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Il paese reale: Dall'assassinio di Moro all'Italia di oggi

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La fine degli anni settanta segna una svolta nella storia della Repubblica: agli ultimi, cupi sussulti del decennio morente si intreccia l’emergere di trasformazioni colossali che riguardano l’economia e la cultura, il privato e il pubblico, la politica e la comunicazione. Nella convulsa stagione degli anni ottanta si ripropongono inoltre quelle tendenze esasperate all’affermazione individuale, quello sprezzo delle regole, quell’atteggiamento predatorio nei confronti del bene pubblico che erano già apparsi negli anni del «miracolo». Al tempo stesso giunge al punto estremo di crisi un sistema dei partiti sempre più portato a esaudire gli egoismi di ceto, pur di ottenere il consenso. Di qui un dilatarsi del debito pubblico fino a livelli intollerabili. Di qui, anche, un dilagare della corruzione politica che avrebbe portato al crollo della prima Repubblica, e – ben lungi dall’essere sradicato dall’esplosione di Tangentopoli – avrebbe segnato in profondità anche tutta la fase successiva. Per molti versi dunque i lunghi anni ottanta si presentano come un luogo di incubazione del nostro presente. Il nesso fra gli anni di Craxi e l’era berlusconiana ha qui le sue radici, e in questo scenario si collocano le domande che oggi ci incalzano: perché l’anomala alleanza di centrodestra che si affermò inaspettatamente all’alba della seconda Repubblica riuscì a improntare largamente di sé l’intero ventennio successivo? Quali sono le ragioni della quasi ventennale stagione di Berlusconi? E che Italia ci lascia, quella stagione? E ancora: ci sono le energie e le qualità per affrontare una difficile ricostruzione e misurarsi con la crisi internazionale che chiama in causa l’identità e il futuro dell’Europa? Da dove prendere l’avvio per invertire il degrado di un sistema politico e di una «partitocrazia senza i partiti» che ha superato ogni livello di guardia?

466 pages, Kindle Edition

First published October 24, 2012

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Guido Crainz

31 books6 followers

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Profile Image for Ivan.
362 reviews55 followers
February 22, 2018
Ma come siamo diventati quello che siamo diventati? L'amara verità è che ci siamo arrivati gradualmente, quasi senza accorgersene in un lungo arco di tempo, in un continuum crescente di corruzione-concussione tra classe politica e società civile. Ogni società ha il governo che si merita; è banalissimo ma è così. Piacevano in fondo quei governi democristiani o del pentapartito che in realtà non governavano, ma consentivano l'evasione e l'elusione fiscale, tolleravano e incentivavano l'illegalità e l'abusivismo con sanatorie liberatorie, che gonfiavano il debito pubblico con Bot che tutti compravano, magari investendo quanto era stato sottratto al fisco. Fu un gran carnevale a cui parteciparono un po' tutti specialmente nei "favolosi anni Ottanta", nella spensieratezza e nel dispregio di ogni senso civico e della legalità. Fino al risveglio sull'orlo dell'abisso, alla mutazione antropologica di un popolo un tempo civile e solidale che si riscopre impaurito e disperato per il domani, impoverito, arrabbiato, individualista e sprezzante di ogni norma e regola, razzista..., berlusconiano. Queste però sono le mie impressioni.
Il lavoro di Crainz, che ha scritto nel 2012, tratta un po' tutti gli aspetti della storia di un quarantennio, soffermandosi di più su quelli economici ed istituzionali, ma facendo amplissime sortite in quelli culturali o di costume e di moda degli anni Settanta e Ottanta, quando cominciammo una vera mutazione antropologica.
A Pasolini, con dolore e rimpianto!
9 reviews
September 20, 2024
Il paese reale è un interessante e puntuale saggio di Guido Crainz, il quale nel volume si occupa di ripercorrere le tappe socio politiche fondamentali della storia contemporanea italiana. A tale scopo l'autore si serve in maniere costante delle citazioni di articoli di giornale pubblicati all'epoca del fatto analizzato. Il ricorso a questo espediente si dimostra sicuramente utile e interessante, anche per capire il clima che si respira nel momento storico in questione. In questa maniera però il fatto in sé viene solamente accennato e spesso chi non ha vissuto le epoche descritte diventa difficile comprendere a 360° i commenti dei più onorevoli giornalisti della storia italiana. In ogni caso nel suo complesso il libro permette di comprendere e scoprire alcune vicende politiche dimenticate e, grazie ad alcuni paragrafi dedicati al cantautorato, consente di immergersi maggiormente nel clima che si respirava all'epoca.
Profile Image for Tyrone_Slothrop (ex-MB).
894 reviews120 followers
August 2, 2017
Ciò che (non) siamo, ciò che (non) vogliamo

