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Le belle Cece

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Maggio 1936. Con la fine della guerra d'Etiopia nasce l'impero fascista. E Fulvio Semola, segretario bellanese del Partito, non ha intenzione di lasciarsi scappare l'occasione per celebrare degnamente l'evento. Astuto come una faina, ha avuto un'idea da fare invidia alle sezioni del lago intero, riva di qui e riva di là, e anche oltre: un concerto di campane che coinvolge tutti i campanili di chiese e chiesette del comune, dalla prepositurale alla cappelletta del cimitero fino all'ultima frazione su per la montagna. Un colpo da maestro per rendere sacra la vittoria militare. Ma l'euforia bellica e l'orgoglio imperiale si stemperano presto in questioni ben più urgenti per le sorti del suo mandato politico. In casa del potente e temutissimo ispettore di produzione del cotonificio locale, Eudilio Malversati, si sta consumando una tragedia. Dopo un'aggressione notturna ai danni dell'ispettore medesimo, spariscono in modo del tutto incomprensibile alcune paia di mutande della signora. Uno è già stato rinvenuto nella tasca della giacca del Malversati. Domanda: chi ce l'ha messo? E perché? Il problema vero, però, non è questo, bensì che fine abbiano fatto le altre. Dove potrebbero saltar fuori mettendo in ridicolo i Malversati, marito e moglie? Non essendo il caso di coinvolgere i carabinieri, per non mettere in giro voci incontrollabili, il Semola viene incaricato di risolvere l'enigma. Ma alla svelta e senza lasciare tracce, o le campane, questa volta, le suonerà il Malversati, con le sue mani, e saranno rintocchi poco allegri per la carriera del Semola.

Con Le belle Cece Andrea Vitali ci riporta nella Bellano degli anni Trenta, dove non succede mai niente e gli iperbolici ideali del regime non riescono a vincere gli intrighi e le scaramucce di paese. Gli esilaranti e improbabili personaggi di Vitali mettono in scena una giostra di comicità che, come sempre, rende la lettura dei suoi romanzi una piacevole compagnia.

240 pages, Hardcover

First published June 18, 2015

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About the author

Andrea Vitali

116 books163 followers
Italian writer and doctor. Andrea Vitali è nato nel 1956 a Bellano, sulla riva orientale del lago di Como, dove esercita la professione di medico di base. Ha pubblicato Il meccanico Landru (1992), A partire dai nomi (1994), L'ombra di Marinetti (1995, premio Piero Chiara), Aria del lago (2001) e, con Garzanti, Una finestra vistalago (2003, premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio letterario Bruno Gioffrè 2004), Un amore di zitella (2004), La signorina Tecla Manzi (2004, premio Dessì), La figlia del podestà (2005, premio Bancarella 2006), Il procuratore (2006, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990), Olive comprese (2006) e Il segreto di Ortelia (2007), La modista (2008, premio Ernest Hemingway) e Dopo lunga e penosa malattia (2008), Almeno il cappello (2009, premio Casanova; premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante; Premio Campiello selezione giuria dei letterati; finalista premio strega), Pianoforte vendesi (2009) e Mamma de sole (2010) . Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l'opera omnia.

