Era una colomba. Una colomba con una zampa rotta. All’età di sei anni la poliomelite l’aveva lasciata storpia. E così aveva imparato a volare. Ma per uno strano scherzo del destino un incidente le aveva spezzato anche le ali. Frida Kahlo. Una delle più grandi pittrici contemporanee. Quarantasette anni di vita. Per metà passati in un letto a dipingere… Eppure riuscì in uno spazio così ridotto ad essere una protagonista del suo tempo, a vivere grandi passioni d’amore, a partecipare e a contribuire in maniera determinante a quell’effervescenza culturale e artistica che contrassegnò il Messico postrivoluzionario. Una donna straordinariamente bella e dotata di grande forza vitale. E poi tenace, combattiva, giocosa e sferzante. Appassionata. Nata alla vigilia della rivoluzione di Madero, Zapata e Villa, la sua biografia è un racconto denso, ricco, che si snoda attraverso le sue lettere, i suoi scritti e i suoi numerosi autoritratti. Una vita piena di colori che emerge trionfante da una cornice di sofferenze e patimenti. La sua casa blu, i suoi oggetti, le sue radici, la sua famiglia, Diego Rivera (il suo amore di migliaia di anni), Lev Trockji e Tina Modotti (i suoi più famosi amanti), André Breton (e i surrealisti), le manifestazioni (politiche), le feste (mondane), i gringos (di gringolandia), i numerosi interventi chirurgici, il desiderio di maternità, la morte. Il suo mondo è una fantasmagoria delicata e crudele in cui gli scheletri di zucchero e gesso danzano e brindano irriverenti alla vita. “Spero che l'uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più.”
Ho sempre ammirato la pittura surrealista di Frida Kahlo, conoscevo la sua storia in parte, ma grazie a questa biografia sono riuscita a capire qualcosa di più sulla sua vita. Avevo visto il film in passato, ma adesso mi sono resa veramente conto di quanto ha sofferto. Nonostante la polomelite le avesse lasciato una gamba menomata e nonostantel'incidente in autobus l'avesse lasciata mesi a letto, Frida non si è mai arresa e ha sempre cercato la sua libertà e la sua indipendenza. Figlia della rivoluzione, proprio come il Messico cercava la sua identità, pure lei cercava il suo essere, ma credo non l'abbia mai trovato. Fin dalla giovinezza i suoi amori sono sempre stati tragici, soprattutto quello con Diego Rivera, un uomo che non rinunciava a nulla, men che meno alle donne. Con il passare del tempo la sua pittura si fa sempre più intima, il dramma degli aborti e l'nfedeltà del marito la porteranno a creare i suoi dipinti più belli. Potrei stare ore a parlare di Frida, ma vi consiglio di leggere qaulcosa su di lei, questa non è la milgiore tra le sue biografie, ma è ricca di contenuti sulla sua famiglia e sulla sua terra d'origine.