Adèle hat kein Glück in der Liebe. Und eines ist klar: Die Tatsache, dass sie ein Bestattungsunternehmen führt, schreckt potenzielle Verehrer definitiv ab. Doch ihr Leben ändert sich, als sie Leo begegnet. Er war einst Zirkusakrobat, verlor aber nach einem Unfall sein Augenlicht – und seine große Liebe. Seitdem arbeitet er als Masseur in den Thermes du Paradis in Paris. Noch nie hat Adèle einen so attraktiven Mann gesehen, und sie wird alles tun, um ihn zu erobern. Und wie heißt es so schön? »Man sieht nur mit dem Herzen gut. Das Wesentliche ist für die Augen unsichtbar …«
Mi è piaciuta la protagonista, finalmente una donna un po’ bruttina, un po’ complessata e soprattutto che lavora in un’agenzia funebre. Belle tutte le parti in cui parla del suo lavoro, della relazione con i dipendenti, la storia di famiglia, tutte le volte che tentano di prevalere su di lei e ricattarla e si dimostra forte senza sapere di esserlo. Ma velo pietoso sulla storia d’amore. Dare un sacco di soldi a un uomo appena conosciuto??? È troppo anche per una persona romantica come me.
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Jag har hört de där två orden lika många gånger som jag har sett bokstaven "A". Asså ta det lugnt huvudkaraktärtjejen, du är lite väl för besatt av kondenserad mjölk, jordnötsbågar och svartsjuka. Förresten din farbror är sus. Och när ska du börja älska dig själv så att alla Claror försvinner??? Bruh.
Dock så är den lättläst, så... ja? Alltså jag vette tusan vad jag ska säga nu, hejdå.
Facciamo il gioco dei se. Se questo libro fosse stato meno cupo, forse sarebbe adatto alla stagione estiva. Se questo libro fosse stato più convenzionale, forse mi avrebbe annoiata. Se questo libro non avesse parlato solo di morte, forse mi sarei calata id più nell'atmosfera. Se questo libro fosse stato meno surreale, forse tre stelle le avrebbe raggiunte. Ci sono una ragazza molto complessata che gestisce l'agenzia di pompe funebri dei genitori e il ragazzo nero e cieco. Poi ci sono dei dialoghi che non hanno un nesso logico tra di loro. Le liti che non scoppiano perché i personaggi si urlano di tutto e un secondo dopo, non si capisce come, sono felici e contenti. Ci sono tantissime, ma davvero tantissime, descrizioni di strade e palazzi e dettagli assolutamente superflue ma non c'è caratterizzazione dei personaggi. L'unica che ci viene presentata a dovere è la protagonista, che viene comunque raffigurata come una trentenne in crisi che si sfoga sul cibo e continua a piangersi addosso invece di trovare una soluzione ai problemi, che odia tutti ed è scontrosa anche con chi cerca di aiutarla, che è petulante e che è anche folle: chi mai si metterebbe ad elemosinare soldi per una persona conosciuta il giorno prima? Tutto è troppo frenetico, caotico e decisamente surreale per essere considerata una storia possibile. Lo stile non mi ha particolarmente entusiasmata, è come se mantenesse sempre le distanze dal lettore, impedendo di empatizzare anche a causa delle poche frasi concesse ad ogni avvenimento. Sul talloncino c'è scritto che infonde buonumore. A me ha fatto venire un po' il nervoso. Do comunque due stelle perché lo stile è molto minimalista ma scorrevole e la trama poteva essere avvincente: è quantomeno originale, ma andava sviluppata con molta più lentezza. E forse il finale poteva essere un pochino meno sibillino, ecco.
Das schlechteste Buch seit langem. Die Hauptfigur war flach und ein schlechtes Vorbild, Gefühle waren praktisch nicht existent und das Hauptthema (Liebe mit einem Blinden) war praktisch nur da, weil er sie nicht sehen konnte und damit ihre selbst ernannte Hässlichkeit ihn nicht abschrecken konnte. Pfui!