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49 (33%)
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22 (14%)
1 star
7 (4%)
Displaying 1 - 20 of 20 reviews
Profile Image for Rosanna .
486 reviews29 followers
Read
March 27, 2018
“Ho rincorso mutande…”
…e non dirò altro, lo giuro!
E’ una gustosa commedia degli equivoci, ambientata in pieno regime fascista, con molti personaggi, affidata a un maresciallo dei carabinieri e un finale-con –sorriso.
Vitali lo sopporto quasi, più di Carofiglio sempre! E poi…in questo libro è da sottolineare come lo switch tra dialoghi diretti e racconto sia così veloce e perfetto da sorprendere a volte.
Stavolta belle le mie ore d’insonnia: come antiche mutande da donna con cifre e pizzo!
Profile Image for Giuls.
1,805 reviews138 followers
April 11, 2017
L’unico aspetto positivo del libro è che si legge velocemente. Aspetto positivo solo perché vuol dire non averci più niente a che fare.
Che poi il motivo principale per cui si legge così velocemente è dovuto allo stile, che non ho apprezzato minimamente. Perché effettive non sono 225 pagine, ma poco più della metà, con la metà destra delle pagine buona solo per fare dei disegnini (non fosse che ho letto l’epub…), così come moltissime metà pagine inferiori, dato che comunque in 225 pagine ci sono 85 capitoli (225/85 = 2,65. Sapevatelo). Per cui ogni 2 per 3 mi ritrovavo a cambiare pagina.
Il motivo principale di tutto ciò è che il libro è composto praticamente solo da dialoghi, senza descrizioni (no, davvero, non riesco nemmeno ad immaginarmi come sono fatti i personaggi). Discorsi diretti, discorsi indiretti, ma sempre dialoghi sono.
Il tutto, poi, scritto con uno stile molto dialettale: non solo frasi proprio in dialetto, ma anche gli articoli davanti tutti i nomi. Cosa che, essendo io figlia di milanesi, non dovrebbe darmi fastidio, ma invece me ne ha dato. E anche tanto.

La trama, poi, non è nulla di che: uno pseudo caso che non è nemmeno un caso. Tutto dovuto ad un paio di mutande.
E alla fine il caso lo risolve la “vittima” stessa, perché tutti gli altri non è che abbiano capito qualcosa, dato che sono uno più stupido dell’altro.
A partire dal protagonista del libro, Semola: stupido come pochi, è un vero sempliciotto. Ma soprattutto è un personaggio piatto e stereotipato. Così come tutti gli altri e così come tutta la situazione.

Nel complesso è un libro vuoto, pieno di stereotipi che non racconta nulla di che. Il tutto raccontato con uno stile che mi ha fatto venire i brividi.
Profile Image for La Biblioteca di Eliza.
590 reviews90 followers
August 3, 2015
http://labibliotecadieliza.blogspot.i...

Andrea Vitali, si sa, è oramai una garanzia. Libro dopo libro ci riporta non solo in un'Italia dall'altri tempi, ma anche in un mondo più semplice e a misura d'uomo, in cui tutti si conoscono, in cui gli eventi della storia arrivano smorzanti e in cui i fatti di paese coinvolgono tutti. Così, dopo la conquista dell'Impero, il segretario di Partito Semola decide di festeggiare l'evento con un concerto di campane, concerto che darà il là ad una serie di eventi strani: l'aggressione notturna dell'ispettore del cotonificio Malversati, la sparizione di alcune mutande della di lui moglie. Su tutto indaga il maresciallo Maccadò.
Con la sua consueta ironia Vitali ci riporta alla Bellano degli anni 30 con una storia semplice, di paese, ma divertente e interessante, e con personaggi che più azzeccati non si può, dai nomi e dai caratteri così particolari e caratterizzati che sembra di vederli scorazzare tra le viuzze di paese. Le sue non sono solo storie, non è solo un romanzo, è una vera e propria rappresentazione teatrale. La scenografia, Bellano, ci è ormai familiare, ci muoviamo tra le sue case con agilità. I personaggi li conosciamo, o meglio li riconosciamo; nelle loro avventure/disavventure, nei loro modi di parlare e comportarsi il marchio di fabbrica di Vitali è evidente. Il testo è un botta e risposta continuo, una lettura rapida e serrata.
Non c'è niente da fare, i romanzi di Vitali per me sono oramai un'oasi felice, rassicuranti quasi. Vi trovo l'ironia e il ritmo che in alcuni momenti mi servono, li apro e ripiombo nella mia amata Bellano, ben sapendo di trovarmi presto a casa!
Profile Image for Dean.
375 reviews15 followers
March 6, 2017
Recensione: http://thereadingpal.blogspot.it/2017...

