Credere nell’amore, avere fiducia in questo sentimento pare non essere più possibile per Luisa, innamorata e ingenua, vittima di una situazione e un uomo che le spezzano il cuore. Ma la forza motrice che anima ogni donna, l’amore per un figlio, sarà il suo punto di partenza, e la piccola che darà alla luce riporterà lei stessa alla vita. Luisa, sedotta e abbandonata, lascerà l’Italia con la piccola Viola al seguito e raggiungerà la sua famiglia, tornando a occuparsi della sua più grande passione: la cucina, lavorando presso l’albergo che i genitori gestiscono a Inverness in Scozia. In un ambito familiare meraviglioso, protetta e sostenuta dai suoi cari, Luisa piano piano risorgerà dalle sue ceneri, ritrovando anche se a fatica, la tranquillità perduta. Le sue giornate, incentrate totalmente sul lavoro e sulla crescita della figlia, non lasciano spazio all’amore, a un uomo e a sentimenti con i quali sembra aver chiuso per sempre, barricandosi in un dolore che il tempo ha lenito, ma non ha cancellato. Fino a quando… Beh lo sappiamo, al destino piacciono i colpi di scena. Galeotto fu l’albergo di famiglia, sua oasi di pace, ma anche culla silenziosa di grandi novità. Con l’arrivo di un nuovo membro dello staff, David Alexander Hamilton, per Luisa sarà tempo di cambiamenti e di pulsioni dimenticate. Così come le stagioni si accavallano, quando la pioggia lascia spazio al sole che tutto rinnova, anche per Luisa inizierà un percorso di rinascita, in cui l’amore farà capolino prima, per sfociare poi in una passione incontenibile. Ma le ombre del passato, non solo quelle di Luisa, non saranno facili da arginare: David Hamilton nasconde un passato turbolento e un drammatico segreto. Così come un temporale impazzito, la tempesta minaccerà i conquistati equilibri, minerà le ritrovate certezze e metterà ancora una volta tutto in discussione. Ma se a bussare alla porta è l’amore, quello vero, potrà la ragione farsi da parte e il passato essere cancellato?
Pagina Facebook dell'autrice: https://www.facebook.com/martasavarin...
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Marta Savarino nasce a Torino nel 1981, è sposata e ha due bambine. Lavora come impiegata in banca e da quando è ragazzina ha la passione per la lettura, in particolare romanzi storici anche se il suo scrittore preferito è Stephen King. Ama viaggiare, la storia francese e i romanzi che ha scritto testimoniano il suo amore per la Francia e la Scozia, paesi che ha avuto la fortuna di visitare.
ESPERIENZE EDITORIALI * “Fuga da Versailles” ( romanzo ) nel novembre 2010 con Linee Infinite Editore riedito nell’autunno 2013 con il titolo “la Vendetta di Isabelle” con la Mela Avvelenata Bookpress a cui nel 2014 seguirà la continuazione. * Antologia “Suspense Tale” nel 2011 con le Edizioni Rei con un racconto “la Vendetta di Isabelle” ispirato al romanzo “Fuga da Versailles”. * “Isabelle” nel settembre 2013, racconto edito da la Mela Avvelenata Bookpress. * Ottobre 2013 partecipa all’antologia Halloween Tales con il racconto “l’incubo di Gaia” per la Mela Avvelenata Bookpress. * Entro il 2013: Antologia “Mele Avvelenate” con il racconto “la Tentazione di Diana” per la Mela Avvelenata Bookpress. * Antologia “Giù la Maschera” con il racconto “la Maschera Rossa” nel maggio 2014 per la Mela Avvelenata Bookpress.
3.5 Una storia sulle seconde possibilità. Entrambi i protagonisti con un passato difficile: da un lato un abbandono, dall'altro un lutto. Non è semplice ricominciare a sperare quando la vita ci ha già provato. Scorrevole.
