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Il vagone

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Il 2 luglio 1944 parte l'ultimo treno di deportati da Compiègne, direzione Dachau. Su quel treno, composto da ventidue vagoni, sono ammassate duemilacentosessantasei persone. Questo incredibile romanzo è la storia di quel viaggiovissuta dall'interno di uno dei vagoni, un racconto che è puro orrore, un incubo divenuto realtà.

152 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2010

34 people want to read

About the author

Arnaud Rykner

41 books1 follower

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Community Reviews

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Dolceluna ♡.
1,265 reviews165 followers
June 20, 2020
Ormai, della letteratura sull’Olocausto, posso modestamente dire di aver letto di tutto: saggi, romanzi, testimonianze. Le persecuzioni, i rastrellamenti, i ghetti, le deportazioni, gli orrori dei campi di sterminio e delle camere a gas. Eppure non avevo ancora letto un libro che ci svelasse il terrore di quei viaggi interminabili sui treni della morte, i treni che conducevano ai campi di stermino. Vagoni simili a carri bestiame in cui venivano stipate, per giorni e giorni, nel caldo asfissiante dell’estate o nel freddo meschino dell’inverno, migliaia di povere persone, disumanizzate e ignare del loro destino.
Arnaud Rykner ci racconta uno di questi viaggi della morte, quello del treno partito da Compiège, nella Francia del Nord, il 2 Luglio 1944 e diretto a Dachau: delle oltre duemila persone, stipate in ventidue vagoni, lungo il tragitto ne sono morte più di cinquecento.
Una carneficina prima della carneficina, un dolore continuo, un male incredibile, nauseante.
In “Il vagone” non esiste un vero e proprio protagonista: il protagonista è l’umanità intera, messa a nudo, brutalizzata, spogliata di ogni dignità. Sembra di sentirlo uscire dalle pagine il fetore della morte, del sudore, degli escrementi dal quale queste persone erano avvolte, fra le urla, i pianti e le preghiere. Sembra di avvertirle noi stessi, la loro paura, la loro disperazione, ma anche il loro panico, la loro fame e la loro sete, e la loro spaventosa perdita di empatia per gli altri, la loro rabbia per il vicino.
E’ un libro brutale, verrebbe da sconsigliarlo ai deboli di stomaco, come si fa coi film più forti….eppure io lo consiglio a tutti, perché tutti dovrebbero anche solo immaginare di quale bestialità l’uomo è stato capace in tale contesto, ancor prima che i prigionieri scendessero dalla rampa del treno ed entrassero nei campi dell’orrore che oggi tutti conosciamo.
Particolare lo stile dell’autore, che a tratti mira verso il filosofico, risultando un po’ artefatto per una vicenda del genere. Ma il libro è senza dubbio da leggere.
Profile Image for Cinzia Pozzi.
48 reviews7 followers
May 10, 2020
“Questo non è un libro di storia. La storia è molto peggio”

Questa frase con cui prende il via il racconto dice tutto.
Questo libro racconta il viaggio di uno degli ultimi treni partiti dalla Francia verso Dachau.
Racconta l’orrore che hanno vissuto le persone ammassate in quei vagoni.
Sembra il racconto di una vita, succede di tutto, ma sono solo 3 giorni di viaggio. Tre giorni di fame, sete, caldo e morte.
22 vagoni. 100 persone in ogni vagone. Dopo il primo giorno 500 morti.
Questo libro racconta l’orrore e la disperazione.
Come dice il protagonista

“Qualunque cosa siamo, qualunque cosa facciamo, saremo sempre migliore di loro, perché siamo più umani”

Cerchiamo di tenerlo bene a mente.
Profile Image for ᛚᚨᚱᚲᚨ × ᚠᛖᚾᚱᛁᚱ (Semi hiatus).
412 reviews37 followers
January 22, 2021
Un libro diverso nel suo genere, con un punto di vista molto interessante. L'unica pecca (almeno per me) è lo stile dell'autore, che ho fatto abbastanza fatica a digerire... peccato, perchè penalizza un bel po' la storia che, nonostante sia fittizia, racconta ovviamente quello che era il trattamento subito dai prigionieri ebrei da parte dei tedeschi.
Profile Image for Alice Chimera.
Author 5 books35 followers
June 11, 2017
Il 2 luglio 1944 fu un giorno molto caldo e fu anche il giorno in cui partì l’ultimo treno da Compiègne che porterà a Dachau duemilacentosessantasei uomini tra ebrei e partigiani, saranno poche le persone che però vi arriveranno.
Sull’argomento ho letto molto, questo però è il primo libro che mi ha presentato gli orrori del viaggio verso i campi di concentramento. Si tendono a ricordare i rastrellamenti, i campi, i forni crematori, ma delle infinite vittime dei viaggi della morte c’è davvero poco da leggere.
Si tratta di una storia raccontata da uno scrittore moderno che si ispira a fatti veramente accaduti, narrando in prima persona una storia che però ci permette di conoscere passo passo gli orrori di tre giorni di viaggio.
Ci sono dei passaggi così violenti e sconvolgenti che il fetore dei morti sembra davvero uscire dalle pagine e pungere le narici del lettore. La scelta di non spiegare di vedere i fatti con lo stesso stupore e incomprensione delle vittime che non capiscono tutto quell’odio, l’accanimento.
In definitiva cinque stelle. È una visione alternativa sull’olocausto, l’ennesimo pezzo di un puzzle che ha insanguinato l’Europa durante la seconda guerra mondiale.
Profile Image for lindalettrice.
253 reviews8 followers
March 28, 2025
🛤️Era lì, su una bancarella dell’usato, mi ha catturata la copertina e per pochi euro l’ho preso al volo, lasciandomi trascinare dall’istinto del momento. E ora posso dire di aver fatto bene, perché è stata una lettura straziante ma unica e molto sentita.

🛤️A qualcuno potrebbe non piacere perché l’intero libro è ambientato su quel terribile vagone, ma trovo coerente il titolo con la storia narrata, essendo piuttosto breve si può leggere in un solo giorno.

🛤️Si tratta di una sorta di diario, un flusso di pensieri narrati in prima persona, che coinvolgono totalmente il lettore, al quale sembra di vedere un film, tanto sono precise e forti le parole utilizzate per descrivere ogni singolo momento.

🛤️Non è una lettura facile, ma non smetterò mai di consigliarvi libri di questo tipo, che per me sono fondamentali.
Profile Image for Amarilli.
160 reviews24 followers
January 13, 2016
Senza nulla togliere alla drammaticità dei fatti su cui si basa, lo stile di Rykner non mi è piaciuto. Vorrebbe essere all'altezza di quanto racconta, ma secondo me non ci riesce. Peccato.
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