Affascina Jean Baudrillard che a suo modo è stato ammaliato dal problema della debole realtà della realtà nel nostro tempo sempre più dominato dalla tecnica, dal mediatico, dallo sviluppo del virtuale, dal digitale e da internet. Da una ideologia fondata sull’estasi della comunicazione. È vano cercare una soluzione progressista, realista, come è stato per la cultura del secondo novecento sia francese che italiano, c’è soltanto la necessità di conservare uno sguardo che non è critico (Baudrillard ritiene superato il pensiero critico) ma aperto e lucido. Senza amarezza, in una tranquilla disperazione, con l’idea che la fine non si approssima, ma è già in atto, Baudrillard vive in queste pagine da noi scelte fra le opere un’apocalisse da padre sereno. Il valore del grande pensatore francese recentemete scomparso consiste nel suo lavoro di derealizzatore, eccellendo nel disgregare le evidenze, che ci risveglia, ci stimola.
Jean Baudrillard was a French sociologist, philosopher and poet, with interest in cultural studies. He is best known for his analyses of media, contemporary culture, and technological communication, as well as his formulation of concepts such as hyperreality. Baudrillard wrote about diverse subjects, including consumerism, critique of economy, social history, aesthetics, Western foreign policy, and popular culture. Among his most well-known works are Seduction (1978), Simulacra and Simulation (1981), America (1986), and The Gulf War Did Not Take Place (1991). His work is frequently associated with postmodernism and specifically post-structuralism. Nevertheless, Baudrillard had also opposed post-structuralism, and had distanced himself from postmodernism.