Che bella storia romantica <3 Mi è piaciuto lo sviluppo della storia, di come mischia momenti allegri e divertenti con altri più tragici senza mai cadere nel ridicolo. La vicenda viene narrata dalla voce frizzante e senza peli sulla lingua di Luisa ma ci sono dei brevi capitoli che seguono il punto di vista di David, in scene che rappresentano una svolta nel loro rapporto e nella narrazione della storia. Sarebbe stato bello sentire la sua voce più spesso ma mi sono comunque piaciuti questi intermezzi. I due protagonisti sono più simili di quello che sembra e mi è piaciuta la loro evoluzione, di come l'amore li cambi in meglio e il dolore li avvicini e li aiuti a superare le difficoltà, insieme. Tutta colpa del tè è una bella lettura perché mischia tanti elementi e tanti temi anche attuali, sa essere simpatico e allegro e allo stesso tempo tragico ed emozionate, sa tenerti incollati alla pagina perché i suoi personaggi sanno essere imprevedibili e misteriosi, oltre che terribilmente cocciuti. Poi non dimentichiamoci del suo stupendo finale, con i nostri protagonisti felici ed innamorati, e io non so resistere a un bel finale. Letto poi con una tazza di tè in mano, mi piace ancora di più ;)
Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls Partiamo da una premessa... se non avete ancora letto questo libro, non sapete cosa vi state perdendo!!! Avete presente quando si fa zapping per cercare qualche film carino da vedere la domenica pomeriggio? Perfetto, perché questo libro è come uno stupendo film, o almeno è la sensazione che ho avuto fin da subito, non appena i miei occhi si sono posati sulla prima riga.
Il film... ehm, volevo dire, questa storia inizia in una sala d'attesa di un ospedale di Torino. Luisa aspettava con impazienza che il suo compagno andasse a prendere lei e la piccola Viola, la creatura che solo tre giorni prima aveva deciso di venire alla luce. Un'attesa vana perché lui ha deciso di tornare con la ex moglie, lasciando Luisa nella merda più totale e con una bambina di nemmeno tre chili in braccio. Eh si, noi donne a volte siamo proprio ingenue, ci piace sognare a occhi aperti e siamo convinte che l'arrivo di un figlio sia quel legame che rafforza ulteriormente il rapporto di coppia. Così lei aveva deciso, dietro insistenza di lui, a lasciare il piccolo appartamento in cui viveva e a trasferirsi definitivamente a casa dell'uomo che amava (di certi elementi meglio parlare al passato), senza prendere nemmeno in considerazione che lui da un momento all'altro l'avrebbe scaricata, figuriamoci poi in sala parto! Ma il caso vuole che la nostra protagonista nella sua sventura sia anche fortunata, ed essa si presenta nei panni della madre che, nel tempo che Luisa impiega a raccontarle quello che è successo, le prenota un albergo e prende il primo volo disponibile per raggiungere immediatamente la figlia. Motivo? Per riportare a casa le sue ragazze!!!
Il tempo passa, Viola cresce, ma a volte non basta questo per rimarginare ferite che continuano a sanguinare. E quell'esperienza passata per la nostra Luisa è stata significativa, al punto da non voler avere più rapporti con l'altro sesso. Tutto questo fino a quando non incontra David Alexander Hamitoln, il nuovo tuttofare dell'albergo a gestione familiare, che lei stessa contribuisce a portare avanti grazie alla sua passione per la cucina. Un incontro casuale per un tè, convinta quasi che si sarebbe trovata di fronte a un uomo di mezza età, ma che l'ha lasciata letteralmente senza parole quando ha visto fermo sulla porta della sua cucina un uomo statuario e trovando una degna conclusione quando gli ha accidentalmente versato del tè bollente addosso!!!
Cucinare mi rilassa: in questi anni mi è servito da antidepressivo e soprattutto mi diverte. Mi sento bene in cucina a tagliare verdura, infornare dolci e sperimentare nuove ricette.
Nuovi sentimenti la travolgono, vorrebbe lasciarsi andare e seguire quello che le dice il cuore, ma il ricordo della sofferenza è ancora troppo vivido, e stavolta ha paura che venga coinvolta anche la piccola Viola, che sembra provare simpatia per il nuovo dipendente dell'albergo. E se anche lui fugge dai ricordi e da un passato doloroso, questo complica un po' le cose.
Cosa me ne importa di un uomo, quando tutto l'amore di cui ho bisogno è qui, che dorme beato in questo lettino accanto a me?
Questo romanzo è di una dolcezza unica in grado di smorzare i toni con battute simpatiche e scene comiche, strappandoti un sorriso per tutta la durata della lettura, ma attenzione perché potrebbe scappare anche la lacrimuccia. Ho apprezzato la narrazione dal punto di vista di Luisa, come una sorta di diario segreto al quale confida i suoi segreti e i suoi turbamenti, lasciando però spazio, in qualche capitolo, alla figura di David, per capire meglio i suoi pensieri, le sue sofferenze e il peso che porta sulle spalle.
