Edward Said concludeva uno dei suoi più celebri e discussi saggi, Travelling Theory (Teoria in viaggio, 1983), sostenendo che la «coscienza critica» è fondamentalmente la «ricerca incessante di alternative»: alla staticità delle idee, all’arroganza del pensiero dominante, al lavoro degli intellettuali che non mettono in dubbio dogmi e autorità. E chiedeva di praticare un “umanesimo” democratico, aperto a tutte le istanze politiche, sociali e culturali: un processo ininterrotto di (auto)critica e di liberazione. Sulla scia di questo pensiero i saggi di questo volume propongono una revisione critica del canone letterario italiano (da Marinetti a Calvino), delle pratiche “orientaliste” della letteratura che ha contribuito alla costruzione della inferiorità dei Sud, del discorso razzista istituzionale e intellettuale sulle migrazioni, che ha reso possibili, in particolare, la disumanizzazione dei migranti, l’islamofobia e le politiche di governo delle migrazioni. Ma anche saggi che guidano all’esplorazione di “narrazioni alternative” come quelle prodotte dalla letteratura migrante e postcoloniale italiana (da Shirin R. Fazel a Jadelin M. Gangbo).
Saggi di: Bruno Brunetti, Giuseppe Domenico Basile, Daniele Comberiati, Roberto Derobertis, Fulvio Pezzarossa, Paola Rotolo, Franca Sinopoli.