En söt feelgood-berättelse om en lite udda kvinna som träffar en lika udda man och om hur deras kärlek växer fram. Lite väl naiv ibland men den kommer undan med det för att hela berättelsen är lite annorlunda.
Adèle Breguet est croque-mort, un drôle de métier me direz-vous pour une femme de 30 ans. Drôle de métier, oui mais elle l'assume et l'aime.
Adèle va fêter son anniversaire et sa soeur Rose désespère de la voir heureuse, de la voir vivre une vie amoureuse normale car oui, Adèle est célibataire. Vous pensez bien que ce n'est pas simple pour elle d'annoncer sa profession, chaque prétendant fuit lorsqu'il l'apprend...
Claire partage son appartement avec Leila qui exerce elle un autre métier pas facile, elle est thanatopractrice. Thanato quoi ? Elle est esthéticienne dit-elle quand on lui demande sa profession , oui mais une esthéticienne un peu particulière, elle rend un visage humain à ceux qui sont morts. Beaucoup plus sûre d'elle, elle a des aventures amoureuses et souhaiterait que sa copine en vive aussi.
Le problème de Claire, c'est son manque de confiance en elle et sa multitude de complexes.
Le soir de son anniversaire, elle va enfin connaître le coup de foudre, il se nomme Léo, il est masseur aux thermes du Paradis. C'est un beau black, magnifique, il était trapéziste et a malheureusement perdu la vue suite à un accident. Adèle est sous le charme, oublie ses complexes et est prête à tout pour conquérir le coeur de Léo.
C'est une histoire d'amour que nous propose Akli Tadjer qui avec beaucoup d'humour, de sensibilité mais aussi de dérision nous présente des personnages attachants. Le style est fluide, c'est rempli de vie (ben oui, il n'y a pas que des morts même si le sujet est omniprésent). Avec beaucoup de tendresse, de délicatesse, il nous fait découvrir les failles des protagonistes. Une Adèle emplie de générosité, de bienveillance.
J'ai vraiment passé un super moment de détente pour un roman d'apparence léger mais en réalité pas tant que cela. En filigrane de vraies questions sur le regard des autres, sur ce qui pourrait changer une vie.
Ma note : 9/10
Les jolies phrases
Hélas, ma soeur a cent fois raison : une vie amoureuse sans feu ni affection suffirait à me donner l'illusion de ne plus être un corps mort.
Devenir aveugle, c'est ne plus pouvoir se regarder dans la glace, ne plus savoir si on est beau ou laid, c'est être dans le vide absolu puisque plus rien n'arrête votre regard. Devenir aveugle, c'est être dans le vide absolu puisque plus rien n'arrête votre regard. Devenir aveugle, c'est ne plus pouvoir déceler dans les yeux de sa mère une émotion, un sourire, une tristesse, une larme. Devenir aveugle, c'est perdre un à un tous ses amis mais c'est surtout perdre celle qu'il avait aimée et, au final, c'est vivre dans la plus haute des solitudes.