Come ho detto prima, è come se questo libro avesse preso vita, diventando uno stupendo film, in cui ogni singola scena fosse rappresentata in maniera vivida e dettagliata. Si legge fin da subito il carattere di Luisa, una donna all'apparenza fragile e che fa un grandissimo lavoro su se stessa per riprendersi da una situazione che avrebbe spiazzato tutte le donne di questo mondo; diventa forte per amore della sua bambina, non facendole mancare le dovute attenzioni e temendo il giorno in cui Viola le chiederà perché non ha un papà. David non è il classico bad boy di cui tutte si innamorano; è di una dolcezza infinita, e lo si deduce da quello che fa e da come lo fa, mettendoci il cuore anche per costruire la cuccia di Freddie, il cane dell'albergo (esistono ancora uomini del genere a questo mondo?).
Non ho bisogno di sentirmi dire "ti amo" quando ogni suo gesto nei miei confronti trasmette amore.
Assume importanza la figura della famiglia; ti fa capire che qualsiasi cosa succeda, a quanti kilometri di distanza succeda, ci sarà sempre qualcuno che si prenderà cura di te, e nessuno sa farlo meglio della propria mamma, la quale saprà sempre trovare una soluzione a qualsiasi nostro problema e appoggerà qualsiasi nostra decisione.
Altro punto di forza di questo romanzo è il rapporto di Luisa con la sorella Laura, facendomi rimpiangere il fatto di non avere una sorella. Ero quasi gelosa delle loro confidenze e della loro complicità; una sorella che diventa la tua migliore amica e la tua confidente soprattutto quando si tratta di ragazzi e che vorrebbe solo la tua felicità, anche se questo significa far accasare tua sorella con il figo di turno! Mi sono dimenticata di dirvi che la storia è ambientata in Scozia, e precisamente a Inverness; diventa così un luogo romantico e suggestivo il famoso lago di Loch Ness su cui si affaccia l'albergo, protagonista di brevi scampagnate e che assiste alla trasformazione e alla crescita dei suoi personaggi. Ringrazio l'autrice per aver reso pubblica una storia come questa, parlandomi della Scozia che ha visitato lei stessa e affermando golosamente che al pub Number 27 si mangia divinamente!
RECENSITO IN ANTEPRIMA PER ROMANTICAMENTE FANTASY SITO. TRE STELLE E MEZZO L’incipit del romanzo apre il sipario su una situazione decisamente drammatica, in cui il tema dell’abbandono è il protagonista indiscusso. Difficile ed estremante doloroso, sarà per Luisa riuscire ad accettare e immediatamente rialzarsi da un evento tanto imprevedibile quanto distruttivo. Ma quel piccolo esserino appena dato alla luce diventerà la sua forza e unica ragione di vita, il fulcro di ogni sua energia, anche la più recondita e unica rimasta.
Viola non meritava una merda simile come padre così come non me lo meritavo io. Andai in accettazione e chiesi se il Signor *** – non lo nomino – avesse registrato all’anagrafe la bambina nata tre giorni prima e l’impiegata mi rispose di no, con un’espressione tra il preoccupato e l’inorridito. Avevo gli occhi rossi, pieni di lacrime e linee nere di mascara sciolto sulle guance. Più che una neo-madre sembravo una tossica che implorava per una dose di metadone. «Allora lo faccio io. Le do il mio cognome…» dissi, mentre con la mano libera cercavo freneticamente i miei documenti nel borsone a tracolla, continuando a stringere a me Viola. Si era riaddormenta adesso, mettendosi a piangere proprio e solamente nel momento in cui stavo parlando al telefono con la nonna che non avrebbe mai conosciuto, ditemi se non è un segno! Dovevo allontanarmi da lui, dalla sua famiglia e andarmene il più lontano possibile con mia figlia e il mio cuore infranto. «Si chiama Viola, Viola Mac Kinnon» annunciai fiera alla donna, porgendole il mio documento perché vedesse come si scriveva il mio cognome, il nostro cognome, adesso. Il nome di lui risultava comunque sul certificato di nascita, anche se, non avrebbe mai riconosciuto la figlia. Meglio così continuavo a ripetermi, meglio così… Marta Savarino affrontando un tema duro e devastante, ci introdurrà a un romanzo in cui la rinascita sarà il fattore dominante, rinascita per la protagonista Luisa, che lontano dalla sua Torino, circondata dall’affetto dei familiari, si rialzerà dalla ceneri del suo dolore e con forza e determinazione affronterà la sua vita da madre sola e abbandonata, da gran lavoratrice, dimenticandosi però, volontariamente, di essere anche una donna. Delusa dall’amore e terribilmente scottata, si concentrerà su tutto tranne che su una possibile vita privata, dimenticata e sepolta nel rancore e nel tremendo ricordo di una delusione mai sanata.
