Zombie - romanzo breve (66 pagine) - Dopo aver aiutato Lando e Sasà, Al Crepuscolo decide di partire con loro per una duplice salvare la sorella di Lando dalla madre cannibale e il mondo dai ritornanti.
La squadra di Al Crepuscolo si rafforza con l’arrivo di Lando e Sasà. In cascina fanno la conoscenza di nonna Clotilde, nonno Igino e Resident Ivo. Nemmeno il tempo di presentarsi che Lando scopre di poter finalmente vendicare Pizzi, il regista che ha abusato di lei, si trova proprio lì, incatenato a un tavolaccio. Ma una visita inattesa costringe tutti a impugnare le il proprietario della cascina di cui i nonni sono custodi, irrompe putrescente causando il caos. Ne segue una mattanza che culmina in un numero d’alta macelleria a colpi d’ascia e cinepanettoni. Solo dopo, la squadra può riprendere il viaggio verso sud, portando con sé Larduccio, il maiale di nonno Igino. Dai suoi anticorpi, potrebbe dipendere il destino dell’umanità.
L. Filippo Santaniello, sceneggiatore cinematografico, autore della saga horror comedy Country Zombie Apocalypse e del romanzo Roma De Profundis, ha scritto racconti per i principali editori horror italiani e sceneggiature, premiate a festival, da cui sono stati prodotti film per il cinema.
Vi ho mai detto che Country Zombie Apocalypse sembra il tipo di libro scritto dopo tre caffè annacquati, una maratona di film zombie anni ’80 e una grigliata andata terribilmente male? Eppure funziona. Funziona maledettamente bene. La storia segue un gruppo di sopravvissuti improbabili che attraversano un’apocalisse zombie con l’organizzazione mentale di un branco di procioni ubriachi. E in mezzo a tutto questo caos emerge lui: Al Crepuscolo, personaggio che sembra uscito da una leggenda metropolitana raccontata alle tre di notte in un autogrill sulla Salerno-Reggio Calabria. Non si capisce mai se sia davvero un eroe o solo un ragazzino alle prese con qualcosa più grande di lui. Ma ogni volta che appare succede qualcosa: esplodono ritornati, saltano relazioni umane o si piange a dirotto. E poi c’è nonno Igino. L’uomo. Il mito. La pensione INPS fatta carne. Nonno Igino affronta l’apocalisse con l’energia di chi ha litigato con il meteo per quarant’anni e ormai non teme più niente. Gli zombie? “Peggio i vicini del campeggio a Riccione nel ’98.” Ogni sua frase sembra una minaccia velata o una ricetta tradizionale. A un certo punto non capisci più se stia salvando il gruppo o cercando lentamente di avvelenarlo con conserve fatte nel 2003. Il libro è un delirio meraviglioso: sangue, fango, urla, momenti trash e scene che sembrano partorite da una febbre a 39. C’è persino un maiale in vasca sopra una macchina, che da solo meriterebbe un premio letterario o almeno una perizia psichiatrica. Lo stile è sporco, volutamente sopra le righe, con quell’energia da film di serie Z trasmesso alle due del mattino mentre mangi cereali direttamente dalla scatola. Non sempre è elegante, ma chi se ne frega? Qui si viene per vedere zombie asfaltati e vecchi urlare bestemmie profetiche contro il destino. Un romanzo che sembra scritto da qualcuno che ha pensato: “E se The Walking Dead fosse ambientato dopo una sagra della salamella?” Risultato: caos, risate e decomposizione. Esattamente quello che promette la copertina. Ora aspettiamo il seguito.
