Strega o sensale, vittima o assassina: chi è stata realmente Giovanna Bonanno, più nota come "La vecchia dell'aceto"? Figura realmente vissuta alla fine del XVIII secolo, è rimasta nella fantasia popolare come la terribile avvelenatrice cui vennero imputati svariati decessi misteriosi causati dal suo potentissimo "aceto", un veleno letale ed insospettabile. E'attorno a lei che si intrecceranno le disavventure di Giovanni e Rosalia, figli illegittimi di due blasonate famiglie palermitane, entrambi inconsapevoli strumenti di un destino beffardo. In una ineguagliabile alchimia di fantasia e realtà storica,Natoli schiude ancora una volta le porte su Palermo di fine '700, in un susseguirsi di magistrali colpi di scena fino al tragico quanto emblematico finale.
Veniva da una famiglia di ardenti ideali risorgimentali: nel 1860, quando aveva solo 3 anni, sua madre, alla notizia dell'imminente arrivo dei Mille guidati da Garibaldi, fece indossare a tutti la camicia rossa: l'intera famiglia venne arrestata dalle guardie borboniche e portata nella prigione palermitana della Vicaria.
A 17 anni Natoli iniziò a scrivere per i giornali, quindi lavorò come professore di storia in vari licei italiani: pubblicò anche una Storia di Sicilia.
Un altro clamoroso romanzo storico di Natoli. Trama appassionante, personaggi potenti e scrittura magistrale. Un potente affresco della società palermitana di fine Settecento in cui l'autore riesce a rappresentare con realismo tutti i sentimenti umani: amore, amicizia, odio, cattiveria, cinismo, invidia. Con un messaggio finale da incorniciare.
Questo libro mi incuriosiva per la trama: una vecchia (non anziana, vecchia) killer della Palermo di fine Settecento realmente esistita, Giovanna Bonanno. Essendo un romanzo d'appendice, è in realtà pieno di sottotrame e intrecci, nonché di colpi di scena, che tengono viva la curiosità, ma allungano di molto la narrazione. Infatti, i veri protagonisti sono Giovanni e Rosalia, le cui vite sono indissolubilmente intrecciate. Il problema di questo libro è, secondo me, che Natoli si è un po' perso nel mezzo del cammin, risultando a tratti abbastanza lento e confuso. Invece, la prima e l'ultima parte sono scritte benissimo e super intriganti. A parte questo, consiglio in ogni caso la lettura di questo libro, per conoscere uno spaccato storico e sociale siciliano, data la presenza di una grande denuncia sociale delle condizioni del popolo, nonché un autore che sicuramente poche persone hanno letto.
Ero indecisa sulle stelline da dare a questo libro. Tre e mezza sarebbe più giusto. La storia è molto coinvolgente soprattutto all'inizio poi, pur non mancando le vicissitudini, che ne giustificano la lungaggine, mi sono un po' persa...mi aveva quasi stancato, per poi riprendermi verso la fine... Ne consiglio comunque la lettura perché per lo più è molto godibile.
Purtroppo, non mi ha fatto impazzire. Contrariamente ai Beati Paoli (che, ribadisco tutt'oggi, libro della vita), La vecchia dell'aceto è un'opera smorta, noiosetta, con un intreccio abbastanza irrilevante e personaggi che, con l'eccezione di Rosalia, non valgono la pena del tempo passato con loro. Peccato.
Una storia raccontata ad arte, da tenere gli occhi attaccati alle pagine. Dalla za Anna, a Giovanni, a Rosalia, si attende con ansia ogni piccola mossa. Uno dei libri più belli letti nel 2022.
E' una vera chicca questo romanzo, non manca nulla: troviamo cenni storici; delitti; lazzi e intrallazzi; lotta tra il bene e il male e tanto altro ancora. Che dire! Siamo di fronte ad un romanzo d'altri tempi. Lettura consigliatissima.