Kitty Coleman non ha mai sopportato il cimitero dove ora si trova col marito e la figlia Maude. È così lugubre con i suoi obelischi egizi, le guglie gotiche, le colonne, per tacere degli angeli in marmo italiano. Non tollera nemmeno l’affettata esibizione del lutto tipicamente inglese. Eccoli lì, oggi, alla fine di quel primo mese del 1901, tutti vestiti come corvi! Tutti uniti in un nazionale cordoglio. Certo, la regina Vittoria è morta e il secolo della gloria dell’Impero se n’è andato con lei. Ma perché concentrarsi solo sul dolore? Perché non pensare invece che Edoardo, benché già maturo, possa aprirsi meglio di sua madre al nuovo che avanza? Se Albert e Gertrude Waterhouse, i proprietari della tomba vicina, potessero leggerle nella mente, l’accuserebbero di “alto tradimento”. Sono così perfetti nella loro normalità, con quella figlia vanitosa nel suo vestitino nero di crespo, così poco adatto a una bambina di cinque anni. Kitty spera che Maude non le si affezioni troppo da imitarla in quelle insopportabili svenevolezze. E – peggio si sente – che non stringa amicizia con il figlio del becchino, il ragazzino sporco di fango che li spia tra le lapidi. Le speranze di Kitty, moglie insoddisfatta e madre inquieta, cui le convenzioni vanno più strette del corsetto, sono tante. Forse troppe per quel secolo appena cominciato… Straordinario ritratto di un’epoca in cui le automobili sostituiscono i cavalli, l’elettricità soppianta l’illuminazione a gas e il voto alle donne è quasi realtà, Quando cadono gli angeli ci riporta ai sogni e alle disillusioni della breve e dorata stagione edoardiana attraverso le vicende di due famiglie ineluttabilmente destinate a incrociarsi.
È tutta la vita che aspetto che succeda qualcosa. E finalmente ho capito che non succederà nulla. Oppure è già successo, e in quel momento ho chiuso gli occhi e tutto è sparito. Non so che cosa è peggio, se averlo perso o sapere che non c’era nulla da perdere.
«Chevalier si dimostra ancora una volta un’acuta osservatrice, soprattutto nel ritrarre il sentimentalismo persistente, i pregiudizi e i segni di cambiamento dell’Inghilterra vittoriana». Publishers Weekly
«Un romanzo che mostra sia la stranezza del mondo com’era allora sia la sua vicinanza al nostro tempo». The Times
«Amore e morte ai tempi delle suffragette». Corriere della Sera
Born: 19 October 1962 in Washington, DC. Youngest of 3 children. Father was a photographer for The Washington Post.
Childhood: Nerdy. Spent a lot of time lying on my bed reading. Favorite authors back then: Laura Ingalls Wilder, Madeleine L’Engle, Zilpha Keatley Snyder, Joan Aiken, Susan Cooper, Lloyd Alexander. Book I would have taken to a desert island: Anne of Green Gables by L.M. Montgomery.
Education: BA in English, Oberlin College, Ohio, 1984. No one was surprised that I went there; I was made for such a progressive, liberal place.
MA in creative writing, University of East Anglia, Norwich, England, 1994. There’s a lot of debate about whether or not you can be taught to write. Why doesn’t anyone ask that of professional singers, painters, dancers? That year forced me to write all the time and take it seriously.
Geography: Moved to London after graduating from Oberlin in 1984. I had studied for a semester in London and thought it was a great place, so came over for fun, expecting to go back to the US after 6 months to get serious. I’m still in London, and still not entirely serious. Even have dual citizenship – though I keep the American accent intact.
Family: 1 English husband + 1 English son.
Career: Before writing, was a reference book editor, working on encyclopedias about writers. (Yup, still nerdy.) Learned how to research and how to make sentences better. Eventually I wanted to fix my own sentences rather than others’, so I quit and did the MA.
Writing: Talked a lot about becoming a writer as a kid, but actual pen to paper contact was minimal. Started writing short stories in my 20s, then began first novel, The Virgin Blue, during the MA year. With Girl With a Pearl Earring (written in 1998), I became a full-time writer.