nicht gewusst, was er aus seiner tollen und schrägen Ausgangslage noch herausholen soll. So bleibt das Kind leider viel zu apathisch und wird kaum als handelnde Figur eingebaut, der Aktionsraum der Mutter bleibt, nun ja: die Küche und die Essensüberwachung, und auch auf einen Konflikt mit Hintermännern, Angehörigen etc. wartet man vergeblich. So trudelt dieses Buch ohne rechte Wendung oder Eskalation dem Ende entgegen. Das kann man konsequent und trocken nennen. Nun würde Cosimos Mutter aufheulen: Die Würze hat am Ende gefehlt. Ich fand es fad.
Eccellente dipinto di una sicilianitå vera e terribile,espressa nei tempi e nelle espressioni...storia semplice,anche divertente in dei passaggi,ma con un finale scioccante....il vero cuore di madre!
Ho capito che, la morale di questo libro sconclusionato e prolisso è, che una madre per il proprio figlio/a è disposta a tutto. In questo libro con due personaggi ottusi come pochi, la cara mammina ha superato il limite. Sono molto incavolata, mi sono sorbita quasi 200 pagine di insulsaggini e cosa fa l'autore!? Chiude il libro senza cercare di dare una spiegazione logica a tutto quello che è successo! Non si fa, è mancanza di rispetto verso chi ti sta leggendo.
Finalmente l’ho letto! Ma che tristezza! Povero Cosimo, povero il bambino! E la mamma… una volta un ad mio amico che stava facendo un percorso una psicoterapia il terapista parlando di donne disse che esistevano delle donne chiamate “castratrici”. Chiaramente nel senso figurato! Ecco io, forse sbagliando, ma da quando è comparsa la mamma ho sempre pensato alle parole del terapista.