uno sguardo all'indietro nel nostro passato, dai primi anni '60 fino all'altro ieri. Utile per ricordarci da dove veniamo e (forse) intuire dove stiamo andando. Molte citazioni (forse troppe) ad articoli di giornalisti (che forse non meritano tutti di essere ricordati) e un'analisi a tutto tondo della realtà italiana degli ultimi decenni, ma con il rischio di un "effetto elenco". Peccato per l'ultimo capitolo da metà anni '90 al 2011, davvero tirato via veloce e poco meditato - per fare un libro di storia ci vuole la giusta distanza temporale dagli eventi: Berlusconi e tutto il suo ventennio sono ancora troppo presenti (non sono neppure terminati!) per un visione da storico…e di instant-book di giornalisti ce ne sono davvero troppi… Tra mille citazioni la migliore rimane una di Sciascia che si applica credo ad ogni politico vincente in Italia: "la DC vince perché manca di una idea di Stato"
133 reviews1 follower
September 4, 2015
“Il Paese Reale – Dall’assassinio di Moro all’Italia di oggi”, di Guido Crainz, Donzelli Editore, ISBN: 978-88-6036-732-7.

L’Autore nell’ultimo libro di una trilogia che comprende: “la storia del miracolo italiano” e “il paese mancato”, ripercorre la storia italiana dalla fine degli anni settanta del novecento (Aldo Moro fu ucciso nel maggio 1978) fino al 2012.

Personalmente, ho apprezzato molto questa ricostruzione dei fatti, anche se, penso di poter far notare che da un punto di vista della metodologia utilizzata ai fini della loro ricostruzione, l’Autore abbia tenuto troppo in considerazione le citazioni dei personaggi e i titoli di cronaca apparsi sui quotidiani a detrimento di altri tipi di documentazione che, a rigore, potrebbero essere considerati più oggettivi. Egli però può essere giustificato per questa scelta in quanto, in fondo, si tratta ancora di fatti e di storia molto recente e intorno ai quali prevale ancora l’aspetto dell’inchiesta giornalistica, non immune da un certo fervore ideologico, più che l’approccio basato sul confronto con altre fonti e il ricorso a documentazione d’archivio.

E’ dunque difficile apparire imparziali e, a questo proposito, anche il sottoscritto non rientra fra le eccezioni ed anche per me è assai difficoltoso formulare un giudizio obbiettivo su questo periodo. Questa difficoltà è innanzitutto dovuta ad un aspetto puramente anagrafico, infatti, il lasso di tempo preso in considerazione rappresenta il paesaggio e la scenografia entro il quale ho passato la maggior parte della mia esistenza. Ero un giovane liceale sul finire degli anni settanta, uno dei tanti studenti universitari nella seconda metà degli anni ottanta, giovane lavoratore nei primi anni novanta e infine neo genitore alle soglie del nuovo millennio! Il libro di Crainz ha dunque, per molti versi, riavvolto la bobina del film della mia vita (della quale, per fortuna, fino ad oggi non posso lamentarmi!) e mi ha fatto rivivere la parte peggiore di essa rammentandomi la visione del disastroso contesto politico di quegli (e questi) anni determinato dalla profonda immaturità di un’intera società civile profondamente irresponsabile e priva di senso civico; la triste fiaba di un paese egoista che non poteva che condurre la nazione al fallimento nonostante le sue grandissime potenzialità.

Peccato davvero!

…. Che musica però in questi “stramaledetti” anni ottanta-novanta!:-)
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