Tasche posteriori strappate,
stoffa del pantalone lesa irreparabilmente.
Stesso discorso per la giacca.
Da buttare senz'altro.
Però, prima...
"Fammi controllare"
Nelle tasche interne della giacca, dove teneva...
"E questo cos'è?"
Disse, chiese.
Il tono che gli uscì era una via di mezzo.
La Verzetta, al vedere quella roba pinzata
tra le dita del marito, si portò le mani al volto.
Il Semola si alzò e fece due passi per vedere meglio.
Da vicino non ebbe dubbi.
Mutande.
Da donna.



Allora, come sospettavo Vitali non è proprio il mio genere. Ho trovato la storia noiosa, come anche lo stile di scrittura, anche se, menomale, grazie ad esso si legge velocemente anche se non ce n'è la voglia. Penso che se mi ricapiterà Vitali salterò l'obiettivo.
Comunque, ci troviamo nel paese di Bellano durante il periodo fascista. Mentre Semola cerca di organizzare qualcosa di grandioso per la creazione dell'impero fascista, grazie alla fine della guerra in Etiopia. Un'idea sciocca, come gli viene detto più volte, ma lui è ancor più scemo e non dà ascolto a nessuno. Tutto ciò viene messo in secondo piano quando Semola viene incaricato di risolvere un tragico mistero: alcune paia di mutande della signora Verzetta Cece in Malversati sono scomparse! E chi le ha prese? Al Semola il compito di scoprirlo.
Perché non coinvolgere i carabinieri? Be', per prima cosa non si capisce bene se sia un furto o meno, e poi è una cosa imbarazzante da andare a dire. Vi vedete voi ad andare in caserma dicendo "Mi hanno rubato le mutande?" Io no, che tanto di sicuro sono cadute dal balcone mentre si asciugavano, nel mio caso. La cosa sarebbe imbarazzante per tutta la famiglia! Tanto più che prima si scopre la soluzione dell'enigma, meglio è! E così il nostro Semola ha solo due giorni, altrimenti, chi lo sa cosa potrebbe fare il Malversati?
In mezzo ci finirà poi un innocente, un uomo di colore al servizio di "Dolcineo", che quando era tornato dalla guerra se l'era portato appresso e si pensa che i due siano una coppia. E da chi è partita l'accusa? Da Semola, va là, che doveva per forza trovare un colpevole, e chi meglio del "negro"?
Come ho detto, ho trovato tutto piuttosto noioso e senza senso, proprio non il mio stile. Ma posso capire perché ad alcune persone piaccia: non è una lettura impegnativa e permette di staccare un po' la testa da cose più complesse.
Il personaggio di Semola è uno dei più stupidi che ho incontrato fino ad ora. Insomma, ha senso per via della storia e di come è scritta, ma visto che non mi è piaciuta...
Più interessante è stata la signora Malversati, da cui è partito tutto, a causa delle sue mutande che finivano in posti improbabili.
A parte i personaggi un po' stereotipati e piatti, a me ha irritato anche l'omofobia dei personaggi. Oddio, storicamente accurata e quello che volete, ma a me ha dato fastidio comunque...
E fa lo stesso, la prossima volta lascio il libro di Vitali a qualcuno che possa apprezzarlo...
Profile Image for Arcadia lo  scaffale di Dev&Ross.
140 reviews12 followers
May 17, 2019
RECENSIONE COMPLETA QUI: https://arcadialoscaffalesullalaguna....

