Nel testo, come in una parabola, viene descritto il percorso di un bambino per raggiungere la vetta della montagna della matematica. Il segreto per riuscire in questa impresa, come un paradosso, sarà quello di non pensare ai numeri scritti, cioè alle cifre, ma alle immagini delle quantità. Al contrario, la didattica attuale sviluppa una ossessione per le cifre e per il "tempio freddo della disciplina". Il tempio vero è dentro di noi e il senso della matematica non si impara a scuola ma è in tutte le nostre azioni, da quando siamo nati.
Pedagogista e insegnante. Affianca da molti anni alla didattica un’intensa attività di ricerca sulle metodologie e sugli strumenti di insegnamento della matematica.
Non entro nel merito del "Metodo Analogico" per cominciare ad apprendere la matematica propugnato da Camillo Bortolato: sicuramente molti bambini restano intimiditi dalle regole aritmetiche formali e possono trovare vantaggio da metodi più informali per giungere ai concetti base dell'aritmetica. (Io non faccio testo, da bimbo ero formalista molto più di quanto lo sia ora). Però confesso che alla fine del libro non sono riuscito a capire quale sia questo metodo, se non per qualche cenno qua e là sparso in un mare magnum di dottissime citazioni ("[V]ediamo il dato di quantità prima ancora di riconoscere l'identità delle cose che ci si paventano davanti", pag. 18) e di massime tendenti allo zen ("L'intuizione è lo sguardo dall'alto che vede anche il molteplice come una unità", pag. 78), il tutto condensato in comode e brevi paginette (con dei bei disegni, ammetto). Ora, raggiungere l'illuminazione sarà appunto illuminante: ma dal libro io mi sarei aspettato come far raggiungere l'illuminazione, che è una cosa del tutto diversa. Insomma, se il risultato finale è "Facciamo tutti fatica, anche se diciamo che è un gioco. Quindi mettiti al lavoro partendo dai piedi della montagna e trovati la strada. Inventa per conto tuo il Metodo Analogico come stanno facendo i tuoi compagni. Come ha fatto ciascuno di noi." (pag. 151) non serve leggere il libro :-)
Scritto semplice ma molto chiaro, introduce i principi del metodo e soprattutto coglie nel segno l'importanza di riconnettersi con il sé bambino. Via indispensabile per considerare il tempio attraverso l'assemblaggio creativo dell'intuizione individuale impastato successivamente con il costrutto intellettuale condiviso.