http://labibliotecadellibraio.blogspo... Adèle, trentanni, un lavoro che la soddisfa, un'amica con cui condivide il suo appartamento e una sorella che il più delle volte vorrebbe sostituirsi ai suoi genitori, che purtroppo non ci sono più... Allora dove sarebbe il problema? Nelle prime pagine di questo romanzo la nostra protagonista ripercorre velocemente gli anni della sua adolescenza, la sua prima volta in occasione del suo diciottesimo compleanno..., ma chi era? e come è stato? Non lo ricorda, o meglio ha direttamente cancellato dalla memoria quel tipo di reminiscenze. Ma perché tornare indietro con la memoria? Adèle che non è mai stata eccessivamente spigliata, Adèle che ha sempre ritenuto essere il brutto anatroccolo rispetto alla bellezza di sua sorella è arrivata alla soglia dei trentanni e cosa c'è di sbagliato, se qualcuno le ha organizzato una festa di compleanno? Ritrovarsi dopo tanto tempo con i vecchi compagni del college, quale sarà la sensazione che proverà? E come saranno ora? Adèle saluta, accetta i doni, fiori, piccole scatole di cioccolatini, ma nulla di più, finché finalmente... La vita della nostra protagonista non è stata rose e fiori, ha vissuto quasi sempre all'ombra della sorella, quando per un fatale incidente i suoi genitori muoiono, prende in mano le redini dell'azienda familiare, un unico problema, dirigere un negozio di onoranze funebri non migliora di molto la sua situazione. Il bisogno di essere apprezzata, guardata è intenso e forte, Adèle desidera un compagno che la coccoli, la guardi per quello che è, e quando incontra Léo ne resta affascinata, alto, scuro di carnagione, prestante, si butta a capofitto in questa relazione sperando di mettere a tacere tutti i suoi dubbi. "Léo è davanti a me, alto, bello, solido, con quel sorriso che è il mio più bel regalo di compleanno... ...mi ossessiona fin nelle pieghe più segrete dell'anima." Ma, c'è sempre un ma in ogni relazione, e in questa è la cecità di Léo, entrambi vivono questa storia con trasporto, ma il passato di Léo preme sull'animo sempre insicuro e controverso della nostra protagonista, cosa succederà? I timori, le paure renderanno più forte la nostra Adèle? O questa volta sarà lei a scappare? Un semplice gesto di tenerezza è un romanzo particolare, non riesci completamente ad apprezzarlo fino a quando non vivi intensamente i sentimenti di Adèle, le sue frustrazioni, le sue paure, ma sotto tutto questo, credo dimostri di essere molto più forte di quanto lei stessa non si renda conto. Anche Léo è un personaggio enigmatico, non esprime da subito i suoi sentimenti, seppur si lasci trasportare dalle sensazioni che prova toccando Adèle. Devo dire che c'è anche un risvolto ironico, nonché comico in tutto questo, l'amicizia che lega Adéle a Leila, una tanatoprattirce, vi starete domandando chi o casa sarà mai. Bene è colei o colui che restituisce ai volti dei defunti una parvenza di naturalità. Entrambe condividono un lavoro che le porta a vivere a stretto contatto con i morti, inoltre anche la vita sociale risulta essere simile, solo che Leila più spigliata, vivace, effervescente, riesce a superare i fallimenti con un sorriso, Adèle no. Scorrevole nella narrazione, è un libro che ha anche risvolti umani, fin dove può spingersi l'amore? Che certezze si possono avere? "Mi piace stare nuda al buio con lui. Al buio non penso a me stessa, mi abbandono, mi lascio andare del tutto, il buio è il colore dei miei giorni, il mio rifugio, il mio paese, il buio è il colore dell'uomo che amo, sono fatta per vivere e morire nel buio."
Avevo ottime aspettative da questa storia, ma purtroppo mi ha deluso. Trovo che la trama sia fuorviante. E non rispecchi la storia. La copertina è molto bella, ma poco attinente al libro. Per fortuna ho acquistato questo libro in eBook, altrimenti mi sarei pentita dei 12€ spesi.
Ho iniziato questa lettura una giornata di sole in piscina e non ero per nulla invogliata a continuarla. L'ho trovata a tratti lenta, troppo descrittiva e per certi versi lugubre.
Lei è Adèle, una ragazza che decide di continuare l'attività di famiglia, un agenzia di pompe funebri. Questo è un aspetto che viene sottolineato continuamente durante la narrazione. E la mia domanda è: perché? Non è essenziale ai fini della storia, è un lavoro e come tale è da rispettare. Ma in queste pagine viene portato agli estremi. Un esempio? Lei usa una cassa da morto come armadio...ma perché?
Non è soddisfatta della sua vita, ogni giornata si ripete sempre uguale. Non si sente bella o apprezzata.