⭐ Penultimo appuntamento con la squadra di Al Crepuscolo e già mi mancano. Eh sì, perché una serie così orrorificamente divertente ed ironica é difficile da trovare. Come le precedenti uscite, anche questa lettura é scorrevole e la parola “fine” arriva troppo velocemente, anche perché il racconto non é composto da molte pagine. ⭐️ Ritroviamo i protagonisti laddove li avevamo abbandonati nel quinto episodio: Lando s Sasà, dopo aver dato alle fiamme un cinema colmo di zombie, vengono salvati da Al, Igino e Ivo. In questo modo, finalmente, il gruppo che ci accompagnerà al gran finale si riunisce. ⭐️ E se un grande gruppo si raduna, riuscirà Lando ad avere la sua vendetta e soprattutto continuare la sua discesa dell’Italia per salvare la sorella dalle grinfie di mamma-zombie? E Larduccio? Riusciranno a trovare la chiave per salvare il mondo da quell’epidemia di Ritornanti? ⭐️ In questo episodio non sono mancati i momenti d’azione, così come le battute taglienti di Igino e del nipote. Menzione speciale anche per la nonna, che mi ha particolarmente stupita in questo frangente… senza aggiungere altro, per evitare di fare spoiler. ⭐️ Questa storia continua ad entusiasmarmi ed ammetto che quando l’autore ha annunciato che il prossimo volume sarà l’ultimo, il mio cuoricino ha fatto crack. Non sono ancora pronta a salutare tutti questi personaggi e le loro storie, ma ancora non é finita: c’è il finale ad attenderci e sono sicura che l’autore saprà stupire i suoi lettori con nuovi scontri emozionanti, la comicità che caratterizza questa storia e ovviamente un finale memorabile.
Il viaggio attraverso un’Italia in piena apocalisse zombie continua. I destini di Lando e Sasà si intrecciano con quello del tostissimo Al e della sua squadra accoppa-zombie. Bisogna salvare Greta, sorella di Lando, prigioniera in casa sua ma prima c’è un passaggio obbligatorio nel quartier generale di Al, nonno Igino e del gigante buono Ivo.
Continua anche il gioco delle citazioni di Al. Dopo il suo sagace nickname, Al Crepuscolo, e Resident Ivo, stavolta tocca a Lando. Riesci a immaginare il suo soprannome?
Arrivati al sesto libro la storia di Al Crepuscolo e nonno Igino continua a tener banco. Tutto merito dell'autore che, con la sua scrittura da vita ad una storia che sembra una perfetta sceneggiatura dove, grazie a descrizioni dettagliate e dialoghi ben costruiti, con anche quell'ironia che contraddistingue l'autore, riesce a far immaginare le scene come se si stesse assistendo ad un film. Nel precedente volume avevamo lasciato Lando e Sasà dentro ad una sala cinematografica che, per eliminare gli zombie avevano appiccato un incendio. Durante la loro fuga per la salvezza un nuovo attacco di ritornanti sembra segnare la loro fine quando, Al e il nonno a bordo di un trattore customizzato a mietitrebbia, faranno una bella poltiglia di ritornanti. Tranne uno che viene risparmiato, il regista Pizzi, perché merita un trattamento speciale da parte di Lando per quel che ha fatto a sua sorella Greta. A casa di Al, nonna Clotilde, accoglie lui e Sasà come due figli e qui si assisterà a un bel siparietto. Lando che metterà in scena la sua vendetta. Per ogni film cinepanettone girato dal regista, un pezzo del suo corpo che viene mozzato. Un'allegoria dell'autore che mostra in questo modo il suo disdegno verso il genere. E poi c'è nonna Clotilde, vera scoperta di questa nuova avventura. Passa dal mestolo al trinciarami in un nanosecondo mostrando tutta la sua impavida freddezza. E per finire c'è il simpatico Larduccio, l'unico maialino rimasto poiché immune al virus. Su di lui sono riposte tutte le speranze per salvare il genere umano. Il nuovo quartetto formatosi, composto da Al, Resident Ivo, Lando e Sasà con Larduccio al seguito che viaggia sul tettuccio della macchina, dentro una vasca da bagno, si metterà in moto per raggiungere Bovalino e salvare così Greta dalle mascelle di sua madre e far analizzare poi il maialino per poter trovare una cura contro il virus zombie. Come si evolverà il viaggio dell'allegra combriccola? Sarà tutto perfetto e lineare o lungo la strada verso sud faranno nuovi incontri? E come per gli altri volumi l'autore ci lascia in sospeso, un'ottima strategia per alimentare la curiosità di scoprire cosa accadrà in seguito.
Country Zombie Apocalypse 6 è uno di quei capitoli che confermano quanto questa saga riesca, volume dopo volume, a trovare un equilibrio tutto suo tra caos, ironia e umanità. Nonostante la brevità appena 66 pagine la sensazione è quella di entrare subito nel vivo della storia, senza tempi morti, trascinati in un mondo ormai completamente alla deriva, dove però si continua a resistere… anche ridendo.