«Avanti!» grida mia figlia e alzo gli occhi proprio nel momento in cui il signor Hamilton entra in cucina…Oh mio Dio… Sbatto le palpebre e non riesco a muovere un passo. Rimango lì, immobile con un’espressione, di questo ne sono sicura, da perfetta idiota stampata in faccia. Non solo, ma sento anche che sto arrossendo, anzi lo so, mi conosco troppo bene, quando sono in imbarazzo le mie guance diventano ridicolamente rosse. Guardo Viola poi guardo lui… E così questo sarebbe il signor Hamilton che si occupa della manutenzione del nostro giardino e dell’albergo? Quello che la mia mente bacata si figurava come un gentile e anonimo signore di mezza età, magari con un po’ di pancia, quasi calvo? Oddio, perché nessuno mi aveva avvertita? Mi tocco i capelli improvvisamente consapevole di essere in condizioni pietose, almeno se consideriamo il mio aspetto in confronto a quello del modello di Vogue appena entrato nella mia cucina. Perché ho messo questa ridicola molletta a tenermi su la frangia? La maglietta bianca anonima come non mai e sporca di macchie di frutta, i jeans sdruciti sulle ginocchia e le ballerine, saranno anche comode per cucinare ma, non lo sono per… per… per lui! Ma che diavolo mi sta succedendo? Mai.. fino al momento in cui nella sua vita piomberà un uomo tanto affascinante e carismatico quanto devastato da un passato che, sebbene si ostini a tener segreto, rivela cicatrici evidenti e ferite spesso incontrollabili. La nascita di questo nuovo grande amore stravolgerà entrambe i protagonisti che, per ragioni diverse, pur concedendosi reciprocamente, avranno grosse difficoltà a liberare i loro cuori. Difficoltà oggettive, razionali ma anche dettate dalle emozioni, così marcate e vive in loro che, più l’amore tenterà di avvicinarli, più un baratro fatto di segreti, paure e incomprensioni, riuscirà a dividerli. Narrato in prima persona prevalentemente da Luisa, al romanzo si affaccerà anche David che con i suoi pensieri, i mostri del passato, offrendo un’introspezione ampia del suo personaggio, una figura assolutamente di grande carisma, perfetta nella sua correttezza, il cui unico nemico, difetto o come lo si voglia chiamare, deriva dai fantasmi di un passato che rischiano di divorarlo. Con uno stile schietto, genuino, a tratti forte, Marta Savarino in questo romanzo affronta, contrapponendo disperazione e amore, temi attuali di grandi difficoltà e disagio con i quali spesso uomini e donne devono fare i conti. La trama, che oscilla in un equilibrio sottile e al tempo stesso fragile, è sempre velata da ottimismo, valori importanti e imprescindibili, nei quali l’amore e la vita prevalgono su tutto.
Una storia d’amore col prevedibile lieto fine che si legge d’un fiato. Luisa, abbandonata dal compagno con la figlia appena nata, torna nella sua famiglia di origine e si ricostruisce a fatica, affrontando delusioni e insicurezze dietro i fornelli dell’albergo di famiglia. Tutto il suo mondo ruota sereno attorno all'amore per Viola e la passione per la cucina, finchè non arriva il nuovo giardiniere, un uomo che sembra un modello di Vogue e con un misterioso passato. Uno stile semplice e scorrevole per raccontare di tradimento, abbandono, incomprensione e delle seconde possibilità che la vita ci offre, se siamo capaci di coglierle.
Il libro è molto carino, fresco e frizzante, si alternano momenti in cui si percepisce l'affetto familiare a quello protettivo verso Viola e tutto è amalgamato dall'atmosfera tranquilla e spensierata che accompagna il lettore durante la lettura. La storia è narrata dal pov di Luisa, la lettura è molto scorrevole, il trascorrere del tempo molto fluido e si apprezza la discreta descrizione degli ambienti in cui ci troviamo (inteso come non maniacalmente descrittivo, lasciando così spazio alla storia d'amore). La cosa che ho apprezzato della Savarino è che il personaggio di Luisa non si piange addosso e i suoi familliari sono protettivi nella giusta misura verso di lei e la figlia. David è il bello della situazione (come ogni romanzo rosa deve avere) ma per fortuna non è tenebroso, non 'usa' la sua bellezza per conquistare le donne. Questo è un perfetto romanzo rosa.
https://labibliotecadellibraio.blogsp... Letto e recensito da Dolci Tutta colpa di quel dannato tè se da quel pomeriggio il suo cuore, dopo tanto tempo, aveva ricominciato a provare emozioni.
