Non esiste un pensiero unico femminista. Esistono piuttosto diverse prospettive, culturali e teoriche, che hanno accompagnato e seguito il femminismo inteso come movimento politico. Il volume indaga i limiti e i punti di forza di queste prospettive, valutando il loro contributo alla riflessione filosofica sulla morale e sulla bioetica. Se le teorie morali classiche muovono da un’idea di soggetto astratto e universale, quelle femministe arrivano, nel loro sviluppo, a mettere in luce la debolezza di un simile approccio, sottolineando l’unicità e particolarità di ogni essere umano e la sua porosità alle relazioni. Prende forma così una nuova visione della morale, alla luce della quale si possono affrontare questioni attuali e scottanti come l’aborto, la procreazione medicalmente assistita, i nati estremamente prematuri, l’eutanasia e il testamento biologico.
Caterina Botti insegna Bioetica alla Sapienza di Roma: una figura giovane e contemporanea a mio parere, imprescindibile nell'approfondimento dei principali temi legati al corpo e l'etica in chiave divulgativa e con una lente femminista. Consiglierei questo libro oltre che per la trattazione di temi come l'aborto, la procreazione medicalmente assistita, il fine vita e il testamento biologico, soprattutto per la capacità di valorizzare e riscoprire l'importanza dei contributi del pensiero femminista in questa macro disciplina.
Una delle migliori analisi bioetiche attraverso il femminismo, o meglio I femminismi. Si parla di aborto, eutanasia e neonati estremamente prematuri in termini totalmente nuovi, non più seguendo l'idea che "nessuno deve intervenire sul mio corpo perché il corpo è mio". Un'ottica nuova e molto utile, quello di cui si aveva bisogno in società