Sullo sfondo dell’Italia fascista, personaggi dai toni comici si scambiano la scena per dare vita ad un romanzo giallo dal sapore fresco, divertente e anche un po’ irriverente.
Vitali scrive con uno stile molto particolare che lascia poco spazio all’introspezione o alla descrizione, ma per il suo fine non è un male: certo, bisogna fare l’abitudine ai suoi dialoghi non sempre espliciti e al cinismo latente dei suoi personaggi, ma se si riesce a passare oltre si potrà godere di una lettura particolare e fresca.
La trama è un po’ lenta.
E’ un giallo, per quanto possa essere comico, ma le vere e proprie indagini si svolgono solo dopo la metà del romanzo, cosa che potrebbe infastidire alcuni lettori.
Particolarmente interessante, invece, è la descrizione che Vitali dà sia della Bellano fascista, sia del periodo storico in sé. Il lettore quasi non si accorge di essere alle porte della seconda guerra mondiale: fascisti e antifascisti latenti conducono una guerra sotterranea, fatta di tranelli, trabocchetti e piccolissime vittorie personali che consistono, nell’opera di Vitali, in un “lei” al posto del canonico “voi” fascista o nel vedere l’avversario entrare in questo o quell’altro bar.
Profile Image for Valentina Di Dio.
213 reviews5 followers
February 16, 2024
Ottimo come carta per il caminetto!
Non riesco a trovargli un pregio… forse che si legge velocemente quindi ci perdi poco tempo (anche se è tempo tolto a letture più piacevoli)…
Una stella anche troppo per i miei gusti.
Profile Image for Giulia.
77 reviews7 followers
June 30, 2019
Scorrevole, leggero.
Niente di eccezionale né nella trama né nello stile.
Profile Image for Monica Riva.
256 reviews
January 6, 2023
Pur rimanendo una lettura piacevole, non ho trovato la freschezza solita dei romanzi di Vitale.
Profile Image for Maria Grazia.
54 reviews
July 26, 2022
Semplicemente esilarante e divertente. Una commedia degli equivoci sorprendente piena di umor e risate. Una lettura piacevole e scorrevole. Con questa storia mi sono proprio divertita. Andrea Vitali non mi ha deluso. Consigliato.
Profile Image for Sara Citterio.
13 reviews1 follower
January 1, 2021
Una storia di mutante in epoca fascista. Basta poco per far sorridere.
Profile Image for ✨Virè.
453 reviews7 followers
June 16, 2025
Siamo di nuovo a Bellano, stavolta nel 1936 poco dopo il termine della guerra in Etiopia, dove ai grandi eventi storici si alternano piccole storie di paese, pettegolezzi, chiacchiere e qualche intrigo da risolvere. Stavolta il giallo ruota intorno ad un'aggressione ed ad un paio di mutande da donna ritrovate in una giacca da uomo. Già qui scappa una risata ed è facilmente intuibile la piega ironica e divertente che prende la vicenda, con personaggi che si alternano sulla scena, con il loro carattere, le loro idee, i loro unici gesti.
Un Vitali frizzante come non mai, che mette in scena una commedia che, pagina dopo pagina, il lettore riesce a visualizzare come fosse nella platea di un teatro a vederne la rappresentazione sul palcoscenico. Tra i diversi libri che ho letto sicuramente è tra quelli che più mi ha divertito, che ho trovato più brillante e che ho letto con più piacere.
Non delude nemmeno questa volta questo autore senza troppe pretese, ma simpatico e divertente che si lascia divorare in poco tempo mettendo sempre di buon umore.
Profile Image for Hermioneginny.
1,372 reviews
October 6, 2015
Bellano, maggio 1936. Per festeggiare la conquista dell'Etiopia, il segretario del Partito Semola decide di organizzare un concerto di tutte le campane di Bellano. Evento unico. Così come lo è il furto avvenuto in casa di quella carogna dell'ispettore del cotonificio: alcune paia di mutande della moglie, accuratamente siglate. Una se l'è trovata in tasca, ma le altre dove sono finite? Semola è costretto a indagare...