Ritroviamo Al Crepuscolo alle prese con una nuova missione, affiancato da Lando e Sasà: salvare Greta e, allo stesso tempo, tentare l’impossibile, cioè fermare i ritornanti. Ma più che la trama in sé, è il modo in cui viene raccontata a fare la differenza. L’autore costruisce un’atmosfera che mescola splatter e comicità in modo quasi disarmante: si passa da scene crude, sanguinolente, a momenti surreali e grotteschi che strappano una risata proprio quando meno te lo aspetti.
La parentesi nella cascina è emblematica di questo stile. L’incontro con personaggi come nonna Clotilde e nonno Igino aggiunge un tono quasi “familiare” alla narrazione, creando un contrasto fortissimo con la violenza che esplode poco dopo. È proprio qui che il libro mostra uno dei suoi punti di forza: rendere accogliente anche un mondo marcio, dove si combatte quotidianamente per sopravvivere. In mezzo al sangue e alla distruzione, si respira un senso di compagnia, di gruppo, che alleggerisce tutto senza mai banalizzarlo.
I personaggi funzionano perché sono incredibilmente umani nella loro assurdità. Non sono eroi, ma persone che si trovano “nel letame fino al collo” e decidono di affrontarlo con un misto di rassegnazione e ironia. Scherzano su ciò che, in condizioni normali, sarebbe impensabile, e proprio per questo risultano autentici. È come se avessero accettato il mondo così com’è, scegliendo di viverlo giorno per giorno, senza farsi schiacciare del tutto.
E poi c’è Larduccio, presenza quasi simbolica oltre che narrativa: un maiale che potrebbe rappresentare la salvezza dell’umanità. Un’idea che, sulla carta, potrebbe sembrare assurda, ma che nel contesto del romanzo funziona perfettamente, diventando quasi tenera. È impossibile non affezionarsi e non ritrovarsi a fare il tifo per lui, in mezzo a tutto quel disastro.
Lo stile resta uno degli elementi più riusciti: diretto, visivo, quasi cinematografico. Le scene scorrono come sequenze di un film, tra combattimenti sopra le righe, momenti di pura follia e dialoghi che mantengono sempre viva l’energia narrativa. L’autore non ha paura di esagerare, anzi, è proprio nell’eccesso tra asce, sangue e riferimenti pop che trova la sua identità.
In questo sesto capitolo si percepisce anche una crescita: la storia diventa più compatta, i personaggi più definiti e il mix tra comicità e dramma ancora più efficace. Rimane quella sensazione di fondo che accompagna tutta la serie: un mondo senza speranza, sì, ma in cui vale comunque la pena andare avanti, soprattutto se non si è soli.
Country Zombie Apocalypse 6 è quindi una lettura veloce ma intensa, capace di divertire, sorprendere e, a tratti, anche colpire emotivamente. È sporco, esagerato, a volte disgustoso ma proprio per questo funziona. E soprattutto, lascia con una voglia immediata di continuare la saga, perché una volta entrati in questo mondo, uscirne non è poi così semplice.
Attenzione: la presente recensione contiene degli spoiler riguardo i volumi precedenti della serie Country Zombie Apocalypse. Pertanto, per non scoprire informazioni indesiderate, ne consiglio la lettura a un pubblico consapevole.
