Con questo libro, Valentino Zeichen sperimenta un genere nuovo, interamente formato da sostanza e pensiero, e da lui stesso definito “intelligente”. Composto pensando ai cambi di colore della natura in autunno, a metafora di una condizione esistenziale, alla profondità di un Karl Kraus unisce l’eleganza di un Oscar Wilde nonché la raffinata leggerezza di Ennio Flaiano: questi, infatti, i principali modelli di riferimento per la raccolta nonché maestri nell’arte di scrivere aforismi, forma per eccellenza di “intelligenza organizzata”. Zeichen qui, ragionando unicamente di ciò in cui crede, e di ciò che pensa, arriva a un concentrato di parole che appaiono rimescolate in base a una chimica sofisticata che coinvolge prima di tutto la lingua: icastica, spesso oscura, talvolta più limpida, che ogni volta si esprime lasciando fuori i sentimenti. Il risultato è una sorta di autoritratto intellettuale in cui è esplicitato il punto di vista dell’autore su temi quali il tempo come inganno, la letteratura come ispirazione, l’inevitabile passaggio delle stagioni. Tante le citazioni presenti fra le pagine e tanta l’autoironia per un’opera caratterizzata da uno stile improntato alla concisione e all’arguzia. Con questo libro, Valentino Zeichen dà prova di grande eclettismo: accanto a testi brevi, composti in un periodo precedente, ci sono testi più lunghi, altri persino narrativi per un piccolo compendio di poetica saggezza.
Valentino Zeichen è nato a Fiume ma vive a Roma. Dal 1974, anno della prima raccolta di poesie, ha pubblicato diversi libri fra cui Ricreazione (1979), Tana per tutti (1983), Museo interiore (1987), Gibilterra (1991), Metafisica tascabile (1997) e Neomarziale (2006). Un’antologia di tutte le poesie è apparsa negli Oscar Mondadori. Per la Fazi, nel 2000, ha pubblicato Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio, raccolta completa di DVD.
La sua data di nascita è dubbia. Figlio di un giardiniere, alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1950, in conseguenza dell'annessione di Fiume alla Jugoslavia e del relativo esodo del popolo istriano, si trasferì con la famiglia dapprima a Parma e quindi a Roma, dove tuttora vive in una casa sulla via Flaminia.
Si è avvicinato alla poesia quando era diciottenne, influenzato da autori surrealisti come André Breton e Jacques Prévert.
Il suo primo lavoro fu pubblicato nel 1969 dalla rivista letteraria Nuova Corrente, mentre del 1983 è il suo primo romanzo, Tana per tutti.
La poesia narrativa di Zeichen - a detta della critica - è caratterizzata da un forte estro creativo ed è apprezzabile soprattutto per la sua scorrevolezza e per il sottile senso di umorismo che la contraddistingue.[senza fonte]
Zeichen è anche il giudice unico della giuria di un premio letterario intitolato al suo nome che si tiene annualmente a Roma.