Di questa autrice avevo già letto un paio di romanzi di genere storico che mi erano piaciuti abbastanza, ma questo è stato una lettura davvero piacevole e coinvolgente, che ho apprezzato infinitamente di più. Abbandonata dal compagno tre giorni dopo la nascita della loro figlioletta, Luisa trasloca in Scozia, dove i genitori sono proprietari di un hotel. Qui, dedicandosi completamente al suo lavoro di chef, cerca di dimenticare il dolore dell'abbandono e ricominciare a vivere; soprattutto per amore della figlioletta Viola. Quando i genitori assumono il giardiniere tuttofare e super sexy David Hamilton, Luisa vedrà il suo cuore sciogliersi di fronte al sorriso e all'attrazione che prova per l'uomo.
David Hamilton è il primo uomo a cui permetto di mettere piede nei miei spazi e nel mio mondo privato. Forse sto commettendo un errore madornale o forse no, non posso prevederlo. So solo che lui è qui e io sto bene.
Mi sono piaciuti tutti i personaggi della storia. Luisa, ferita e distrutta dall'abbandono di un uomo che credeva l'amasse sinceramente, ha paura di soffrire di nuovo e si chiude all'amore. L'arrivo di David nella sua vita la sconvolge a tal punto da sentirsi confusa e terrorizzata che la cosa possa ripetersi. Mi è piaciuto come la scrittrice ha narrato il rinascere della protagonista, i suoi pensieri e la paura che prova verso questo sentimento così potente. David, da parte sua, è di una dolcezza disarmante. Riesce a far breccia nel cuore di Luisa e farle capire che il vero Amore può esistere. Anche lui ha i suoi segreti che non riesce a rivelare alla donna, e che lo stanno distruggendo. Mi piace la crescita dei due personaggi che, forti del loro sentimento, riusciranno a "sanarsi" a vicenda.
Stare con lui come sempre è un balsamo per la mia anima
Anche gli altri personaggi del libro sono delineati molto bene: la sorella di lei; i genitori di Luisa; suo cognato e, soprattutto, la piccola Viola è dolcissima e tenera. Lo stile dell'autrice è fresco e leggero e ci regala una storia emozionante, dolce, romantica e piena di speranza. Unica pecca, per me, è la descrizione dell'ambientazione scozzese che poteva essere espressa meglio. Sicuramente un libro da leggere!
Si può tornare a essere felici, sorridendo alla vita ogni giorno, e alle opportunità che ci riserva? Si può amare ed essere amati tanto intensamente da superare il dolore legato ai ricordi di un passato che segna nell’anima?
La sinossi di Tutta colpa del tè riassume in poche righe tutto il romanzo. A me non resta che aggiungere che non ho mai riso tanto delle disavventure di una donna. Ok, non è per niente carino ridere di una ragazza che viene abbandonata in ospedale dal proprio uomo subito dopo aver partorito un frugoletto di 3 chili scarsi.
E la realtà era che amavo una testa di cazzo senza essere ricambiata e che, a ripensarci, meriterebbe l’Oscar per aver interpretato la parte del compagno innamorato e del futuro padre felice.
Luisa viene abbandonata dal padre di sua figlia in ospedale. Non un sms, non una chiamata… sparisce nel nulla per tre giorni per poi mandarle un sms in cui si scusa tanto e le dice che le lascia dei soldi per darle il benservito. Non le resta che tornare dalla sua famiglia in Scozia dove giurerà a se stessa che non si innamorerà mai più. Sì e noi ci crediamo, no? Quando David Alexander Hamilton arriva ad Inverness, la piccola Viola ha quasi sei anni e Luisa è ancora convinta del fatto che non si innamorerà mai e che comunque ormai sarà tornata vergine visto che non va a letto con un uomo da… sei anni! David è ovviamente bellissimo e si innamora della nostra sfigatella di turno ma nasconde un terribile segreto, che svelerà solo alla fine del romanzo.
Credetemi, ho riso per le disgrazie di Luisa fino a farmi venire le lacrime. Ma ho anche pianto quando David finalmente svela il suo oscuro segreto. Tutta colpa di un tè è un libro che si legge senza problemi, è leggero e divertente. Se ne avrò la possibilità conto di leggere ancora qualcosa della Savarino, sperando di trovare lo stesso stile anche negli altri libri da lei scritti.