Questa è la Bellano che preferisco! Mentre intorno si fa la Storia, qui troviamo la quotidianità, la normalità di un paesino. Che poi diventa la differenza tra quanto abbiamo studiato sui libri e quanto ci hanno raccontato i nostri nonni...
Profile Image for Paul Escape.
127 reviews3 followers
July 30, 2015
Bella la descrizione dei personaggi, la trama non altrettanto. L'ho acquistato in sconto, fortunatamente non ho speso molto.
Profile Image for Roberto Rho.
381 reviews4 followers
August 14, 2016
Bellino. Bellano sul lago di Como, personaggi negli anni 30, macchiette, perpetue, sparizioni di mutande. Un giallo carino e simpatico nello stile Vitali.
322 reviews4 followers
April 2, 2017
You can translate this review on: http://labibliotecadidrusie.blogspot.it/
Voto: 3/5 (6/10)
Eccomi oggi a parlarvi di un libro che, purtroppo, mi ha lasciata così indifferente da farmi pentire di averci speso tempo.
Vitali sceglie fatti banali, anche se un po' pruriginosi, per parlare dell'Italia del passato e lo fa con una buona dose di ironia.
E' chiaro che da dietro le quinte si diverte a mettere i suoi personaggi in situazioni imbarazzanti da cui non riescono a venirne fuori tanto facilmente. Non all'epoca.
Parlare di mutande femminili, in piena epoca fascista, causava imbarazzo ed esponeva signora e familiari al pubblico ludibrio e come questa anche altre piccole cose che, oggi, non farebbero il minimo scalpore, oltre a risolversi in, più o men, due minuti netti.
Da tale imbarazzo partono tutta una serie di frasi a metà, di detto/non detto, di 'ci siamo capiti' anche se nessuno ha capito niente (o se ha capito può comunque interpretare a modo proprio) che dovrebbero far ridere e sorridere.
Dovrebbero, perché con me non ha funzionato. Ho provato, a prendere tutto alla leggera e con ironia, ma più andavo avanti e più mi chiedevo se davvero stavo perdendo tempo dietro alla storia di un paio di mutande. Se davvero quelle situazioni, che percepivo trite e ritrite, facevano ridere o almeno sorridere. A me no. E il detto/non detto alla lunga mi ha stancata.
Poi magari l'ambientazione è accurata e precisa, ma in questo caso non ho cognizione di causa quindi non posso esprimermi.
Il finale è un po' buttato lì. Forse poteva essere preparato meglio.
I personaggi...
Salvo solo il maresciallo Maccadò. Lui mi è piaciuto. Tosto, abbastanza furbo (e anche un po' stronzo), rimette a posto gli avversari e si gode i suoi momenti con maestria senza far capire a chi ha davanti, quanto si sta divertendo.
Tutti gli altri li ho trovati un po' ridicoli e ai limiti del grottesco, primi fra tutti Fulvio Semola, che per risolvere un caso ridicolo tira fuori un polverone, e Eudilio Malversati (il cognome è già di per sé un programma).
Le belle Cece del titolo? Due oche giulive a cui avrei volentieri tirato il collo.
Carina anche Selina, donna che sa come farsi rispettare a dispetto di un'epoca dove sembra che le donne dovessero essere tutte remissive.
Tralasciando l'uso smodato dell'ironia, che alla lunga mia ha stancata, lo stile è stata l'unica cosa piacevole. Leggero, velocissimo, ha permesso che il libro mi scivolasse comunque via con facilità permettendomi di perderci davvero poco tempo (almeno quello). I capitoli sono da brevi a brevissimi e questo mantiene un buon ritmo. Essenziali le descrizioni, pochissimi i flashback.
So che Vitali ha molti lettori appassionati, ma io non riesco mai ad entrare tra questi. 'Le belle Cece' è forse il più carino che ho letto, ma continua a sembrarmi una perdita di tempo, le trame non mi coinvolgono e non mi interessano, i personaggi non mi piacciono e non amo particolarmente neanche il momento storico in cui ambienta i suoi romanzi.
Profile Image for Tatiana.
22 reviews11 followers
April 15, 2017
Ho sentito molto parlare di questo autore, come "il Camilleri del Nord ", "il nuovo Guareschi".... lasciamo perdere. La trama non regge, i personaggi sono macchiette stereotipate, la scrittura è banale.
Tornerò a leggere Camilleri e Guareschi, se proprio voglio ridere con un po' di sostanza .
Displaying 1 - 20 of 20 reviews

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