Scrivere oggi un libro sull’IA significa scrivere un libro che l’IA non avrebbe potuto ‘generare’, perché senza corpo, senza vita, senza inconscio, senza desiderio, senza amore. Quando Platone afferma che la filosofia non è semplice amore per il sapere ma ‘desiderio di generare nel bello secondo il corpo e secondo l’anima’ parla direttamente a noi e ci ricorda che pensare è una forma di ‘generazione vitale’ che mette in gioco il corpo e la forza vitale che lo muove. Ecco la sfida, oggi. Possiamo farci sostituire nella nostra facoltà di pensare da una tecnologia in mano alle Big Tech o possiamo tenere vivo il fuoco della filosofia per sfidare il tecno-bio-capitalismo che ci propone l’IA come ‘nuova forma di vita’. Non si tratta di dire che l’IA è un mero strumento senza intelligenza. L’IA è una forma di intelligenza tecnologica come ricombinazione di sapere saputo che perfeziona, velocizzandola ed eliminandone la fatica, un’idea di intelligenza che per molto tempo abbiamo privilegiato rimuovendo il corpo. Che fare? Rimettere in gioco la forza del corpo vivo, facendo tesoro di quelle forme di pensiero che non hanno mai rinunciato al letteratura, psicoanalisi, teatro, sport. Sì, lo sport, amato da Platone, che sa essere uno spazio di pensiero incarnato, a corpo vivo. Ecco allora che per ereditare Platone nell’epoca dell’IA occorre farlo incontrare con il più grande sportivo di tutti i tempi che è stato anche uno straordinario pensatore, Muhammad Ali.
Simone Regazzoni è professore a contratto di Estetica presso l’Università di Pavia. Filosofo, allievo di Jacques Derrida, si occupa di filosofia politica e filosofia della cultura di massa. E’ autore dei seguenti volumi: La decostruzione del politico. Undici tesi su Derrida, il melangolo, 2006; Nel nome di Chora, il melangolo, 2008; Harry Potter e la filosofia, il melangolo, 2008; Derrida. Biopolitica e democrazia, il melangolo, 2012; Martin H. Live in New York City, il melangolo, 2012.
“Ho scritto questo libro perché nel fare filosofia e nel combattere, nell’allenamento di mente e corpo, trovo il piacere erotico di essere me stesso come cosa viva”
Che cosa hanno in comune Platone e Muhammad Ali? Che cosa non permetterà all’intelligenza Artificiale di essere al livello di un filosofo umano? Il filosofo Simone Regazzoni, porta un punto di vista fisico nel mare delle discussioni sulle IA. E lo fa raccontando lo sviluppo di queste intelligenze e il loro progresso, controbilanciando proprio Platone e Ali. Molto interessante, il discorso della fisicità, importante per Platone, messo davanti allo specchio di un pugile, oltre che secondo Regazzoni, un filosofo.
“Platone è oggi il nome di un fuoco che deve essere riacceso, il nome di una filosofia a corpo vivo in lotta con il tecno-bio-capitalismo dell’IA generativa che si presenta, nel progetto di Sam Altman, padre di ChatGPT, come una ‘nuova forma di vita’”.
La parte sull'I.A. é stata per me piú interessante dell'agiografia di Muhammad Alí, per quanto portasse avanti parallelamente la visione della filosofia platonica, che peró mi era giá chiara dal libro precedente. Ne ho approfittato per imparare qualcosa in piú sulla storia della boxe.
Un libro un po' insensato. Sembrano due libri diversi messi insieme un po' a caso, forse per seguire la moda Dell'intelligenza Artificiale, ma in realtà è un libro sul pugilato. E poi è ripetitivo anche rispetto alle ultime opere di Regazzoni come La palestra di Platone dove aveva già approfondito certe tematiche. Mi aspettavo qualcosa di più. Deludente.
Molto ripetitivo. Se non fosse inframezzato da aneddoti tratti dalla storia di Cassius Clay / Muhammad Ali nella seconda metà sarebbe anche più noioso.