Confesso di aver fatto fatica a leggere questo libro, anche se La guardia, il poeta e l'investigatore è uno dei miei libri preferiti. Jung-Myung Lee ama rivalutare personaggi coreani di grande talento forse dimenticati, e costruisce questi romanzi storici un po' tortuosi, in cui storie apparentemente senza alcun nesso, confluiscono in un'unica trama. Se nell'altro romanzo parlava della prigionia del poeta Yun Dong-ju in Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale, qui celebra due grandissimi pittori coreani del Settecento: Kim Hongdo e Sin Yunbok; il maestro e l'allievo, che si confrontarono in numerose sfide di pittura con una diversa sensibilità. Jung-Myung Lee si prende alcune libertà su questi personaggi storici, per creare una trama più avvincente (ci sono di mezzo anche due delitti, avvenuti dieci anni prima, che inizialmente non si capisce cosa c'entrino con la storia, se non fosse per il fatto che i due assassinati erano pittori di corte, e che Kim Hongdo, che era loro amico, è incaricato dal nuovo re di indagare sulla loro morte).
Purtroppo, ho fatto l'errore di andare a guardare i quadri di Tanwon e Hyewon (i nomi d'arte dei due pittori) solo dopo aver finito il libro, quindi mi sono persa tutte le spiegazioni sui colori e sull'iconografia che venivano fatte quadro per quadro (erano delle vere e proprie lezioni di Storia dell'arte coreana), anche se guardandoli dopo, ho riconosciuto di quali quadri si trattava e ho visto la differenza dell'uso del colore tra Kim Hongdo e Sin Yunbok.
Probabilmente, se il romanzo fosse stato scritto da uno scrittore occidentale, con uno stile più incalzante, lo avrei trovato più accattivante. Però è anche giusto che sia stato scritto da un coreano, che sicuramente conosce molto meglio la sua terra ed è in grado di ricostruire con più precisione l'atmosfera del particolare periodo storico.
L'impressione che si ha è che le donne siano completamente assenti e prive di importanza, che le uniche degne di nota siano le kisaeng, delle cortigiane simili alle geishe giapponesi, che sono solo degli oggetti da possedere. Forse è per questo motivo che Jung-Myung Lee ha giocato con la storia e ha alterato il genere di alcuni personaggi.