Il sesto volume di questa avventura all'insegna della sopravvivenza si apre proprio da dove avevamo lasciato i nostri protagonisti con la novella precedente. Sasà e Lando vengono soccorsi e messi in salvo dal centro commerciale in fiamme dalla squadra di Al Crepuscolo. Con i due, viene risparmiato anche Pizzi in versione zombie, il regista che ha molestato Greta, sorella di Lando. Mentre sono tutti sani e salvi presso l'abitazione di Al, nonna Clotilde e nonno Igino, nonché Resident Ivo, tuttavia, vengono interrotti dall'avvocato Tassoni, proprietario della tenuta ove risiede la squadra di esperti in Ritornanti. Solo che, beh, è giusto un pochino affamato... Di carne umana. L'epidemia di zombie continua a dilagare in tutta Italia, Greta è ancora a Bovalino e non ha più avuto notizie di Lando che, insieme a Sasà e ai nuovi amici ed alleati incontrati, è pronto a riprendere il viaggio verso sud. Con loro, anche Larduccio, l'unico maiale di nonno Igino sopravvissuto al contagio. Siete pronti a farvi coinvolgere in questa nuova avventura? Preparatevi uno zaino con il necessario allora, perché la strada è ancora lunga e l'orda di zombie è a piede libero... Seguo questa serie dall'inizio della sua pubblicazione e, ogni volta, riuscire ad attendere l'arrivo del nuovo volume è sempre una bellissima e dolce tortura. Spesso mi è anche capitato di dover attendere prima di potermi dedicare alla lettura della novella disponibile, eppure ogni volta è un piacere immenso lasciarsi cullare dalla narrazione di L. Filippo Santaniello. Lo stile dell'autore è per me sinonimo di garanzia per la sua ironia e leggerezza, per la presenza di scene comiche ben amalgamate a quelle splatter e grottesche che danno vita a una storia unica e coinvolgente. La penna dell'autore è incalzante, il liguaggio è diretto e colloquiale, a tratti crudo (pertanto lo consiglio a un pubblico adulto) e il ritmo ben scandito. Non vi sono punti di stallo, al contrario la narrazione scorre piacevole e trascina il lettore al fianco dei protagonisti facendo vivere con loro avventure da brivido e al limite della sopravvivenza. Nulla viene lasciato al caso e in questo sesto capitolo della saga, tutti i nodi vengono pian piano al pettine. Devo ammettere che, durante questa lettura, in alcuni momenti sono stata assalita da una sensazione di nostalgia e commozione, consapevole del fatto che la fine di questa serie che tanto amo sta per giungere al termine. Tuttavia, non voglio lasciarmi prendere dalla sconforto, in primis perché ancora la parola fine non è stata scritta e, soprattutto, perché so con certezza che i personaggi nati dalla fantasia di Filippo Santaniello, rimarrano per sempre nel mio cuore e nella mia memoria, grata di avermi accompagnata in questa folle e adrenalinica avventura contro gli zombie. Mi sono affezionata tantissimo ad Al, nonna Clotilde (una vera e propria forza della natura, la mia eroina proprio!), nonno Igino ed Ivo, Lando e Sasà, ed anche Greta! Personaggio che non vedo l'ora di incontrare ancora e conoscerla meglio. Se siete alla ricerca di una saga ironica e travolgente, che vi faccia vivere con la mente per qualche ora in un'Italia invasa da Ritornanti, in compagnia di bellissimi protagonisti che vi facciano divertire e appassionare, non potete assolutamente perdervi Country Zombie Apocalypse di L. Filippo Santaniello. A me non resta che ringraziare di cuore l'autore, il curatore della collana The Tube Exposed che adoro, Diego Matteucci, nonché Delos Digital per questa serie e per tutte lo loro meravigliose pubblicazioni in grado di suscitare grandi emozioni. In attesa di potermi gustare il volume numero 7, non vi resta che iniziare a leggere Country Zombie Apocalypse dal volume 1 (se ancora non avete iniziato). Ma se siete giunti fino al quinto capitolo, che cosa state aspettando? Correte a leggere la vostra copia del sesto volume! Per me sono 5 stelle!
Siamo arrivati al sesto libro di questa serie folle e irresistibile, e ormai ci ho preso gusto. Anche questa volta la lettura scorre veloce, con il ritmo di un episodio televisivo: parte, esplode il caos, e prima che te ne accorga sei già alla fine.
La storia riparte esattamente da dove ci eravamo fermati, anche se il primo capitolo mi ha spiazzato parecchio. Per un attimo ho pensato di aver sbagliato libro: lo scenario cambia di colpo e quel senso di disorientamento — voluto o no — funziona.
Da qui in poi arriva uno dei momenti che aspettavo: la riunione dei due team, con Al Crepuscolo e soci da una parte e Lando e Sasà dall’altra. È anche il punto in cui lo stile vira ancora di più verso lo splatter puro, con descrizioni dettagliate di corpi in decomposizione e pezzi anatomici sparsi come coriandoli. Talmente esagerato da risultare quasi comico.
L’umorismo rimane infatti una costante, grazie a personaggi come nonno Igino, Sasà e lo stesso Al. Perfino nonna Clotilde, alla fine, si lascia trascinare in questo delirio. Eppure non mancano momenti più seri: quando la storia tocca certi ricordi dolorosi, il tono cambia e diventa sorprendentemente più profondo. Sembra un capitolo pensato per tirare le fila dei due filoni narrativi e prepararci a qualcosa di più grande.
