Nel tormentato scenario globale contemporaneo, il rapporto religione-politica è spesso visto in una prospettiva parziale, che dà risalto solo all’islam e a certe sue correnti più fondamentaliste. In realtà, nel corso degli ultimi decenni, tutte le religioni tradizionali sono tornate ad avere un peso sulla scena politica. Su questo ritorno, sono state costruite delle teorie di politica internazionale, come quella dello "scontro tra civiltà". Analizzandone i presupposti e le finalità geopolitiche, il libro intende mostrare come la "guerra santa" non sia che una forma del ruolo politico delle religioni. Nell’attuale crisi della politica come sfera autonoma e dello Stato come fonte della sovranità, l’autore si interroga sulla possibilità che si delinei una "santa alleanza" fra le principali confessioni, volta a riportare una "morale universale" nel cuore della polis.
My good friend Manlio is sharp as always. He opens new avenues of thought, and once you have walked down them in his gracious company, you feel like you have known these things for ever. They were so obvious. And yet, very few before Manlio spoke about these issues and tendencies. Religion is an idea that never loses its grip, it swells and wanes, but is always in the background. And one would think that after many thousands years of carving deities of fertility and thunder, we would be over them. Oh so, silly of me!