" Io restavo da sola, con le mani in mano, a fare tappezzeria vicino al buffet e a rimpinzarmi di schifezze in attesa che qualcuno mi attirasse a sé. Ma non si avvicinava mai nessuno. "
Dalla sinossi si intuisce che l'incontro con Léo cambi il suo modo di vivere o vedere la vita. In realtà...no. O se succede io l'ho perso. >///<
" Dopo colazione abbiamo fatto l'amore, poi abbiamo sonnecchiato intorpiditi dagli amplessi e ci siamo detti che ci amavamo. Ci? A dire il vero, l'ho detto solo io, ma ci ho messo tanta convinzione, tanta sincerità, che le mie parole hanno risuonato per due." -_- Durante la lettura si incontrano tante (troppe) storie di contorno, che non trovo utili al fine ultimo della storia. Si parla di quasi tutti i clienti che vanno da lei a chiedere una sepoltura per il recente lutto. Ci sono i dipendenti del negozio, la sorella e l'unica vera amica fidata di Adèle. Che si diverte a tenere un cane nel congelatore...ma perché?
Adèle e Léo creano una nuova routine, che rassicura la nostra protagonista, ma onestamente lascia poco e niente alla sottoscritta che legge. Lui, per timore di essere abbandonato, continua a pregarla di vivere alla giornata, di accontentarsi dei momenti che si ritagliano tra gli impegni lavorativi. Lei invece vorrebbe viverlo al 100%. Nonostante i timori che l'assillano.
" E' dunque a causa di una negligenza del pronto soccorso dell'ospedale che Léo si dibatte in un mondo di nebbia e ombre."
Si accende una fiammella di speranza per Léo di tornare a vedere, ma si chiede in cambio un grosso sacrificio.
" Me ne frego del suo giudizio, me ne frego di tutti i giudizi, e se me lo chiedesse potrei ripeterle all'infinito che io Léo lo amo, e basta. "
Io non giudico la scelta di Adèle di aiutare il suo amato, ma probabilmente io stessa le avrei dato della matta. Se non per la scelta, per il modo in cui decide di aiutarlo. Non so. Questa lettura non mi ha fatto emozionare, non mi ha coinvolto. E' stata scorrevole? Sì, si fa leggere, ma davvero lascia poco.
Direi che il titolo racchiude perfettamente il cuore del romanzo: la tenerezza. Dopo averlo chiuso era l'unico aggettivo che mi veniva in mente per rappresentarlo. Ambientato in Francia, Un semplice gesto di tenerezza narra le vicende di Adéle una donna veramente adorabile (dal mio punto di vista) in più di un'occasione sarei saltata dentro al romanzo per difenderla. Adéle di considera bruttina, non le piace il suo fisico e i lineamenti del volto (che paragona sempre a quello del padre), ad accentuare questi suoi difetti c'è il paragone della sorella che, al contrario, è bellissima e adorata da tutti. Con più di un flashback, l'autrice ci porta a scoprire il passato della nostra protagonista, che non è per niente ecclatante. È vero, lei si fa mille paranoie e ha paura di lanciarsi e mettersi in gioco. Il compleanno per i suoi trent'anni è alle porte e, mentre la sorella freme per i preparativi, Adéle segue semplicemente il corso degli eventi portando avanti l'azienda di famiglia: un'impresa funebre. È bello il rapporto che ha la protagonista con la morte, non la teme per niente, nonostante i trascorsi. Anzi nel suo ufficio ha una bara/armadio che inquieta non poco chi ci entra per la prima volta. Torniamo al compleanno di Adéle, che per quanto la riguarda, avrebbe invitato solamente la sua migliore amica: una... truccatrice di morti. Beh per la precisione non li trucca solamente, fa un vero e proprio restyling, donando a chi è passato a miglior vita, un aspetto splendido. È proprio durante il suo compleanno, dove realizza che tutti i suoi vecchi compagni di classe hanno messo su famiglia e pure la sorella ha perso la testa per una vecchia conoscenza, che si demoralizza a tal punto da estraniarsi con tutti. Almeno finché i suoi occhi non si posano su Léo uomo di colore estremamente affascinante. Ma il destino ha voluto mettere i bastoni fra le ruote anche questa volte, perché Léo non vede se non qualche misera ombra nera. A Adéle non da fastidio la condizione di Léo, anzi, da un lato la preferisce perché ha paure che, se vedesse, non l'avrebbe scelta. Tutte le storie d'amore hanno delle complicazioni, e in questo romanzo non saranno per niente risparmiate. Il finale solo mi ha lasciata un po' così... troppo frettoloso forse, mi sarei aspettata qualche pagina in più. Scritto molto bene, l'autrice crea una connessione fra i sentimenti di Adéle e il lettore. Consigliatissimo!