Luisa è divertente, David Alexander Hamilton è il classico bello e dannato. Viola è una bimba perspicace, allegra che si fa amare al primo sguardo. Laura è la tipica sorella impicciona ma che la vede lunga e se non fosse per lei col cavolo che Luisa si sarebbe data una svegliata. I genitori di David son due carogne a cui dovrebbe venire un attacco di cacarella in un posto dove NON ci sono bagni nei paraggi o se anche ci fossero dovrebbero restare senza carta igienica… Inverness è un luogo magico, tra le montagne scozzesi e il lago di Lochness e la guest house gestita dalla famiglia di Luisa è un luogo che rispecchia l’amore e la serenità.
Per colpa di un tè, Luisa, madre single, da lungo tempo sola con la sua bimba Viola, vede sconvolgersi di nuovo tutto il suo mondo interiore, un risvegliarsi capriccioso dei suoi sensi. La figlia, infatti, porta in cucina il nuovo amico, il giardiniere dell'hotel, David, per una tazza di tè con la mamma. L'aspetto fisico dell'uomo la mette in soggezione, così come il suo corpo che reagisce come una ragazzina in tilt. Il suo cuore, chiuso ormai da tempo in un cassetto, deve cominciare a sciogliersi, insieme alla sua paura di ricominciare ad esporsi ad un'altra persona, che potrebbe nuovamente ferirla. Se però per lei la voglia di mettere in chiaro le cose, e ripartire in una nuova avventura a carte scoperte, è immediata, in lui il passato non riesce a farsi strada tra le sue parole, doloroso e difficile per com'è. Il romanzo è fresco e gradevole, per passare qualche ora in leggerezza, se, soprattutto si ha bisogno di evadere dalla propria quotidianità, o incappare in qualcosa di più facile, dopo aver affrontato letture più impegnative. L'autrice, che non conoscevo ancora, scrive in modo divertente, anche se molto elementare. Specialmente all'inizio il linguaggio scorre rapido tra i pensieri e le continue parolacce (che ci stanno per carità se sei stata abbandonata in una sala parto dal tuo compagno, con una neonata in braccio, mentre lui ritorna intanto dalla ex moglie!) della protagonista; si ha la sensazione, leggendo il romanzo, di leggere il diario di un'adolescente, con le sue fibrillazioni emotive. Nulla di male, per carità, però la storia mi ha aiutata a non arrendermi, mentre lo stile sempre più mi scoraggiava a proseguire. Terminata la lettura, mi sono trovata coinvolta e intenerita da questi due personaggi, in balia delle proprie emozioni e segnati dalle ferite del proprio passato. Lo consiglio, quindi, anche se bisogna davvero staccare la spina del proprio criticismo e farsi accompagnare, senza nessuna pretesa, dalla storia.
È il primo libro che leggo di Marta Savarino e wow che bella scoperta! L'ho acquistato leggendo solo i primi righi della trama, già immaginando le vicende che avrei potuto trovarci all'interno. La protagonista è Luisa una giovane donna che proprio il giorno del parto scopre un'atroce verità. Si ritrova così da sola, con una neonata, in una stanza d'albergo a versare tutte le sue lacrime. Ma per fortuna la sua famiglia arriverà in soccorso. La storia riparte qualche anno dopo. Luisa si è trasferita in Irlanda dai suoi e insieme alla sua bimba Viola, è riuscita a ricostruire la sua normalità. Normalità che presto verrà scombussolata da due occhi verdi! Niente milionari, niente casanova, solo un bellissimo e apprezzatissimo Uomo Normale con un passato un po' ombroso. Anche io come Luisa, ho avuto un colpo di fulmine con lui e non solo fisicamente anche per i suoi modi, per i suoi gesti, per le sue parole. Dicono che alle donne piacciono un po' cattivelli... ma anche no! L'autrice ha creato una bella storia, da assaporare, in cui immergersi e ridere tramite i pensieri di Luisa, desiderare con i suoi occhi, tremare con le sue paure, amare col suo cuore. Il romanzo scorre via veloce grazie alla scrittura semplice, le descrizioni non si dilungano, hanno il giusto spazio nell'immaginazione. Le scene intime sono descritte con delicatezza senza mai scadere nella volgarità. Bellissimo il messaggio che ho letto tra le righe: non lasciarsi mai abbattere dalle brutte esperienze perché prima o poi il tempo per riscattarci arriva. Non posso fare altro che consigliarlo!