Anche la scelta di saltare avanti e indietro nel tempo mi ha colto di sorpresa. I flashback spezzano il ritmo, ma in senso buono: ti disorientano quel tanto che basta per tenerti incollato.
E poi arriva il finale, che mi ha colpito più del previsto. Dopo tutte le scene raccapriccianti, l’umorismo sopra le righe e il caos splatter, l’autore riesce ancora una volta a tirare fuori un momento di affetto sincero tra nonno Igino e suo nipote Al. È quel contrasto — caos e sangue da una parte, la tenerezza dall’altra — che dà alla serie un’identità tutta sua.
Il resto lascia intuire che stia arrivando qualcosa di grosso. Forse uno sviluppo importante, forse addirittura la conclusione della saga — come ho letto in giro. Sarebbe un peccato salutare questi personaggi, ma ogni viaggio ha la sua fine. E se davvero ci stiamo avvicinando all’ultimo atto, sono convinto che Santaniello ci regalerà un’uscita col botto.
Ed eccoci al sesto capitolo di una saga che ci ricorda ( e come dimenticarlo!) che se il mondo deve finire preferiamo di gran lunga che succeda a colpi di ascia da boscaiolo e battute al fulmicotone e che i veri eroi della resistenza non indossano mimetiche ultra tecnologiche ma molto più probabilmente una vecchia canottiera sporca di sugo!…. In questo capitolo l’autore ha deciso che la calma è per i deboli e lancia i suoi eroi, Al Crepuscolo, nonno Igino e Resident Ivo in una centrifuga di sfighe memorabili…. Ma la vera perla del libro è il colpo di genio dell’autore… Alcune scene sono scritte dal punto di vista degli zombie!!… Se vi siete mai chiesti cosa passi per la testa di un cadavere ambulante oltre alla fame di cervello, questo libro vi darà risposte decisamente disgustose…. Vedere il mondo attraverso gli occhi (marci) dei ritornanti regala momenti di pura commedia splatter e i personaggi, tutti nessuno escluso da nonna Clotilde a Lando sono meravigliosamente incredibili!….li vorresti avere come vicini di casa….non si sa mai!…. Il ritmo è da infarto, senza un attimo di pausa e le pagine volano via come proiettili… L’unica cosa negativa?… Finisce troppo in fretta e ci lascia con una fame di saperne di più che nemmeno uno zombie a digiuno da una settimana!… Adoro, adoro adoro, non ne ho mai abbastanza!…. In conclusione, se cercate sangue, maiali miracolosi e nonne d’assalto avrete pane per i vostri denti…. Oooops! …per le vostre gengive putrefatte!..
Ritorniamo immersi nelle vicende, e stavolta addirittura vediamo alcune scene dal punto di vista degli zombie! Onestamente non me lo aspettavo, e la cosa è disgustosamente ironica, mi è piaciuto questo mini plot twist. Inoltre, il filone di Lando e quello della "banda" di Al Crepuscolo in questo sesto libro si incrociano, unendosi in un unico filone narrativo.
Questo pezzo di storia è risultato veloce, forse anche troppo. Avrei voluto durasse un pochino di più e questo mi ha lasciata con l'impressione che "mancasse" qualcosina.
Ciò che di certo non è mancato (anzi, ce ne era come al solito in abbondanza) è il gore / splatter molto grafico e descritto nei dettagli. Lo ribadisco sempre, perché è bene che il lettore sappia a cosa va incontro e valuti se avventurarsi nella lettura a seconda dei propri limiti.
Mi ha colpita, perché inaspettato, il saluto fra i nonni e Al, soprattutto le descrizioni dell'abbraccio e degli sguardi tra il ragazzo e suo nonno. Igino è un personaggio che siamo sempre stati abituati a vedere come scorbutico e antipatico, ma qui esce il suo lato tenero e affettuoso, cosa che mi ha fatta un pochino commuovere.
Si capisce, dal finale, che i nodi stanno per venire al pettine e ci si sta per avvicinare al gran finale di questa storia horror e splatter, ma anche comica (basti solo pensare ai soprannomi delle varie figure: Al Crepuscolo, Resident Ivo, Clotildeath, Lando of the Dead) e con un tocco di riflessione sulla società e l'umanità. Non vedo l'ora di sapere a quali altre avventure andranno incontro i personaggi!