" Perché fai questo per me, Adèle? Per lo sguardo che hai saputo posare su di me."
" Da un lato speravo che l'operazione riuscisse, perchè nessuno merita di essere cieco. Subito dopo mi sorprendevo a sperare che l'intervento fallisse per tenerlo tutto per me."
"Un semplice gesto di tenerezza" è un romanzo d'amore piacevole e non scontato, delicato ma non troppo, romantico ma non stucchevole, ambientato a Parigi (e già per questo ha un valore aggiunto). La protagonista Adèle è una tipa apparentemente un pò sfigata perchè all'alba dei trent'anni è single non per scelta, non ha un'eclatante vita sociale perchè in fondo non la vuole, esteticamente non è una gran bellezza, ma soprattutto dirige un'impresa di pompe funebri ereditata dai genitori. In realtà Adèle è una tipa tosta, che non si piega ai conformismi, che tira dritta per la sua strada, che se la cava bene sul lavoro ironizzando sulla morte e su ciò che le gira attorno, e soprattutto affronta a suon di tubetti di latte condensato il confronto con la sorella maggiore Rose, bellissima e perfetta, e l'affascinante e sensualissima coinquilina Leila. Ovviamente ad Adèle manca l'amore con la A maiuscola, dopo varie storie sfortunate e a volte nemmeno mai iniziate, dopo una gioventù passata a far da tappezzeria. L'incontro con Lèo è folgorante ma non privo di ostacoli, perchè purtroppo Léo non vede se non qualche ombra, e come scoprirà poi Adèle ha alle spalle un passato non banale e anche un pò ingombrante. La cecità di Léo si rivela essere non solo un ostacolo, ma anche una sorta di protezione e rifugio per Adèle così insicura e scontenta del suo aspetto fisico...nonostante questo riuscirà ad affrontare la situazione di petto, a testa alta, andando contro le sue antiche insicurezze e lottando per regalare una possibilità a Léo nonostante tutto.
Ho trovato in questo libro una protagonista sorprendente, per niente patetica, una Bridget Jones alla francese che meriterebbe solo il lieto fine. L'ironia tiene alto il morale di tutta la storia e riesce a non renderla pesante; insomma una lettura piacevole, da commedia romantica.
Questo libro grazie al passaparola è stato un vero e proprio successo in Francia, ma devo ammettere che nonostante la storia molto tenera, che ci ricorda che l'amore non ha confini né limiti, non mi ha entusiasmata granché. I protagonisti sono sostanzialmente due anime spezzate, per cui leggere di come trovano la felicità è sicuramente piacevole e confortante. Gli altri personaggi sono ben tratteggiati e l'autore ci regala un'enorme tavolozza di pregi e difetti di noi esseri umani. Questo è sicuramente un romanzo ricco, in cui è piacevole immergersi ma che non ci tiene di certo incollati alle pagine e che ci lascia con un sorriso appena accennato.
L'ho trascinato troppo a lungo e mi ci è voluto veramente tanto per arrivare appena a metà prima di chiuderlo sul Kobo. Che strazio. Miseria che strazio.