Un libro di piacevole lettura, il giusto romantico e mai troppo sdolcinato, ci racconta di Lisa la giovane protagonista lasciata sola proprio al momento della nascita della figlia viola. Abbandonata e ferita dal padre della bambina, si trasferisce in Scozia, dove nell albergo dei suoi genitori lavorerà come cuoca e realizzerà le sue capacità culinarie. Il punto di forza di questa storia fin qui dolorosa è proprio l'ambientazione, e il caloroso contorno culinario. Fin qui il messaggio è uno dei tanti gia incontrati nei romanzi rosa, RICOMINCIARE. Poi arriva ad abbattere il muro di difesa che Lisa si è corazzata, il bel giardiniere David, misterioso, affascinante e con un segreto da subito intuibile. Qui i capitoli si alternano, tra Lisa e David, e questo è un bel metodo di farci entrare in contatto con i semplici e quasi reali protagonisti. La storia rimane semplice, mai nessuna storia d'amore si può giudicare banale, bisogna solo avere le giuste aspettative, e dipende anche da quanto noi lettrici abbiamo bisogno di sognare. Un libro carino che poteva però aprirsi di più sia sulla cornice scozzese che su alcuni punti personali dei protagonisti. Una prima lettura del 2020 abbastanza piacevole da non farmene pentire e che apre però leggermente le porte al romanticismo. Ora è il momento di passare alle cose serie.
Pescato a casaccio tra la marea infinita dei TBR, questo libro è stato una piacevole scoperta!
Letto in qualche ora, lo stile è così scorrevole e la storia mi ha così coinvolto che non sono riuscita a staccarmi prima della fine, dovevo assolutamente scoprire come andava a finire la storia.
Finalmente una storia d’amore con due persone normalissime, niente ricconi, niente gusti particolari a letto, solo due persone ferite dalla vita, ma che vogliono amare ancora. Un lutto per David, un abbandono per Luisa, ma insieme i due riescono a superare i drammi della vita e a credere in un nuovo futuro da condividere.
Molto carino e a tratti commovente. E' un romanzo che inizia in modo grigio (come dice la protagonista) ma si conclude con un arcobaleno. Scorrevole e leggero, mi è piaciuto leggerlo in neanche 24 ore. Ho apprezzato molto la forza dei protagonisti e l'allegria di Viola. Da leggere, ed è il romanzo adatto a chi non ama perdersi in pagine e pagine di descrizioni inutili.
Iniziato molto bene, con uno stile narrativo brioso e divertente. A metà del libro però il ritmo ha iniziato a rallentare e la trama è diventata un po' prevedibile e noiosa. Insomma una lettura carina e piacevole ma ho terminato il libro con un senso di insoddisfazione, peccato.
Secondo il mio modesto parere un libro stupendo. Mi è piaciuto proprio tanto, scovato per caso e rimasta piacevolmente sorpresa. Un libro pieno di dolcezza che parla di abbandono e lutto ma che forse l'amore può aiutare ad alleviare e rendere sopportabili certe ferite che la vita ti infligge.
La mia precedente lettura è stata tosta e molto impegnata avevo proprio bisogno di qualcosa di più leggero, fresco, dolce per spezzare un po’. Ho trovato tutto questo anche se mi sarebbe piaciuto qualcosa di più…Mi spiego ; questo è un piacevolissimo romanzo che nasce con dei presupposti forse anche banali ma ben raccontati e che se sfruttati in maniera diversa, ne avrebbero reso davvero un bel libro. Luisa viene letteralmente abbandonata in ospedale dal compagno con la bambina appena nata. L’idiota non vuole neanche avvicinarsi alla bambina per non affezionarsene e ritorna con l’ex moglie. Luisa ovviamente si frantuma in 1000 pezzi e ci metterà veramente tanto prima di riuscire a uscire dal guscio di autopreservazione che si crea. Tornata in Scozia dai suoi genitori cresce da sola la sua bambina, diventa chef nell’alberghetto di famiglia e la sua vita monocorde viene stravolta da David , nuovo giardiniere responsabile del verde della proprietà. Tutto questo è raccontato in maniera piacevolissima svelta ,simpatica e molto sentita. David si vede che ha qualcosa di non limpido ma si capisce anche subito che se c’è un segreto non è qualcosa di losco, ma forse qualcosa di più simile al doloroso. Lo svolgersi degli eventi è grazioso dolce sufficiente a rendere questo romanzo piacevole ma in un certo senso anche incompiuto. È chiaro che la vita di tutti i giorni molto spesso lascia delle faccende in sospeso ,ma in questo caso anche tutta la faccenda del padre della piccola Viola poteva essere sfruttata molto meglio. Quando si è scoperto che David era un ex avvocato ho pensato “ecco questa è la chiave di volta! probabilmente l’idiota tornerà alla ribalta per la figlia e David riprenderà in mano quello che è il suo vecchio mestiere”… poi però ho dato un’occhiata alle restanti pagine digitali e mi sono resa conto molto più realisticamente che tutta quella parte li sarebbe sfumata senza dare al lettore quel senso di rivalsa che la protagonista dopo tanto soffrire avrebbe a mio avviso meritato. Questo romanzo ha comunque il merito di avermi piacevolmente intrattenuto per qualche ora dandomi dopo il tanto pathos della mia lettura precedente, una semplice e dolce storia d’amore. ⭐️⭐️⭐️1/2
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Libro carino, si fa leggere velocemente ma manca di qualcosa per rendere completa la storia. All'inizio non mi stava piacendo la scrittura, poi è diventata divertente grazie al racconto della protagonista della sua disavventura e poi la storia sembra tutta uguale fino alla fine con una rivelazione abbastanza pesante.
