Un grande giallo «I lettori con un debole per i personaggi vivaci, le trame articolate e i colpi di scena inaspettati lo ameranno.» Kirkus Reviews «Un piatto gourmet che gli appassionati di crime divoreranno con gusto. Divertimento assicurato.» Martin Edwards «Audace, pungente e intriso di umorismo tagliente, Sette motivi per ammazzare i tuoi ospiti a cena è una lezione magistrale di tensione e ironia.» Mallory Arnold Sette ospiti. Tre portate. Una predizione inquietante e una serata che non dimenticheranno mai... Sai quando morirai ma non sai per mano di chi. Sette sconosciuti si ritrovano a una cena organizzata da un misterioso anfitrione. Quando la serata volge al termine, davanti a ciascun invitato compare una carta. Su ogni carta, un l’età in cui quella persona morirà. Turbati ma scettici, gli ospiti si congedano nella notte piovosa, sperando di lasciarsi alle spalle quell’inquietante episodio. Due settimane dopo, uno di loro muore. Esattamente all’età indicata sulla carta. Col passare degli anni, altri ospiti iniziano a morire, ognuno alla stessa età segnata sulla propria carta. Diventa presto evidente che dietro quella cena si cela qualcosa di molto più oscuro. Ora, il gruppo sempre più esiguo di commensali dovrà scoprire chi – o cosa – si nasconde dietro quell’incontro fatale di tanti anni addietro, prima che arrivi anche il loro turno.
K.J. Whittle È cresciuta in Cumbria e ha studiato Lingua e Letteratura inglese a Londra. Giornalista, scrive da vent’anni per quotidiani e riviste nazionali. Nel 2020 ha frequentato il corso di Scrittura della Curtis Brown Creative. Vive a Manchester con il marito e i due figli. La Newton Compton ha pubblicato Sette motivi per ammazzare i tuoi ospiti a cena.
Ho tentennato fino alla fine, approcciandomi con cautela a questo ennesimo romanzo della Newton Compton presentato come "grande thriller/giallo". In effetti la premessa, decisamente intrigante, lasciava intendere chiaramente che la sua principale fonte di ispirazione fosse stata "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie - un'arma a doppio taglio. Accostarsi a questo mostro sacro richiede infatti un coraggio enorme: bisogna essere uno scrittore veramente bravo (o molto sicuro di sé) per misurarsi con il top del top, soprattutto se lo si richiama esplicitamente. Beh, posso dirlo? Per me la Whittle questa sfida l'ha superata egregiamente. La forza di questa storia risiede innanzitutto nei protagonisti. L'autrice ha creato dei personaggi sui quali, onestamente, non avrei scommesso una lira: ero pronta alle solite macchiette, pedine di un'enigma in cui la soluzione avrebbe preso il sopravvento, fagocitando le personalità individuali per mettere al servizio delle indagini. Al contrario, ho fatto la conoscenza di esseri umani profondamente complessi, che mi hanno colpito con le loro vicissitudini, i loro traumi e demoni interiori. Nel frattempo, gli avvenimenti della trama, estremamente coinvolgenti, si susseguivano a un ritmo vorticoso, mentre ansia e suspense montavano sempre di più. Man mano che si avvicinava lo scadere del tempo per ciascuno degli invitati alla cena, potevo quasi sentire il ticchettio di un orologio scandire il tempo tra una morte e l'altra. Nonostante si trattasse di morti annunciate, nulla avrebbe potuto prepararmi al finale. Mi ha letteralmente scioccata scoprire che rendendo impossibile al lettore scoprire la verità prima dell'ultimissima pagina. Promosso a pieni voti.
Penso che l'ispirazione per questo libro sia stata data dal famosissimo libro di Agatha Christie "dieci piccoli indiani" L'autrice si è impegnata molto, ne è uscito fuori un giallo/thriller veramente bello. C'è anche un ottimo finale dove tutto viene spiegato per bene e non restano domande irrisolte, cosa molto rara da trovare negli ultimi anni, data la mania di tanti altri scrittori di lasciare finali aperti o irrisolti. Mi è piaciuto molto.
Un thriller psicologico inquietante e irresistibile Sette motivi per ammazzare i tuoi ospiti a cena parte da un’idea semplice e geniale: sette persone, una cena misteriosa, una carta che predice l’età della loro morte. Nessuno conosce gli altri invitati, nessuno sa perché si trovi lì, e soprattutto nessuno crede davvero a quella predizione. Fino a quando, due settimane dopo, uno di loro muore. Esattamente all’età indicata. Da quel momento, il romanzo si trasforma in una spirale di tensione crescente. Gli anni passano, gli ospiti iniziano a morire uno dopo l’altro, e ciò che sembrava un gioco macabro diventa un incubo reale. Il gruppo rimasto in vita capisce che non si tratta di coincidenze: qualcuno sta orchestrando tutto. O qualcosa.
“Non è la morte che spaventa. È sapere quando arriverà.”
Ogni ospite ha un segreto, una fragilità, un motivo per temere la verità. Il romanzo gioca con le loro psicologie, alternando momenti di tensione pura, flashback che aggiungono strati di complessità e dinamiche di gruppo che oscillano tra alleanza e sospetto. L’atmosfera è cupa, piovosa, claustrofobica: perfetta per un mystery che ricorda i classici “chi è stato?” ma con un twist moderno e inquietante. Man mano che gli anni passano e il cerchio si stringe, la domanda centrale cambia: non più “moriremo davvero a quell’età?”, ma “chi ci sta uccidendo… e perché proprio noi?”. Il romanzo costruisce un crescendo impeccabile, con rivelazioni che ribaltano continuamente le certezze del lettore. La verità finale è oscura, sorprendente e perfettamente coerente con l’atmosfera del libro. È un libro che si divora e che lascia addosso un’inquietudine sottile, quella sensazione che il destino possa essere manipolato… o previsto.
Un incrocio tra “dieci piccoli indiani”, “final destination” con una spruzzata del film “seven”. Sette persone che non si conoscono tra loro vengono invitate da un misterioso ospite ad una cena, alla fine della quale ogni commensale troverà vicino al proprio piatto una busta che indica l’età in cui morirà. Un libro che ho fatto fatica a mettere giù! I personaggi sono talmente ben caratterizzati che ti sembra di conoscerli, man mano che si procede con la lettura. Non mancano i colpi di scena e anche se avevo intuito alcuni risvolti, il piacere di continuare a leggere non è venuto meno. Consigliato a chi ama i thriller molto ma molto psicologici e introspettivi, senza azione e scene rocambolesche.