3,5/4 Carino e scorrevole. Romantico senza esagerare, passati ingombranti da risolvere per entrambi i protagonisti, ambientazione affascinante. Qualche approfondimento in più ci sarebbe stato bene, ma rimane un buon romance.
Luisa appena dopo aver partorito la piccola Viola in Italia, viene abbandonata dal compagno e l’unica cosa che le rimane da fare è tornare in Scozia dai suoi genitori con la piccola. Una volta tornata a casa e rimessi insieme i cocci di quello che rimane di se stessa, si occupa a tempo pieno di sua figlia e riprende la sua grande passione per la cucina occupandosi del ristorante nell’albergo dei suoi genitori a Inverness. Sembra tutto procedere con normalità finché non giunge in albergo il nuovo giardiniere tuttofare che non è assolutamente come quello che c’era prima.
“Sbatto le palpebre e non riesco a muovere un passo. Rimango lì, immobile, con un’espressione – di questo ne sono sicura – da perfetta idiota stampata sulla faccia. Non solo, ma sento anche che sto arrossendo, anzi lo so, mi conosco troppo bene, quando sono n in imbarazzo le mie guance diventano ridicolmente rosse. Guardo Viola, poi guardo lui. E così questo sarebbe il signor Hamilton che si occupa della manutenzione del nostro giardino e dell’albergo? Quello che la mia mente bacata si figurava come un gentile e anonimo signore di mezza età, magari con un po’ di pancia, quasi calvo? Oddio, perché nessuno mi aveva avvertita?”
Avevo questo libro nella mia libreria da veramente tantissimo tempo. Avuto con tanto di dedica dalla stessa autrice durante un evento, ma non ho mai trovato la scusa buona per leggerlo fino a questo momento.
Entrambi i protagonisti hanno un passato complicato: lei un abbandono e lui un lutto, entrambi non facili da lasciarsi alle spalle ma con la voglia, da entrambe le parti, di farlo e di ricominciare. Luisa è molto provata ma prova per David un’attrazione che la fa tornare un’adolescente che fatica anche a rapportarsi con gli altri. A David piace tantissimo Luisa, ma il lutto che porta nel cuore gli fa passare dei momenti da sereni a completamente bui a cui entrambi faticano a stare dietro.
“Quella donna gli piaceva. L’aveva capito dal primo momento in cui era entrato nella sua cucina insieme alla sua bambina, Viola. Quando Luisa gli aveva rovesciato il tè caldo addosso e l’aveva costretto praticamente a spogliarsi, credendo di averlo quasi ucciso con un po’ di acqua bollente, qualcosa era scattato in lui.”
La trama è scorrevole, non è pesante nonostante il passato di entrambi e si fa leggere senza inciampare in momenti di piatta totale.
Libro che si lascia leggere velocemente e ben scritto. Lo consiglio alle inguaribili romantiche che sperano sempre nel lieto fine.
Quando l'ho iniziato l'ho trovato promettente e scorrevole. Poi la psicologia della protagonista mi è parsa assolutamente stramba man mano che proseguiva la storia. Ambientazione scozzese appena accennata. Non so, ecco, mi è sembrata una storia un po' forzata con una donna che dice mai più uomini e che all'improvviso cade come un frutto marcio ai piedi di un bellone... e che di fronte a un rischio di nuovo abbandono perdona troppo facilmente... e il lutto di lui e il suo litigio coi genitori che mi paiono sinceramente impossibili... però è ben scritto, leggero e fa passare bene due ore. Per appassionati del genere.